Attualmente le terapie oncologiche si pongono come obiettivo la distruzione dei tumori, e tutte le ricerche si concentrano sull’individuazione di nuovi metodi per farlo. Tuttavia, mentre non ci sono molte prove a convalidare l’effettiva efficacia e i vantaggi per i pazienti di questo approccio, sempre più indizi dimostrano che proprio questo renda il cancro così pericoloso. All’inizio della mia ormai trentennale esperienza di lavoro con pazienti oncologici, ho sposato anch’io l’idea comune per la quale i tumori erano un nemico da distruggere, ma con l’esperienza e i dati forniti dalle nuove ricerche indipendenti, ho gradualmente cambiato opinione. Ora, considero le cellule neoplastiche e i tumori come un qualcosa di generalmente innocuo, mentre le terapie comuni come la causa principale della mortalità per cancro. Personalmente credo che, con la strategia giusta, nessuno dovrà più morire di questa malattia e, in questo articolo, intendo presentare una breve panoramica dei cambiamenti proposti per le terapie anticancro.
Da oltre un secolo si stanno accumulando prove che dimostrano come la causa del cancro sia di natura microbica. Ho già trattato questo argomento nel mio articolo: “Pleomorphic Microbes: The Hidden Cause of Cancer and Autoimmune Diseases”.1 La mia attuale concezione su come si sviluppa il cancro è la seguente: probabilmente il cancro nasce come infezione primaria che diventa cronica in una parte troppo sollecitata o congestionata del corpo o, secondo Reich,2 l’attività microbica potrebbe crearsi spontaneamente dalla disintegrazione di tessuti malati. Il corpo argina l’infestazione incapsulandola; in alternativa, potremmo considerare la formazione tumorale come un biofilm che i microbi utilizzano per proteggersi dal sistema immunitario. È un processo analogo a quello degli alberi in cui si producono tumori della corteccia quando vengono punti da certi tipi di vespe. Fintanto che il sangue resta abbastanza pulito, un tumore è solo un tumore: non è maligno e non è cancro.
Tuttavia, se il sistema immunitario è costantemente sotto attacco, ad esempio se c’è una disbiosi intestinale, una candidosi, delle tossine che invadono il sangue a causa di una sindrome da permeabilità intestinale, degli eventi stressanti come traumi emotivi, paure inconsce o lo choc di una diagnosi di cancro, allora il sangue viene infestato da pericolosi microbi (pleiomorfi). Inoltre, a questo punto diventano attivi anche i microbi più o meno dormienti che si trovano dentro il tumore. I microbi che causano il cancro producono metaboliti che bloccano i processi ossidativi della produzione di energia nelle cellule colpite. Seeger e Budwig hanno dimostrato che si verifica un arresto del sistema del citocromo. Inoltre potrebbe esserci un blocco nel ciclo dell’acido citrico da parte dell’acido tartarico3 di natura micotica in competizione con l’acido malico. Oltretutto, i microbi del cancro producono ormoni della crescita che provocano l’espansione del tumore.
In ogni caso, i microbi pleiomorfi rendono sempre più difficoltosa la reazione ossidativa nella produzione energetica delle cellule colpite, che iniziano a produrre energia in modo anaerobico, come fanno i funghi. Peraltro, le cellule tumorali iniziano ad assumere anche l’aspetto di cellule micotiche. A questo punto il tumore è maligno ma ancora arginato. Questa situazione potrebbe durare per anni, con uno sviluppo lento del tumore, il quale si riduce o resta latente per lunghi periodi a seconda della vitalità del corpo, della forza del sistema immunitario e in particolar modo dell’equilibrio acidità-alcalinità o pH del sistema linfatico. A mano a mano che nei tumori va arrestandosi la produzione ossidativa di energia, si produce più acido lattico e i tumori si fanno maligni, con crescita più rapida e formazione di metastasi. Tuttavia – e questo è di vitale importanza – i tumori non possono crescere in un ambiente alcalino.
