La mente illuminata di Ettore Majorana, dal silenzio di un convento in cui si è volontariamente rinchiuso per decenni, ha prodotto una nuova matematica e una nuova fisica che alimentano un salto epocale nella conoscenza umana. In questo articolo [di cui vi proponiamo un estratto] si richiamano la sua teoria e alcuni aspetti salienti della costruzione di una macchina, realizzata da Rolando Pelizza, che ha dimostrato quanto esatte e reali fossero le ipotesi di Ettore.



Introduzione

La fisica attuale è molto lontana dalla conoscenza delle fondamenta dell’universo in cui viviamo.
Per raggiungerla è necessario un radicale cambio di paradigma, un vero e proprio salto conoscitivo “epocale”.
Qualcuno, questo salto, l’ha fatto. Ed è riuscito a costruire un “quadro” teorico dell’universo e delle sue modalità di funzionamento talmente preciso e affidabile da poter poi essere trasformato in una “macchina” in grado di compiere delle cose che non sono altrimenti definibili se non “pura magia”.
Quest’uomo si chiama Ettore Majorana e, quando sarà conosciuto correttamente, verrà indicato come il più grande scienziato di tutti i tempi. Ma la genialità di Ettore, fisico teorico, poco avrebbe dimostrato sperimentalmente se non avesse avuto vicino a lui un altro personaggio eccezionale, Rolando Pelizza, che ha dedicato tutta la sua vita alla costruzione della “macchina” in grado di rendere reali le incredibili ipotesi teoriche del suo “maestro”.


Premessa: il nuovo paradigma

Ettore Majorana ha costruito una nuova matematica e una nuova fisica, lontanissime da quelle attuali, la cui comprensione non sarà immediata.
Ci vorranno probabilmente centinaia d’anni per comprenderle.
Abbiamo definito questa nuova conoscenza la Fisica del Terzo Millennio, una fisica “di là da venire”, ma che ha già dimostrato nelle applicazioni la sua capacità di penetrare i “segreti” della Materia come mai era stato possibile fare finora in modo “scientifico”. Una conoscenza del futuro che la Vita ha voluto far scendere sulla Terra proprio ora, per tentare di arginare l’imminente collasso del sistema ambientale che supporta la vita umana.
Ma, soprattutto, è una fisica che “fa pace” tra Scienza e Spiritualità, riuscendo a colmare quell’enorme iato che l’uomo moderno, piuttosto scioccamente, ha aperto fra i due principali modi di percepire la realtà. La Scienza ha finalmente accesso alla comprensione di ciò che sta Oltre quel che è avvezza a considerare come mondo fisico, per penetrare un ambito dove è posizionato il vero “centro decisionale e organizzatore” della vita nella Materia. Un posto che di “fisico” ha ben poco e che è sempre stato nascosto alla nostra vista puramente razionale.
Grazie a Ettore la vita diviene un “unicum” in cui appare decisamente improprio separare ciò che vediamo e comprendiamo da ciò che va oltre.
Ma è allo stesso modo improprio pensare che la vita sia solo in quell’oltre.


Ettore Majorana

Ufficialmente Ettore Majorana, scienziato geniale del periodo della “grande fisica italiana”, scomparve il 25 marzo 1938. Da allora si rifugiò segretamente in un monastero italiano. Nel corso dei successivi decenni di permanenza, poté sviluppare i suoi studi, tutti rivolti alla conoscenza delle reali fondamenta della materia e della vita.


La nuova matematica e la nuova fisica di Ettore

Ettore ha elaborato una nuova matematica e una nuova fisica collegate a una comprensione della struttura del Creato in cui viviamo mai raggiunta prima.
Cos’è che Ettore ha scoperto di così importante?

«Una conoscenza grandiosa e nel contempo infinitamente semplice»,

ci dice Rolando, che aggiunge:

«Oggi stiamo spendendo somme enormi di denaro negli acceleratori di particelle e nelle ricerche sulla fusione nucleare, tutti tentativi che cercano di violentare l’atomo per estrargli in modo estremamente forzato la grande energia che gli è stata racchiusa dentro».

La fisica di Ettore segue un’altra strada, «…la strada della comprensione e della “non violenza”», per dirla alla maniera di Gandhi.
Ecco, Ettore è entrato in contatto con “l’intimità” della Materia e a questo livello di “rapporto” la Materia, se adeguatamente e pacatamente assecondata, è in grado di dare “tutta sé stessa”.

