La Corea del Nord non è uno stato oscuro ed enigmatico come si vuole far credere. Soprattutto per noi italiani.
Esso, infatti, è nel concreto un regime fascista, che si nutre della personalizzazione e divinizzazione del dittatore di turno (compresa la famiglia) di un'economia autarchica e socialista, e di un'obbedienza – felice o meno, a seconda del grado di coscienza – dei suoi concittadini. 
Il paese non ha criminalità – vigono pene molto severe per i crimini, che vanno dal pubblico ludibrio fino ai campi di rieducazione e alla pena di morte – né esistono i passaporti. 
In sostanza, nessuno può o deve lasciare il paese (eccezion fatta per i diplomatici o il personale di alto rango sociale, comunque fedele al regime). 
Il governatore di turno è divinizzato dai media, mentre i bambini arrivano a credere addirittura che si tratti di Dio.
Esso non può essere chiamato per nome, ma soltanto con appellativi.
Il lavaggio del cervello della popolazione avviene sin dai primi anni di vita: l'istruzione, infatti, è altrettanto di "regime", s'insegna cioè a essere obbedienti e a essere felici dell'ordine precostituito.
Il sistema scolastico gestisce non solo le ore in aula ma anche il doposcuola, dove spesso i ragazzi si allenano alla formazione di vari quadri umani, cui siamo già abituati quando guardiamo le varie parate militari.
Quando le scuole dell'obbligo finiscono – a 17 anni – se non vuoi proseguire, ecco che lo stato socialista e "protettore" ti trova un lavoro (spesso in una fabbrica, un lavoro a volte anche malsano) e ti assegna una casa, dove potrai crescere con tua moglie e i tuoi figli.
Il regime ha la sua polizia paramilitare – una specie di "Gestapo" – che è pronta perfino a venire a casa tua... se qualcosa non va. 
Nella socialista e centralista Corea del Nord, inoltre, il sistema bancario non esiste: la sovranità monetaria è in mano al dittatore, e i problemi sono più che altro le varie crisi alimentari, risolte – in parte – con l'apertura di canali diplomatici con diversi paesi a partire dagli anni 2000.
L'economia de paese è ancora per metà agricola, mentre il famigerato programma nucleare di cui si parla tanto è perlopiù fallimentare (sette lanci di missili su 10 falliscono). Stessa cosa vale per il programma spaziale.
Gli scienziati nord-coreani sono convinti che i loro concittadini siano tra i più felici del mondo, e probabilmente sono costretti a pensarlo, altrimenti perderebbero la serenità anche loro. 
Di certo è veramente ipnotico – e comunque molto strano – passeggiare per le varie città nord-coreane, tra palazzi moderni e di fattura "sovietica", e sentire musica di sottofondo emessa da amplificatori un po' ovunque, cosa che addolcisce fino ad anestetizzare la coscienza. 

Si dirà che tutto questo è terribile: certo che lo è. 
Il paese vive in una bolla, isolato dal resto del mondo e con regole ferree tutte sue.

Ma noi occidentali, invece, tronfi del nostro iper-consumismo, delle pseudo- elezioni, delle crisi, della precarietà e della disoccupazione di massa, nonché di una sovranità individuale e collettiva solo apparente, possiamo sentirci altrettanto liberi? 
Anche se non siamo a questi livelli – ci siamo comunque passati – e anche se molti non se ne accorgono, non abbiamo (praticamente) più diritti, specie da quando abbiamo ceduto la sovranità monetaria a una banca straniera (la BCE) che si permette di prestarci sempre meno denaro (max il 3% del nostro PIL, a sua volta decrescente) e per questo ogni anno ci pignora beni e diritti a poco a poco. 
Ergo, bisogna pagare sempre più tasse per ripagare interessi dal nulla... su denaro creato altrettanto dal nulla (ricordiamoci sempre che dal 1971 la parità con l'oro è stata eliminata) mentre i nostri politici fingono di rappresentare i nostri interessi.
Nell'"avanzato Occidente", inoltre, lo Stato ha rinunciato completamente al suo ruolo, proprio per via di questa situazione, cosa che lascia tutti i cittadini in balia dei cosiddetti "poteri forti" – chiamati così solo perché gli diamo tale potere – che fanno sempre più carne da macello di tutti noi.
E che dire poi della sudditanza militare italiana ed europea nei confronti degli Stati Uniti?
Pochi sanno ma gli americani, dal 1900 a oggi, hanno combattuto o inviato "truppe di pressione" in ben 276 conflitti (276!) della maggior parte dei quali non se n'é mai sentito neppure parlare, se non nel paese occupato o in qualche modo offeso.
La lista degli interventi americani è stata redatta dallo stesso Congresso statunitense, e in qualche modo è finita in rete ed è diventata subito di dominio pubblico (vedi il link precedente).

A questo punto io mi chiedo: l'Occidente e la Corea del Nord sono agli antipodi, eppure entrambi presentano eccessi di potere.
Chi può stabilire cosa sia meglio, se le popolazioni di riferimento sono entrambe assuefatte a questi poteri, siano essi manifesti od occulti?
Resta però il punto nodale: stando così le cose, tra i due, sono gli Stati Uniti ad essere offensivi e pericolosi per la comunità internazionale.
Le parate militari nordcoreane che vediamo costantemente in televisione sono tipiche di questi regimi fascisti, regimi – ripeto – dove l'apparenza vige sempre sulla sostanza, e la prova sono proprio i numerosi esperimenti fallimentari nucleari e spaziali.
La Corea del Nord, nella sua follia, non ha minacciato e non minaccia nessun paese al mondo. 
Gli Stati Uniti, al contrario, ogni anno e in più nazioni (almeno secondo questa lista che vi invito a consultare) lo fanno costantemente. 

Fonte: gabrielesannino.com