Laudato chi?

Anche in questi giorni, la mancata ratifica da parte degli USA dell'accordo sul clima di Parigi è stata un'occasione per dare risalto alla "nuova" posizione "ecologista" del Vaticano a guida bergogliana sull'ambiente e sul clima, in strenua difesa dell'accordo (e dell'Agenda 21): una conversione ecologica della Chiesa di Francesco, sembrerebbe. Eppure, al di là dei possibili dubbi sull'origine antropica dei cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo, la tutela dell'ambiente non è confinabile ai soli appelli mediatici. Indagando ad esempio sull'enciclica "ecologista" firmata da Francesco nel 2015, marchio "verde" del suo pontificato, si potrebbe scoprire che di ecologista e di verde potrebbe esserci molto poco, proprio su un tema fondamentale come quello degli Organismi Geneticamente Modificati. A questo proposito, proponiamo questo paragrafo tratto da un articolo pubblicato su PuntoZero di novembre 2015, inedito in rete e quanto mai attuale...


[...] Continuiamo ad occuparci però di ambiente e OGM. A proposito di alimentazione, infatti, sempre negli stessi mesi [del 2015] è stato dato in pasto all’opinione pubblica, questa volta mondiale, un altro argomento succulento come l’Enciclica Laudato si di Francesco, definita quasi all’unanimità come un’enciclica ecologista, la prima della Storia. Nel testo, in cui è esplicito nel titolo il rifarsi al Cantico delle Creature di un altro noto Francesco, ovvero il santo medievale, il vescovo di Roma presenta per la prima volta un approccio non cattolico al problema ritenuto il più grave dopo le guerre in corso nel mondo, ovvero quello ambientale. I temi affrontati sono molti, dall’inquinamento all’utilizzo di energie alternative, dalla difesa dell’ambiente a quella della vita di tutto il Creato, passando per i cambiamenti climatici ed il necessario cambiamento dello stile di vita consumistico. In sintesi, un richiamo a quella che egli definisce una “conversione ecologica” dell’umanità.

“L’enciclica di Papa Francesco sull’ambiente è un fatto di portata storica che riempie di soddisfazione quanti hanno a cuore il futuro dell’umanità e gli equilibri del Pianeta Terra”  commentava il 18 giugno, giorno della presentazione pubblica del testo, Mario Salomone, presidente della Federazione italiana media ambientali (FIMA).

Eccoci qui allora ad esaudire anche queste richieste, prendendo in considerazione un testo che vuole essere di portata storica. Tanto da aver comportato l’esclusione dalla sala stampa vaticana del vaticanista de L’Espresso Sandro Magister, da parte di padre Federico Lombardi, in seguito alla pubblicazione sul sito della famosa rivista italiana del testo completo dell’enciclica: un atto concordato, secondo l’Espresso, con il Vaticano stesso, ma che invece avrebbe contribuito a smorzare l’effetto sorpresa pensato dall’entourage di Bergoglio. Tanto che nelle parrocchie italiane sono sorti gruppi di studio con lo scopo di tenere viva l’attenzione sulle parole scritte da Bergoglio “sulla cura della casa comune”.
Non vi è spazio, in quest’articolo, per analizzare punto per punto quanto scrive e propone Jorge Mario Bergoglio nella sua enciclica. Ci limitiamo ad evidenziare l’approccio bergogliano al mondo transgenico.
A pag. 122, paragrafo 133 della Laudato si, Francesco scrive:

“È difficile emettere un giudizio generale sullo sviluppo di organismi geneticamente modificati (OGM), vegetali o animali, per fini medici o in agricoltura, dal momento che possono essere molto diversi tra loro e richiedere distinte considerazioni.”

Il vescovo di Roma, nelle righe successive, fa riferimento a diversi tipi di modificazione genetica, come la domesticazione degli animali o gli incroci tra razze diverse, facendo una distinzione tra la modificazione genetica utilizzata per aiutare il disegno divino ad esprimersi, e quella che invece manipola il disegno divino stesso impresso nella sostanza delle sue creature [si immaginino quali considerazioni filosofiche, teologiche ed etiche si potrebbero aprire sull’argomento: qualcuno potrebbe chiedersi ad esempio se il Dio della religione cattolica e cristiana abbia davvero necessità della tecnologia e della manipolazione genetica da parte di altri uomini per esprimere il proprio disegno].