«La “verità”», dice Rolando, «è che la natura ha dei meccanismi attrattivi fortissimi che si sviluppano a partire dallo stesso tipo di materia – materia in senso esteso – che portano le cose ad avvicinarsi se sentono di far parte dello stesso “gruppo”. È una sorta di “amore”, una pulsione naturale ad avvicinarsi e a legarsi a ciò che si sente affine.

Se si comprende questo, si entra in un modo completamente diverso di vedere il mondo e ci si aprono delle possibilità, anche in relazione alla materia più statica e apparentemente senza vita, assolutamente inimmaginabili.»

Una sorta di amore, dunque, …una impalpabile forza di unione!
Le conoscenze principali di Ettore sono riconducibili alla “Teoria Generale degli Esponenti” in cui si percepisce che «tutte le leggi della natura sono simmetriche rispetto ai due versi del tempo e che tutti i fenomeni dell’universo sono costituiti da onde sferiche le quali, per detta simmetria, possono essere non solo divergenti – fenomeni “entropici” – come quelle comunemente osservate, ma anche “convergenti” – fenomeni “sintropici”».

In pratica si riconosce che il mondo non funziona solamente in maniera entropica, ovvero solo con un accrescimento del disordine come asserito dal secondo principio della termodinamica, ma anche in maniera sintropica, ovvero con un accrescimento dell’ordine. La sintropia viene introdotta non come ipotesi arbitraria, ma come conseguenza logica necessaria alla struttura quantistica (meccanica quantistica) e relativistica (relatività Einsteiniana) dell’universo. A valle di questo, casualità e finalità vengono portate sullo stesso piano logico, «come sono due le soluzioni di un’equazione di secondo grado».
Ettore perviene alla formulazione di una teoria unitaria dove vengono riuniti i fenomeni fisici e biologici, introducendo nella scienza esatta il finalismo.
Nella teoria assume un particolare rilievo un diverso approccio matematico rispetto a quelli classici. Si comprende che l’ordine matematico naturale non è quello sostenuto dalla base decimale elaborata dall’uomo, ma sottostà ad altre basi, come per esempio, in alcuni casi, a quella del funzionamento atomico a base otto.


Sopra: un'immagine di Ettore Majorana, scattata il 5 agosto 1986
[© Rolando Pelizza
]


Nel descrivere la nascita dell’universo, Ettore immagina che prima del tempo ci fosse un nulla assoluto, anch’esso tenuto assieme da una specie di “forza” chiamata “potenza 0”.
Poi intervenne un’entità, un Creatore, Dio, chiamatelo come volete, a imporre un principio di forza creatrice. Con una velocità molto più elevata di quella della luce, diciamo quasi istantaneamente, una parte di quel nulla assoluto è stata improvvisamente riempita da un’energia omnipervasiva, una sorta di pensiero focalizzato. Ne è risultato uno spazio cosmico “chiuso” costituito da 11 dimensioni: 10 “spaziali” + 1 temporale. In questo spazio c’era una perfetta equivalenza delle varie forme di energia, per esempio tra il calore, il magnetismo e altro. C’era anche una perfetta coesistenza di particelle e antiparticelle, che non si annullavano a vicenda, grazie a qualcosa che le teneva stabili e separate: qui ciò che noi definiamo “materia e antimateria” conviveva “tranquillamente” nello stesso ambito.
A un certo punto, in questa fase iniziale indifferenziata e sostanzialmente omogenea, avvenne qualcosa che stravolse la sua organizzazione: sette di quelle undici dimensioni si “arrotolarono” e si “distesero” solo 3 dimensioni spaziali e 1 dimensione temporale, ovvero le 4 dimensioni dell’universo come noi, da qui, lo percepiamo e lo conosciamo.
È questo il momento del famoso Big Bang, che la fisica attuale ritiene sia avvenuto circa 14 miliardi di anni fa.
Anche se noi vediamo solo 4 di quelle 11 dimensioni, le altre 7 ci sono comunque, solo che avendo una forma “arrotolata”, non sono visibili direttamente dal nostro mondo “disteso ed esplicito”. Ma l’universo nel suo complesso è tutto l’insieme delle 11 dimensioni, con un’influenza assolutamente fondamentale delle 7 dimensioni nascoste sulle 4 distese. Se non si considerano e conoscono queste dimensioni nascoste, il funzionamento delle altre 4 diventa solo parzialmente e impropriamente conoscibile.
Nel tentare di comprendere la fisica di Ettore, di cui ci sono arrivate solo alcune nozioni parziali, ci siamo costruiti una “mappa mentale” di riferimento omnicomprensiva del nostro Creato. La teoria di Ettore studia un sottoinsieme di esso ed è in grado di portare una conoscenza “scientifica” completa su ciò che presenta una qualche “dimensione”, ovvero ciò che indichiamo come Materia + Oltre Materia (11 dimensioni).
Ci riferiamo allo schema che segue, in cui il Creatore ha dato vita a un Creato circoscritto nel precedente nulla assoluto. Nel Creato, delimitato dalla circonferenza blu, ha inserito uno Spirito omnipervadente e un “ambito d’esperienza”, quello delimitato dalla circonferenza azzurra. Quest’ambito è costituito sostanzialmente da due livelli, quello della Materia, il luogo in cui noi sperimentiamo la realtà fisica, e quello dell’“Oltre Materia”, strettamente collegato alla Materia e suo “organizzatore e sostegno”. Inoltre ha generato ciò che noi abbiamo chiamato le “forme- matrici” che possono essere viste come le “istruzioni di funzionamento del Creato” e che costituiscono un elemento di collegamento tra il “pensiero del Creatore”, che sostiene il Creato, e il Creato stesso.