Le cellule cancerose hanno l’aspetto, i comportamenti, il metabolismo e la diffusione tipici dei funghi. Possiamo riscontrarlo facendo un paragone con la candida: in genere non è che un innocuo lievito dell’intestino, a volte persino benefico, tuttavia quando la sua esistenza è minacciata si trasforma in una forma micotica pericolosa e invasiva. Lo stesso avviene per le cellule neoplastiche. Quando i tumori sono sottoposti a una pressione via via maggiore, per via della presenza microbica che si aggrava o di un trattamento medico aggressivo, diventano localmente invasivi e tendono anche a formare metastasi distanti.
La tendenza nella medicina moderna, però, è di rimuovere anche i tumori più piccoli. Ciò fa risvegliare le micrometastasi, già presenti ma dormienti, con molti anni di anticipo rispetto a quanto avverrebbe naturalmente, anticipando così la morte,4 specialmente negli individui più giovani con forti reazioni infiammatorie.
Il fatto che i trattamenti convenzionali per i tumori portino alla formazione di metastasi non dipende dalle dimensioni del tumore o dallo stadio o grado di malignità che vi si attribuisce convenzionalmente, ma piuttosto dalla condizione microbica del sangue e in particolare dal pH linfatico (acidità). Se i trattamenti convenzionali hanno successo a lungo termine, significa che il tumore era comunque innocuo quanto a presenza microbica.
In realtà, persino le metastasi normalmente non sono letali. È raro che siano i tumori a uccidere direttamente premendo su strutture vitali; in genere, piuttosto, uccidono indirettamente se vengono attaccati da un trattamento distruttivo o da un potenziamento del sistema immunitario, poiché comportano il rilascio di grandi quantità di tossine. Sono le conseguenti infiammazioni e infezioni estese a causare la morte, che spesso avviene per un’infezione polmonare, per il cedimento del cuore o del fegato. Non ha importanza se a causare queste infiammazioni siano state terapie convenzionali o naturali. La maggior parte dei pazienti oncologici con metastasi che sopravvivono ai trattamenti iniziali muore successivamente per cachessia, un grave deperimento muscolare accompagnato da perdita di peso dovuto ad una progressiva anemia data dalla distruzione degli eritrociti (globuli rossi) da parte di microbi del sangue di tipo micotico.
Quindi possiamo constatare che la morte per cancro può avvenire in tre modi:
• Quando un tumore diventa troppo grande e ostruisce le funzioni degli organi vitali, sebbene sia un evento raro;
• Quando gli attacchi immunitari e le tossine rilasciate dalla disintegrazione di un tumore causano infiammazioni estese; 
• Quando i microbi del sangue danneggiano la maggior parte degli eritrociti impedendo il trasporto dell’ossigeno.

Prevenire la mortalità per cancro
Se riuscissimo a prevenire queste tre eventualità, si potrebbe debellare completamente la mortalità per cancro. Uno studio recente mostra il principio generale per scongiurare questi eventi, persino in un contesto di chemioterapia convenzionale. L’idea di base è di non distruggere il tumore, ma somministrare la chemioterapia in quantità sufficiente per impedire che cresca ulteriormente. Il ricercatore, Dott. Robert A. Gatenby, ha dichiarato in un’intervista: “Osservando il modello di un cancro ovarico nei topi, se lo trattiamo con un dosaggio molto alto, il tumore scompare. Abbiamo l’impressione di averlo curato. Ma un paio di settimane dopo si ripresenta e inizia a uccidere gli animali. Questo è un esito standard. Ciò che abbiamo fatto noi è di usare i farmaci in dosaggi minori e applicarli solo se necessario. Siamo riusciti a mantenere stabili i tumori e i topi sono rimasti in vita a tempo indeterminato.”5
Anziché la chemioterapia, la medicina naturale predilige l’alcalinizzazione come metodo per stabilizzare i tumori ed evitare che crescano ulteriormente. Un tumore, per espandersi, scioglie il tessuto connettivo che lo circonda, ma questo può avvenire solo se il tessuto è sufficientemente acido per attivare gli enzimi proteolitici del tumore.
