Nel mio precedente intervento avevo citato un servizio trasmesso dalla BBC che era stato collegato al misterioso "raid" israeliano in Siria del 6 settembre scorso. Nel filmato delle "fotomitragliatrici" installate sugli F-16 di Tel Aviv, inserito nel reportage della BBC, si distinguevano perfettamente dei velivoli a forma di disco che si frappongono tra i velivoli poco prima dell'attacco. Ad una attenta analisi, però, si direbbe proprio che le immagini del servizio in questione siano riconducibili all’assalto israeliano al Libano, avvenuto nel 2006, quindi non costituiscono in alcun modo una prova a sostegno delle suggestive ipotesi relative al raid in Siria di quest’anno.
Risulta sempre più difficile separare i fatti reali dalle fantasie, dalla disinformazione e dalle contraffazioni audiovisive realizzate con moderni ed economici software per l’animazione tridimensionale e diffuse in internet con grande clamore. Anche i famosi filmati degli UFO presumibilmente ripresi ad Haiti e nella repubblica dominicana sono alla fine risultati delle evidenti manipolazioni, ma dissento completamente da tutti coloro che hanno frettolosamente archiviato il caso.
In un'intervista telefonica, condotta da David Sarno del Los Angeles Times e mediata da una donna, Sam, l'autore dei video avrebbe finalmente rivelato che, dato l'interesse controverso che hanno suscitato e visto quanti si sono esposti anche in difesa della loro autenticità, ha preferito rimanere anonimo con il nome di Barzolff814, stesso pseudonimo da lui utilizzato per immettere la prima volta in rete il filmato su Youtube.
Barzolff avrebbe 35 anni e sarebbe animatore professionista con un decennio di esperienza in computergrafica ed animazioni commerciali: avrebbe impiegato non più di 17 ore per realizzare entrambi i video tutto da solo con un MacBook Pro e una suite di programmi di animazione 3D commerciali, tra cui E-ON Vue 6 Infinite. I video sarebbero entrambi realizzati totalmente al computer. Per provare al Los Angeles Times di essere veramente l'autore, Barzolff ha rilasciato un simpatico video inedito (http://www.youtube.com/watch?v=Ct_9S6xiggc) che mostra in azione gli stessi UFO, telecomandati da una vecchietta seduta ad un caffè francese.
Ciò che mi lascia perplesso è il fatto che il video che dovrebbe provare quanto da lui affermato non prova un bel nulla, mostrando in effetti un modellino vagamente simile agli UFO dei video in questione mentre si muove appeso a un filo: dove sarebbe tutta questa maestria in animazione 3D? E poi, che valore può avere un’intervista telefonica condotta attraverso una terza persona? E davvero 17 ore sarebbero bastate per realizzare il “rendering” di immagini tridimensionali così complesse? Non metto in discussione l’evidente natura digitale del filmato, ma la ricostruzione degli eventi a monte.
 
Per capire quanto sia semplice, con i software moderni, realizzare un filmato 3D di questo tipo, basta osservare questo video:
 
 

Cosa dire poi di questo video, stranamente analogo ai precedenti e risalente allo stesso periodo, che anche l’occhio non esperto ma sufficientemente smaliziato identifica come una animazione 3D nemmeno tanto ben fatta? (Basti osservare i “riflessi” della luce nell’obiettivo, o la “texture” del velivolo e del suo propulsore…)  



Stesso discorso per il famoso video dell’UFO del Cellina:



L’ufologo Antonio Chiumiento, che aveva originariamente ricevuto il VHS (insieme ad un biglietto con scritto “Ho paura”. Brrr…) ed è stato il primo a divulgare il filmato, ha apertamente dichiarato che sarebbe un falso (apparentemente dopo una email ricevuta dalla televisione locale che per prima l’aveva trasmesso, nella quale due studenti se ne assumono la paternità) e questo dopo che altri sedicenti “esperti” ne avevano invece attestato la validità.
Che dire? Sinora non ho visto prove definitive che mi abbiano convinto dell’una o dell’altra spiegazione, quindi non mi pronuncio, anche se va detto che Paola Harris ha fatto analizzare il filmato a Boulder, Colorado, e gli analisti hanno concluso che si tratta di un oggetto fisico, con molta probabilità un prototipo di RPV, veicolo controllato a distanza.
Passando ad argomenti più “pesanti”, ho notato che Michael E. Salla ha ripreso una questione da me trattata in varie occasioni, e cioè al tremendo rischio che nel caso di un conflitto con l’Iran, l’intera Quinta Flotta statunitense, attualmente operante nel Golfo Persico, verrebbe letteralmente spazzata via nel corso di uno scontro “asimmetrico” nel quale l’elemento chiave sarebbero i numerosi missili antinave Sunburn (velocità Mach 2.5 ovvero 1500 miglia all’ora, tecnologia stealth, raggio d’azione sino a 130 miglia) e Yakhont (raggio d’azione sino a 185 miglia, progettato esplicitamente per le portaerei), di fabbricazione russa e cinese, in possesso della Repubblica Islamica. Secondo Salla, i neoconservatori al governo sarebbero perfettamente a conoscenza di questo rischio, evidenziato nel 2002 dall’esercitazione “Millennium Challenge” durante la quale, nel corso di una simulazione di “guerra asimmetrica” tra le forze armate USA e un non meglio identificato stato del Golfo, gran parte della Quinta Flotta era andata perduta, per poi essere “recuperata” ad un certo punto della simulazione (con la scusa di presunte “manipolazioni”…) onde ottenere una vittoria altrimenti impossibile. Il fatto è che sarebbero disposti a sacrificarla (con la mitica portaerei Enterprise, ormai un simbolo nell’immaginario collettivo grazie alla saga di Star Trek…) per ottenere una nuova “Pearl Harbor” che portasse alla dichiarazione di “guerra totale” contro l’Iran da parte del Congresso USA, seguita da pesanti bombardamenti e da un’eventuale invasione militare per rovesciare il regime iraniano, per affrontare la quale sarebbe naturalmente necessario ripristinare il servizio di leva obbligatorio. Il tutto naturalmente condurrebbe ad un innalzamento delle tensioni internazionali, in particolare con Russia e Cina, al collasso dell’economia mondiale e all’ulteriore erosione delle libertà civili negli Stati Uniti. Che dire? Ron Paul, sei la nostra ultima speranza!Sarkozy
Per chiudere, se vi è capitato di vedere le immagini del presidente francese Nicolas Sarkozy che, durante il suo recente viaggio americano, “scodinzolava” allegro con l’amico Bush sottolineando un’inedita comunione di intenti e di vedute con il cosiddetto “alleato”, sappiate che il prestigioso quotidiano Le Figaro ha rivelato che un tempo il leader francese lavorava (e magari lavora ancora) per il Mossad! Pare che sia stato assoldato dal servizio segreto israeliano nel 1983 in qualità di sayan, termine ebraico che sta per “aiutante”, fra le migliaia di altri cittadini ebrei che risiedono in paesi al di fuori di Israele e che collaborano coi katsas, funzionari del Mossad.
Secondo le informazioni divulgate alla polizia francese, nel 1978 il primo ministro israeliano Menachem Begin ordinò l’infiltrazione del partito gollista francese, Union pour un Mouvement Populaire, all’epoca al potere; i primi obiettivi erano Patrick Balkany, Patrick Devedjian e Pierre Lellouche. Nel 1983 assoldarono il "giovane e promettente" Sarkozy, il "quarto uomo".