Ebbene, noi riteniamo che Ettore sia riuscito ad analizzare, comprendere e interagire con quella parte di Creato racchiusa dalla linea azzurra, ovvero Materia e Oltre Materia. Nel nostro schema esse sono le uniche parti del Creato dotate di una qualche “dimensione”. La Materia, con le sue 3 dimensioni spaziali più quella temporale, “distese ed esplicite”, e l’Oltre Materia con le sue 7 dimensioni “arrotolate”.
È sostanzialmente in queste dimensioni “arrotolate” che si trova ciò che organizza la Materia. Esso può essere visto come l’insieme dei “campi morfogenetici” ovvero delle zone di “spazio allargato” in cui la materia che ci capita dentro si unisce, si conforma e si organizza in un “agglomerato” con un certo funzionamento d’assieme ben definito.
Il campo è una sorta di “ambito d’amore” in cui chi ci entra “sente” di essere al “posto giusto” e “volontariamente e senza forzature” partecipa al lavoro del gruppo. Comprendere il funzionamento di questi campi e come intervenire per modificarli è stato l’incredibile traguardo raggiunto da Ettore.
Nell’analizzare questa parte del Creato, egli ha implicitamente compreso anche le forme-matrici, che essendo le “regole” dell’ambito d’esperienza, mostrano sostanzialmente la sua stessa struttura geometrica e matematica, anche se non sono dotate di dimensione e perciò più difficilmente raggiungibili o, perlomeno, attivabili.
Tutta questa conoscenza è stata raggiunta, dunque, perché alla base del nostro Creato c’è una struttura geometrica e, dunque, matematica!


La “macchina”

L’incredibile teoria di Ettore non è solo pura teoria: è realtà dimostrata!
Attraverso la teoria di Ettore è stato possibile costruire una macchina e attraverso di essa sperimentarla. Dunque la “Teoria” diviene “Teoria convalidata dalla sperimentazione” e, per il nostro modo “scientifico” di procedere, questo è più che sufficiente per dire che la teoria è corretta e che “la vita” si comporta secondo le sue indicazioni.
Ettore avrebbe previsto un percorso composto da sei successive fasi di ricerca; per ora, la macchina è riuscita a dimostrare e rendere “reali” le prime quattro, tutte assolutamente oltre le nostre più avanzate conoscenze attuali.


La prima fase prevede l’annichilazione controllata della materia.

La macchina di Rolando riesce a liberare in forma organizzata dell’antimateria. Essa “proietta” atomi uguali e contrari a quelli della materia in esame, “cancellandola” ovvero annichilendola.
Rolando riesce a provocare un’annichilazione selettiva, e cioè può decidere quale materiale annullare, anche selezionandolo tra diversi adiacenti o sovrapposti. Inoltre le antiparticelle si possono mescolare, in modo da annichilire oggetti costituiti da materiali diversi.
Quando lo scienziato Clementel, nel 1976, vide il primo esperimento pensò di essere di fronte a un “super laser”. Poi dovette ricredersi quando vide distruggere un materiale posizionato dietro a schermi che non venivano minimamente intaccati dal fascio annichilatore.
Pensate che bello sarebbe poter cancellare tutta l’immondizia presente sulla Terra!


La seconda fase è quella della produzione di energia.

La macchina di Rolando viene in questa fase predisposta per rallentare lo spin delle particelle costituenti il materiale in esame.
Tale rallentamento induce nella materia una sorta di attrito “interno”, un po’ come…


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