Uno studio del 2009 ha dimostrato che il bicarbonato di sodio assunto oralmente non solo inibisce la crescita dei tumori e la formazione di metastasi spontanee nei modelli del cancro mammario metastatico nei topi, ma riduce anche il tasso di coinvolgimento linfonodale e di metastasi epatiche.6
Questi dati sono stati confermati e superati in uno studio del gennaio 2013 che mostrava nel dettaglio come il bicarbonato di sodio, assunto per via orale, non solo arresta la crescita del tumore ma riesce anche a ridurlo. Il bicarbonato alcalinizza il fluido linfatico e inibisce l’infiammazione in modo tale che il tumore, restringendosi gradualmente, non possa causare problemi fintanto che viene mantenuta l’alcalinità.7
Questo studio fornisce affascinanti dettagli sulla crescita tumorale come funzione dell’acidità. Le misurazioni effettuate su tumori maligni mostravano un pH acido di 6,5-6,9 rispetto al pH del tessuto normale di 7,2-7,4 (dove il pH 7 è neutro). Un tumore riusciva a espandersi nel tessuto circostante solo laddove il pH nelle aree limitrofe al tumore era inferiore a 7,2. Quando da un lato del tumore c’era un pH di 6,7 e dal lato opposto un pH di 7,3, il tumore si restringeva dal lato di pH maggiore e si espandeva nel tessuto del lato con pH minore. Nel giro di pochi giorni, era possibile osservare i tumori spostarsi visibilmente seguendo l’equilibrio di acidità-alcalinità del loro ambiente.
Nei topi dello studio che non hanno ricevuto trattamenti, l’intero tumore e il tessuto circostante erano acidi, e il pH più basso (6,57) si trovava all’esterno del tumore. Nei topi che hanno ricevuto il trattamento, l’intero tumore e il tessuto circostante erano basici, con il pH più alto (7,26) all’esterno del tumore.
I tumori non trattati raddoppiavano di dimensioni mediamente fra il 2° e il 16° giorno dopo il trapianto. Invece, quelli trattati con bicarbonato di sodio crescevano lentamente fino all’8° giorno e poi iniziavano a ridursi di circa la metà; un tumore su quattro si era dissolto completamente entro il 12° giorno. La quantità di bicarbonato di sodio usata era di 17 grammi per litro d’acqua, che i topi potevano bere a volontà.
Recentemente ho avuto una dimostrazione di che cosa avviene tendenzialmente con le diverse opzioni di trattamento. Nell’ottobre 2012, a una donna con cui ero in contatto è stato diagnosticato un cancro al polmone al quarto stadio (l’ultimo prima della morte). Presentava un grosso tumore nel polmone destro e parecchio fluido nel cuore e nei polmoni. Contemporaneamente, al famoso ex giocatore di cricket e telecronista Tony Greig veniva diagnosticato un cancro al polmone al primo stadio: una piccola lesione maligna nel polmone destro. È stato operato e ha ricevuto altri trattamenti convenzionali. Alla fine di dicembre, Tony Greig moriva per arresto cardiaco, mentre la donna che aveva usato una terapia alcalinizzante e antimicrobica non presentava più fluido, aveva il cuore in ottime condizioni, i valori del sangue di una persona sana e si sentiva benissimo. Il tumore era ancora delle stesse dimensioni viste nelle lastre di novembre.