- Scusi Sua Santità, ma non sono un credente  - Per tutti c'è speranza figliolo.
- Sto parlando dei cambiamenti climatici!  - Beh, allora forse no.


Nel paragrafo 134, Francesco evidenzia poi alcuni dei problemi che sorgono insieme alle coltivazioni transgeniche:

“In molte zone, in seguito all’introduzione di queste coltivazioni, si constata una concentrazione di terre produttive nelle mani di pochi, dovuta alla «progressiva scomparsa dei piccoli produttori che, in conseguenza della perdita delle terre coltivate, si sono visti obbligati a ritirarsi dalla produzione diretta»

[il virgolettato si rifà agli atti della Commissione Episcopale di Pastorale Sociale Argentina dal titolo Una tierra para todos (“Una terra per tutti”), del giugno 2005, NdA].

I più fragili tra questi diventano lavoratori precari e molti salariati agricoli finiscono per migrare in miserabili insediamenti urbani. L’estendersi di queste coltivazioni distrugge la complessa trama degli ecosistemi, diminuisce la diversità nella produzione e colpisce il presente o il futuro delle economie regionali.”

E per finire, denuncia la concentrazione di potere delle multinazionali dell’agro-chimica:

“In diversi Paesi si riscontra una tendenza allo sviluppo di oligopoli nella produzione di sementi e di altri prodotti necessari per la coltivazione, e la dipendenza si aggrava se si considera la produzione di semi sterili, che finirebbe per obbligare i contadini a comprarne dalle imprese produttrici.”

Una critica che però non sembra produrre una presa di posizione netta da parte di Bergoglio, che al paragrafo 135 scrive:

“Quella degli OGM è una questione di carattere complesso, che esige di essere affrontata con uno sguardo comprensivo di tutti i suoi aspetti, e questo richiederebbe almeno un maggiore sforzo per finanziare diverse linee di ricerca autonoma e interdisciplinare che possano apportare nuova luce.”

Se alcuni di voi l’hanno visto lanciare il sasso nella critica agli OGM, come fatto da Papa Benedetto XVI e dal suo predecessore Giovanni Paolo II, il vescovo Bergoglio sembra non voler cogliere l’occasione di una enciclica “ecologista” per una presa di posizione coraggiosa. Anzi, la premessa stessa del paragrafo 134 è che

“non disponiamo di prove definitive circa il danno che potrebbero causare i cereali transgenici agli esseri umani, e in alcune regioni il loro utilizzo ha prodotto una crescita economica che ha contribuito a risolvere alcuni problemi”.

Non ci sono prove definitive dei danni arrecati, secondo Francesco, e addirittura in alcune zone avrebbero comportato una crescita economica. Quindi, si riconoscono i problemi arrecati alle colture tradizionali ed al mondo agricolo, ma senza alcuna condanna definitiva. Ecco perché al varo dell’enciclica, Annamaria Procacci, consigliera dell’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) comunicava la sua impossibilità di condividere il “possibilismo in materia di OGM” espresso dal vescovo di Roma. Che pure, nei titoli di giornale e negli articoli scritti nei giorni successivi sulla Laudato si, sembrava non comparire nemmeno, sostituito dalle “critiche di Francesco agli OGM”.

Proseguendo nella lettura dell’enciclica, si giunge alle conclusioni di Bergoglio in materia: i soggetti coinvolti nell’uso di OGM, sia attivamente che passivamente, dovrebbero esporre le proprie problematiche in situazioni a ciò deputate, tenendo conto di tutta l’informazione scientifica in materia, e decidere insieme sul da farsi. Alle popolazioni colpite dagli effetti del glifosato, quindi, non resterebbe che suonare il campanello a Monsanto, confidando nella buona fede di chi vorrebbe brevettare la Vita.
Vanificato così anche l’appello fiducioso rivolto al vescovo di Roma da parte di numerosi scienziati mondiali ed esperti di OGM (tra cui anche Vandana Shiva), che avevano sottoscritto una lettera a Francesco affinché nella sua enciclica potesse esprimersi “criticamente sui transgenici e in appoggio all’agricoltura contadina”. Per gli OGM quindi nessuna conversione ecologica. [...]

Tratto dall'articolo La Russia mette al bando gli OGM, gli Stati Uniti no, l'Europa forse, pubblicato su PuntoZero, novembre 2015