In queste ultime settimane ha continuato ad infuriare la polemica sull’utilizzo del fosforo bianco a Falluja da parte delle forze armate statunitensi. Dopo qualche maldestro tentativo di smontare il caso (c’è persino stato un ufficiale italiano che ha dichiarato come “tecnicamente” non si possa parlare di armi di distruzione di massa, in quanto il raggio d’azione del munizionamento al fosforo bianco è limitato “solo” a 150 metri…) alla fine sono emerse prove inconfutabili, come un articolo pubblicato a firma del capitano d’artiglieria James T. Cobb sulla rivista Field Artillery nel quale ne veniva descritto l’impiego per stanare gli insorti in missioni “shake and bake” (letteralmente “scuoti e cuoci”), o un altro riportato sul californiano North County Times, nel quale un giornalista “embedded” coi Marines durante l’assedio a Falluja nell’aprile 2004 descrive con dovizia di particolari l’impiego sul campo di questi particolari proiettili e il loro effetto (chissà, forse il fosforo è un ingrediente indispensabile per le tanto decantate “bombe intelligenti”).

Malgrado tutto, il dibattito rimane comunque perlopiù confinato in Internet, e a giudicare dall’idiozia di certi commenti che si leggono in giro devo concluderne che il lavaggio del cervello dell’opinione pubblica ha ormai sortito effetti disastrosi.

Naturalmente, vale anche l’esatto opposto: a dispetto dell’assordante silenzio dei media e della costante manipolazione delle informazioni, negli Stati Uniti sta divampando un’opposizione sempre più fiera e tenace, con vibranti appelli come questo di Kara Kincannon:

“La Verità arriva sotto le spoglie di una donna, e loro non la riconobbero.”

Cindy Sheehan ha avuto il coraggio di sostenere le proprie convinzioni: lei è un esempio per tutti noi veri americani! Chiedo a tutti gli americani di fare altrettanto con lo stesso coraggio e determinazione, e di farlo ora! Se ci aspettiamo che qualunque parte del nostro governo intraprenda le corrette iniziative e riporti a casa le nostre truppe, aspetteremo in eterno; sta a noi farlo, con le nostre mani. Uniamoci come veri americani in un possente boato: basta guerra! Reclamiamo i nostri diritti, garantiti dalla stessa costituzione, e chiediamo pacificamente ma a gran voce l’impeachment di Bush e di tutta la sua banda! Se così non sarà, la vergogna impererà per sempre e noi finiremo nelle loro prigioni, che hanno già costruito. Il tempo è giunto. Anzi, in verità è arrivato già da un pezzo. Qualunque cosa voi, come veri americani, possiate fare per appoggiare la nostra resistenza, fatelo adesso! Il futuro dei nostri figli sta a noi, e a nessun altro. Fissate l’obiettivo e passate all’azione. Uniamoci in un’unica voce di verità! “America, terra dei coraggiosi e dei liberi.” Siamo noi quelli, e non coloro che ci governano. Noi siamo l’America. Dobbiamo levarci ora.

A proposito di media, ha destato un certo clamore la dichiarazione di Paul Hellyer, ex ministro della difesa canadese, rilasciata durante il recente “2005 Toronto Exopolitics Symposium”, secondo la quale gli Ufo esistono veramente e le armi spaziali che gli Stati Uniti stanno sviluppando saranno dirette contro astronavi aliene che vorranno entrare nell’atmosfera terrestre. Bene o male, stiamo parlando di un uomo che è in politica dal 1949, quando fu eletto tra le fila del partito liberale come il più giovane deputato del Parlamento canadese; vice-ministro della difesa nel Gabinetto del Primo ministro Louis Saint-Laurent, nella metà degli anni ‘60 è stato ministro della difesa nel governo Pearson e ministro dei trasporti nel governo Trudeau. Come mai una personalità di tale rilievo si lascia improvvisamente andare a dichiarazioni di questo tenore?

Curiosamente si ritrova in buona compagnia, dato che lo stesso senatore Barry Goldwater (Repubblicano, Arizona), a suo tempo sconfitto nella sua corsa alla presidenza statunitense da Lyndon Johnson, già generale e pilota nella Riserva delle forze aeree statunitensi, ha recentemente parlato dell’esistenza di un UFO catturato e del relativo equipaggio in una particolare struttura presso la base aerea di Wright Patterson, chiamata “Stanza Blu”.