Ridurre i tumori in piena sicurezza
Un’interessante presentazione del Dott. Gershom Zajicek (docente di Medicina sperimentale e ricerca oncologica presso l’Università Ebraica di Gerusalemme), intitolata “I trattamenti accelerano la crescita tumorale”, illustrava alcune ricerche recenti che dimostravano la futilità e i pericoli di cercare di rimuovere o ridurre i tumori attraverso le terapie convenzionali, in quanto successivamente si sviluppano metastasi oppure i tumori ricrescono più rapidamente.8
In particolare si rilevava come la chemioterapia facesse in un secondo tempo metastatizzare e crescere di dimensione i tumori. La conclusione era che i farmaci uccidono i pazienti più rapidamente.9 Quando i tumori sono sollecitati, producono cellule staminali e, da queste, nuove cellule neoplastiche che sono più maligne e resistenti alle terapie rispetto a quelle pre-trattamento. La medicina convenzionale maschera questi dati con le statistiche, contando nel novero dei cancri curati l’individuazione e rimozione di tumori sempre più piccoli e innocui, che non avrebbero mai posto una minaccia. Oltretutto, la mortalità dopo i trattamenti anticancro viene spesso assegnata ad altre cause e, nelle statistiche, questo riduce la mortalità per cancro. Purtroppo, anche molte terapie naturali creano problemi. Fondamentalmente è quello che succede con tutte le terapie che distruggono i tumori e generano al contempo potenti infiammazioni. Ne sono un esempio la terapia Gerson o l’uso di Cansema o, ancora, i rimedi analoghi per distruggere i tumori al seno. A volte sono efficaci, ma spesso non lo sono, e questo comporta problemi soprattutto negli individui più giovani e sani, in quanto il loro sistema immunitario produce infiammazioni di intensità maggiore.
Anche distruggere i tumori con iniezioni di bicarbonato, come nel caso del metodo Simoncini, è pericoloso e può causare infiammazioni che portano al decesso. Tali problemi con i metodi naturali si possono facilmente evitare affiancando delle misure antinfiammatorie, come l’alcalinizzazione per via orale, una terapia antimicrobica e/o periodi di digiuno o dieta.
Oggigiorno, anche le ricerche convenzionali dimostrano che il digiuno blocca la crescita tumorale10 e che digiunare periodicamente11 è più efficace che non adottare alcun regime alimentare o adottare limitazioni permanenti. Il vantaggio del digiuno è che riduce i tumori senza causare infiammazione poiché, in mancanza di cibo, il corpo sfrutta come risorsa energetica i tessuti malati e i tumori. Un ulteriore vantaggio è che limitare l’ingestione di cibi sopprime anche l’attività microbica. Alcune famose cure per il cancro, come la cura di Breuss e la cura dell’uva, sfruttano proprio questo principio.
Un modo alternativo per ridurre e, laddove possibile, eliminare i tumori senza produrre infiammazioni è indurre una forte alcalinizzazione, ad esempio con il cloruro di cesio o con alte dosi di bicarbonato di sodio, in modo da mantenere per un periodo l’urina al di sopra del pH 8. Tuttavia, anche queste terapie non sono esenti da problemi, e nella maggior parte dei casi non vedo la necessità di ricorrere a rimedi estremi.
Nella medicina naturale si usano spesso gli enzimi proteolitici, che contribuiscono a rimuovere le scorie proteiche e a ridurre i tumori e allo stesso tempo inibiscono le infiammazioni. I più usati sono la bromelaina e la papaina. Inoltre, gli enzimi fibrinolitici nattokinasi e serrapeptasi inibiscono l’ipercoagulazione del sangue,12 una condizione necessaria per la formazione di metastasi.
Personalmente ritengo che il metodo più opportuno e affidabile sia mantenere inizialmente stabili i tumori attraverso alcalinizzanti,13 come il bicarbonato di sodio e il citrato di potassio assunti in momenti diversi della giornata, e in seguito ridurre gradualmente i tumori facendo attenzione a non causare infiammazione, ad esempio con una combinazione di alcalinizzazione, terapia antimicrobica, enzimi proteolitici e un periodico digiuno crudista.
