Durante la notte di domenica, si è spenta una parte importante della mia vita. Furio Stella, amico di gioventù e indispensabile compagno nell’avventura dell’edizione italiana di NEXUS New Times, ha lasciato questo piano di esistenza. Se non ci fosse stato lui, nel lontano 1994, a credere nel mio progetto e a prenderlo per mano sino al primo numero uscito nell’agosto dell’anno successivo, con ogni probabilità oggi nel nostro paese questa rivista non esisterebbe, o nella migliore delle ipotesi non sarebbe come siete abituati a conoscerla. Sicuramente io non mi sarei occupato di giornalismo, editoria e informazione, ed è solo grazie a Furio, che mi ha pazientemente trasmesso i rudimenti della professione, se oggi mi ritrovo a dirigere una fra le più apprezzate riviste del panorama editoriale italiano.

Mi tornano in mente gli innumerevoli episodi vissuti insieme che hanno forgiato un’amicizia mai realmente venuta meno, nemmeno quando nel 2004 scelse di interrompere la sua collaborazione con NEXUS per proseguire la sua strada con altri progetti, peraltro coronati da grande successo. Molti di coloro che lo hanno apprezzato come direttore di una rivista così atipica non sanno che è stato una delle più autorevoli e apprezzate firme sportive a livello nazionale, anche se la sua notorietà era legata al calcio e alla squadra del Padova. Così come non sanno che era un abile vignettista, soprattutto perché non si è mai presentata l’occasione per esprimere anche questo talento fra le pagine dell’inserto italiano (e a ben pensarci, è stato davvero un gran peccato).

Comunque sia, dovunque sia, non gli verrà mai meno la mia amicizia, il mio affetto e quello di tutti i lettori di NEXUS, che non lo dimenticheranno mai. E citando l’armadillo di un geniale film d’animazione, gli dico: “Ci vediamo dall’altra parte!”