Comunque sia, trovo assai più fantascientifico il continuo emergere di anomalie e impossibilità nell’ambito delle varie inchieste indipendenti sui fatti dell’11 settembre 2001, come il ritrovamento da parte delle squadre di recupero a Ground Zero e la restituzione, avvenuta un anno dopo i fatti, di ben quattro carte di credito perfettamente intatte a Joseph Iskandar, che il figlio Waleed, passeggero del Volo 11, portava sempre con sé. Considerando che inizialmente gli era stato restituito soltanto il bancomat della Wells Fargo, la successiva restituzione di ben altre tre può ben dirsi qualcosa di miracoloso…

Un’altra stranezza concerne gli aerei dei voli 93 e 175 della United Airlines, tolti dal registro aeronautico della FAA soltanto di recente (il 28 settembre, un mese dopo che alcuni ricercatori ficcanaso avevano cominciato a sottoporre all’ente federale domande imbarazzanti in merito a questa irregolarità…) e di fatto rimasti ‘attivi’ per quattro anni. Per chi avesse voglia di fare qualche collegamento interessante, ufficialmente il primo di questi si sarebbe schiantato a Shanksville, in Pennsylvania (verso le dieci, ma circa un’ora e quarantacinque minuti più tardi ne viene segnalato l’atterraggio causa allarme bomba a bordo presso l’aeroporto di Cleveland, Ohio), e l’altro contro la torre sud del WTC. Come mai per questi due ci siano voluti quattro anni, quando per i voli 11 e 77 si è trattato di qualche mese, non viene spiegato dalle autorità, né viene spiegato come mai sui documenti risultino ‘cancellati’ e non ‘distrutti’. Come se non bastasse, sembra addirittura che i voli 11 e 77 non siano neanche esistiti, dato che in base alle registrazioni dell’Ente Sicurezza del Traffico (BTS) entrambi questi aerei non decollarono mai la mattina dell’11 settembre 2001 (nessun dato su rullaggi, tempi attesa, etc. in nessun aeroporto del paese).

E che dire del professor Steven E. Jones, un illustre docente della Brigham Young University, il quale dopo soli cinque giorni che si era pubblicamente e autorevolmente espresso a favore dell’ipotesi che le torri del World Trade Center fossero crollate tramite demolizione controllata con esplosivi, con tanto di documento scientifico di 19 pagine che smantella impietosamente la versione ufficiale, è stato censurato dalla BYU che ne ha preso le distanze e gli ha proibito il rilascio di ulteriori dichiarazioni. Come si dice, malatempora currunt… e anche il futuro non si prospetta molto roseo.

Ad esempio, gli scenari evocati dal recente film “L’alba del giorno dopo” sembrano sempre più realistici ogni giorno che passa: il Guardian scrive che fra gli scienziati c’è allarme per il drammatico indebolimento della Corrente del Golfo, avvenuto negli ultimi anni. Una spedizione scientifica nell’Oceano Atlantico ha riscontrato un rallentamento del 30% rispetto ai dati di una spedizione precedente, 12 anni fa. Questo potrebbe portare a inverni più rigidi e a estati più torride in tutto il nord dell’Europa.

Gli scienziati in questione mantengono il solito atteggiamento prudente, aspettando di vedere se le rilevazioni indicheranno una variazione anomala ma limitata, oppure una tendenza irreversibile, con le conseguenze che potete immaginare da soli.

Comunque sia, considerando anche l’imperversante attività di scie chimiche nei nostri cieli, sono sempre più convinto che alcuni eventi meteorologici planetari ormai vengano quanto meno influenzati artificialmente, e il fatto che proprio quest’anno il sistema HAARP sia stato potenziato a livelli inimmaginabili, con l’aggiunta di centinaia di antenne, mi induce a ritenere che l’ambizioso programma dell’USAF “Possedere il clima entro il 2025” sia addirittura in anticipo sui tempi: osservate ad esempio il misterioso rettangolo nero che copre un’area molto estesa di questa foto da satellite dell’impianto HAARP in Alaska:

{mosimage}

Come mai non ci è dato di vedere cosa stanno combinando laggiù?

Per finire, una notizia che è una vera, ennesima picconata alle attuali teorie evolutive: nel luglio del 2005, nel deserto di Tafilalet presso Erfound, in Marocco, è stato trovato un teschio di tipo umano. Il reperto si trovava insieme ad altri fossili del Devoniano in una cava di marmo, vecchia di circa 360 milioni di anni!

{mosimage}