Rimane ancora il problema di come trattare gli individui che hanno usato terapie convenzionali e stanno morendo di cachessia. Video (per esempio Humoral Pathology e Symbiosis or Parasitism) realizzati con microscopi Grayfield14 mostrano molto chiaramente che, con il cancro all’ultimo stadio, la maggior parte degli eritrociti è gravemente infestata da microbi e perde la propria funzionalità. Naturalmente in questa situazione occorre una terapia antimicrobica combinata a ossigenoterapia. Inoltre, spesso muoiono per cachessia anche soggetti con AIDS, tubercolosi e varie malattie autoimmuni, a dimostrazione del fatto che questa condizione non è causata dai tumori, quanto piuttosto dai microbi.

Promotori e inibitori della crescita
Per mantenere stabile un tumore, è inoltre importante che i fattori promotori della crescita siano ridotti al minimo. Il principale fra questi è l’infiammazione, che si può controllare tramite terapia antimicrobica, alcalinizzazione, digiuno, enzimi proteolitici, antiossidanti e antinfiammatori naturali. Altri comuni promotori della crescita che aumentano l’infiammazione sono gli oli polinsaturi, i fosfati o i cibi ricchi di fosforo e gli zuccheri, i cereali e i farinacei, specialmente le varietà raffinate.
I carboidrati di facile digestione sono dannosissimi in presenza di cancro, perché sono l’alimento principale di cui si nutrono le cellule neoplastiche e i microbi. Più glucosio significa più acido lattico e una maggiore acidità, che a sua volta implica maggiore infiammazione e crescita tumorale. Un altro comune promotore della crescita è il fattore di crescita insulino-simile, o IGF-1, presente nel latte vaccino. Può stimolare la crescita di tutti i tumori, ma in particolare quelli del seno, della prostata, dei polmoni e del colon. Forse non è una coincidenza che questi tipi di cancro siano anche i più comuni. Un promotore universale della crescita tumorale è lo stress cronico di qualunque tipo, sia esso emotivo, alimentare o ambientale.
È stato dimostrato che gli ortaggi freschi e i loro succhi, in particolare le verdure a foglia verde, le barbabietole e il wheatgrass (cotiledoni di grano), migliorano il metabolismo dell’ossigeno delle cellule neoplastiche e dunque le rendono meno maligne e possibilmente le normalizzano.
Più di recente, si sono riscontrate le stesse proprietà nell’MSM (dimetilsolfone). L’MSM è interessante in quanto ci fa capire che cosa rende maligne le cellule. Alcune cellule di melanoma di un ceppo particolarmente aggressivo sono state trattate con una soluzione di MSM al 2%. Dopo un giorno di esposizione, le cellule erano diventate completamente normali ed erano rimaste tali a tempo indeterminato. Tuttavia, questa normalizzazione non avveniva con il DMSO (dimetilsolfossido).15 L’unica differenza fra MSM e DMSO è un atomo di ossigeno in più nell’MSM. Secondo la mia interpretazione, l’MSM si riduceva enzimaticamente a DMSO e l’ossigeno liberato era in una forma che ripristinava il metabolismo ossidativo dell’energia delle cellule dei melanomi. Sostanzialmente, questo prova che le cellule neoplastiche e le cellule normali si possono convertire facilmente l’una nell’altra bloccando o ripristinando i processi ossidativi del metabolismo energetico. 
Comunemente, i microbi del cancro impediscono alle cellule tumorali di ritornare normali, ma in questo caso probabilmente il DMSO prodotto dalla riduzione dell’MSM ha inibito o ucciso questi microbi. Il DMSO è efficace contro funghi e micoplasmi. Potrebbe essere stata una combinazione dei due effetti, la riparazione mitocondriale e l’inibizione microbica, a normalizzare queste cellule di melanoma. Tuttavia, in una vera terapia ciò potrebbe non funzionare altrettanto bene, a meno che non siano sotto controllo anche i microbi del sangue.
Il DMSO è spesso usato come vettore nella chemioterapia convenzionale o nella terapia antivirale per la sua capacità di entrare agevolmente nelle cellule colpite. Nel caso del cancro, riesce a prendere di mira specificamente le cellule maligne e può essere usato per portare con sé i medicamenti. È particolarmente adatto per trattare i tumori al cervello, difficili da raggiungere in altri modi. Secondo alcuni rapporti, il DMSO avrebbe anche un effetto antitumorale proprio. A quanto pare è benefico per molti tipi di cancro, fra cui quelli del seno, dei polmoni, della prostata e i linfomi; può inoltre normalizzare le cellule leucemiche. In uno studio recente su cellule altamente invasive di cancro ai polmoni, gli autori scrivono: “Abbiamo rilevato che il DMSO ha un notevole potere inibitorio sulle capacità delle cellule neoplastiche di invadere, migrare, proliferare e formare colonie[...]”16 Inoltre il DMSO faceva morire naturalmente le cellule tumorali, ed è stato dimostrato il suo effetto protettivo contro i danni da radiazioni, in particolare per quanto riguarda i trattamenti oncologici.
Dunque, nel trattamento del cancro può essere preferibile combinare l’MSM con il DMSO. L’MSM si può sciogliere nel DMSO con una proporzione sino a 34 g ogni 100 ml. Per il cancro al seno, i melanomi e altri tumori vicini alla pelle, questa soluzione potrebbe essere diluita in acqua con rapporto 2:1 o 1:1 e tenuta come impacco sull’area del tumore finché questo appare normalizzarsi. Per i tumori interni accessibili, come quelli dello stomaco, del pancreas, dell’utero ecc., può essere meglio esporli con frequenza a questa soluzione assumendo una posizione che tenda a fare accumulare intorno al tumore la soluzione ingerita o instillata. Per i tumori inaccessibili, si può provare una combinazione di trattamento topico e orale ad alto dosaggio. Tuttavia, è bene non usare il DMSO per via rettale, in quanto potrebbe trasportare tossine nel sangue.

Questioni irrisolte
Uno dei problemi principali della terapia antimicrobica è l’incertezza nel decidere quali siano i rimedi migliori per pulire il sangue, in quali dosaggi e combinazioni e per quanto tempo. Lo si potrebbe valutare facilmente con l’esame a fresco del sangue vivente (LBA, live blood analysis), tuttavia i terapeuti naturali che usano l’LBA in genere non trattano un numero di pazienti oncologici tale da poter fare confronti significativi. Oltretutto, i rimedi più efficaci contro i microbi pleiomorfi sono stati vietati o sono nel mirino delle autorità sanitarie di gran parte dei paesi occidentali, e fare ricerche in questi ambiti può essere rischioso. I medici orientati verso le pratiche alternative potrebbero avere una maggiore libertà di manovra in questo senso. Magari si potrebbe istituire una banca dati comune.
Occorrerebbe poi indagare anche su altri aspetti, quali l’influenza della disbiosi intestinale, della sindrome da permeabilità intestinale e delle devitalizzazioni dentarie sulla proliferazione microbica nel sangue, e trovare dei modi ottimali per normalizzare questa condizione. Ci sono prove che indicano che ripulendo il sangue sia possibile eliminare gradualmente i tumori o mantenerli latenti. Anche questo è da confermare o ispezionare più a fondo, per identificare le cause di eventuali insuccessi. Finché non disporremo di un protocollo affidabile, consiglio di usare diversi antimicrobici ad ampio spettro con buone proprietà antimicotiche in combinazioni e dosaggi diversi, come spiegato nel sito The Ultimate Cleanse,17 abbinando l’uso di un dispositivo elettronico di depurazione del sangue o un dispositivo di frequenza adatto e, naturalmente, l’alcalinizzazione per mantenere le urine al di sopra del pH 7. In Germania sono disponibili rimedi isopatici per la terapia di Enderlein. Per un programma dettagliato, si consulti il mio libro Overcoming Cancer.18    ∞

L’autore:
Walter Last è un biochimico, ricercatore, nutrizionista e naturopata in pensione che vive attualmente in Australia. I suoi libri sono disponibili all’indirizzo http://tinyurl.com/4xkdgcu. Walter Last collabora regolarmente con NEXUS. La versione originale di questo articolo è disponibile online su http://tinyurl.com/byzt9hz. Per maggiori informazioni è possibile consultare il suo sito personale http://www.health-science-spirit.com.

Note
1. Last, Walter, “Pleomorphic Microbes: The Hidden Cause of Cancer and Autoimmune Diseases”, http://tinyurl.com/a8ps9qt
2. Cantwell, Alan, Jr, “Dr Wilhelm Reich: Scientific Genius – or Medical Madman?, New Dawn, 9 giugno 2004, http://tinyurl.com/4jlx2su
3. Shaw, William, “The Yeast Problem & Bacteria Byproducts”, The Great Plains Laboratory, Inc., http://tinyurl.com/82z79t3
4. Last, Walter, “Proof that Cancer Surgery Increases Mortality”, http://tinyurl.com/3ob6o3o
5. Keim, Brandon, “To Survive Cancer, Live With It” (intervista al Dott. Robert A. Gatenby), Wired.com, 27 maggio 2009, http://tinyurl.com/pmtel5; cfr. anche Robert A. Gatenby, “A change of strategy in the war on cancer”, Nature 27 maggio 2009; 459(7246)
6. Robey, Ian F. e all., “Bicarbonate Increases Tumor pH and Inhibits Spontaneous Metastases”, Cancer Research 15 marzo 2009; 69(6), http://tinyurl.com/mvb7up
7. Estrella, Veronica, Tingan Chen, Mark Lloyd e all., “Acidity generated by the tumor microenvironment drives local invasion”, Cancer Research, pub. online 3 gennaio 2013, http://tinyurl.com/anuen9q
8. Zajicek, Gershom, “Treatment accelerates tumor growth”, 9 novembre 2012, http://tinyurl.com/ah238o7
9. Gucciardi, Anthony, “Woops! Study Accidentally Finds Chemotherapy Makes Cancer Far Worse”, Natural Society, 7 agosto 2012 (aggiornato il 18 novembre 2012), http://tinyurl.com/avdu3tj
10. Food for Breast Cancer, “Fasting protects normal cells and sensitizes cancer cells to chemotherapy: American Association for Cancer Research (AACR) Meeting, April 2010”, pubblicato il 6 maggio 2010, http://tinyurl.com/2d954k9
11. McKeever, Kevin, “Periodic Dieting May Cut Breast Cancer Risk”, MedicineNet.com, 4 agosto 2009, http://tinyurl.com/a3sfhuw
12. Last, Walter, “Hypercoagulation”, http://tinyurl.com/b995onm
13. Last, Walter, “Alkalizing with Sodium Bicarbonate and Potassium Citrate”, http://tinyurl.com/acu4cle
14. Grayfield Optical Inc, Online Videos, http://tinyurl.com/d9c4n55
15. Caron, Joan McIntyre e all., “Methyl Sulfone Induces Loss of Metastatic Properties and Reemergence of Normal Phenotypes in a Metastatic Cloudman S-91 (M3) Murine Melanoma Cell Line”, PLoS ONE 2010; 5(8):e11788, http://tinyurl.com/aqxlwc2
16. Wang, Chi-Chung e all., “Dimethyl Sulfoxide Promotes the Multiple Functions of the Tumor Suppressor HLJ1 through Activator Protein-1 Activation in NSCLC Cells”, PLoS ONE 2012; 7(4):e33772, http://tinyurl.com/czwatek
17. Last, Walter, “The Ultimate Cleanse”, http://tinyurl.com/4cxzpu7
18. Last, Walter, Overcoming Cancer: A Guide to Self-Healing, 2012, 6a ed. riveduta, http://tinyurl.com/3o3xrfn

Tratto da NEXUS New Times nr. 104, giugno/luglio 2013