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Da mesi circolano in rete articoli e documenti che danno per certo e ormai imminente un attacco all’Iran, argomento del quale mi sono già occupato varie volte nei miei interventi in questo sito. Avrete senz’altro notato come le polemiche intorno al nucleare iraniano proprio in questi giorni di inizio anno abbiano ripreso vigore, dal momento che il governo di questo paese ha rotto i sigilli dell’IAEA presso l’impianto di Natanz: curiosamente, il portabandiera di coloro che esprimono “perplessità” e “preoccupazione” è stato il premier britannico Tony Blair, subito affiancato dal nostro (?) Gianfranco Fini ed altri. E Bush cosa dice? Al momento in cui scrivo, non mi risultano dichiarazioni da parte sua, del tipo di quella che fece ancora nel febbraio 2005 quando, nel suo tipico stile orwelliano, affermò: “Questa idea che gli Stati Uniti si stiano preparando ad attaccare l’Iran è semplicemente ridicola… detto questo, tutte le opzioni sono sul tavolo.”

Ora, con tutto quello che sta accadendo in questi giorni (ad esempio con l’uscita dalla scena politica israeliana di Sharon e la possibile/probabile ascesa di Benjamin Netanyahu, con tutto ciò che questo comporta…) mi dà da pensare un’informazione che ho ricevuto da una fonte piuttosto attendibile, ma della quale è impossibile verificare la fondatezza, secondo la quale George W. Bush sta per essere arrestato. Non so dirvi se con arrestato si intende la messa in stato di impeachment o un vero e proprio arresto, anche se non ho la minima idea di come quest’ultimo potrebbe mai avvenire. Staremo a vedere, dato che si tratterebbe ormai di ore, ma una cosa al momento appare sicura: l’attacco all’Iran ci sarà, e dovrebbe avvenire entro Marzo. Ricorderete come siano circolate voci secondo le quali Cheney stava dando ordini al Comando Strategico statunitense (STRATCOM) di predisporre i piani di bombardamento dell’Iran, da effettuarsi in seguito ad un grosso attacco terroristico di qualche natura, collegato al solito bin Laden e ad Al Qaeda presumibilmente supportati da questo paese. Dopo un inverno relativamente tranquillo, i tamburi di guerra hanno ricominciato a rullare, e il loro verbo è quello nucleare. Non sto ad elencarvi le modalità e le decine e decine di obiettivi iraniani oggetto di tale attacco, così come non vi so dire se sarà inizialmente lanciato dall’aviazione israeliana equipaggiata di bombe guidate GBU-28, seguita dai sofisticati bombardieri statunitensi B-2, come lo scenario più probabile sembrerebbe indicare, ma vi posso garantire che sarà un vero e proprio inferno, qualcosa che farà sembrare quello all’Iraq un gioco da ragazzi, dato che questo vedrà l’impiego di armi nucleari tattiche. Tale scenario appare estremamente dettagliato e credibile, e le conseguenze a livello mondiale a dir poco catastrofiche. Stiamo per dare un significato a termini come “olocausto nucleare” e non ce ne rendiamo nemmeno conto…

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A questo punto, qualche domanda è d’obbligo: come mai sono stati proprio USA e Gran Bretagna a fornire all’Iran i materiali necessari a perseguire una politica nucleare, e persino le conoscenze relative alla costruzione di una bomba?
Fu Henry Kissinger, dopo l’ascesa al trono dello Scià di Persia organizzata dalla CIA, ad aprire le porte al nucleare iraniano con la costruzione di ventitré reattori realizzati da compagnie statunitensi come la General Electric e la Westinghouse. Nel 1976, il presidente Gerald Ford autorizzò persino l’acquisto da parte dello Scià di un impianto per l’estrazione e raffinazione di plutonio, elemento decisivo per la produzione di armi nucleari. Aggiungiamo a tutto questo le recenti rivelazioni di un reporter del New York Times, secondo cui la CIA sei anni fa avrebbe fornito all’Iran i piani di costruzione di una bomba nucleare funzionante nel corso di un’operazione coperta dal nome in codice “Merlin”, tramite un ingegnere nucleare russo nel libro paga dell’agenzia. E poi c’é il misterioso camion, carico di zirconio metallico, partito dalla Gran Bretagna e intercettato mentre attraversava l’Europa alla volta dell’Iran…

Ma allora, se questo paese è davvero quella minaccia che i media stanno dipingendo, come dovremmo inquadrare dichiarazioni come questa:

“Noi possediamo varie centinaia di testate atomiche e missili, e siamo in grado di lanciarli in ogni direzione, magari anche su Roma. La maggior parte delle capitali europee sono bersagli per la nostra forza aerea.”

L'ha pronunciata, in varie interviste nel febbraio 2003, Martin Van Creveld, docente di storia militare all'Università Ebraica di Gerusalemme. Vi consiglio caldamente la lettura di “Minaccia atomica contro l'Europa?” a firma di Maurizio Blondet su www.effedieffe.com. Si tratta di una lettura assai illuminante…

Passando ad altro, mi ha assai colpito la notizia che il corpo dei Marines, attraverso un programma denominato “Young Marines” , sta reclutando ragazzini di otto anni nelle scuole elementari della contea di Sumner, nel Tennesse! Osservate questa foto:

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Non ha un che di già visto altrove? Esatto…

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Be’, non si può negare che viviamo tempi interessanti, e allora vi lascio con un omaggio a John Carpenter e al suo geniale “Essi vivono”…

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"Who controls the food supply controls the people; who controls the energy can control whole continents; who controls money can control the world."

("Chi controlla il cibo controlla la gente; chi controlla l'energia può controllare interi continenti; chi controlla il denaro può controllare il mondo")
Henry Kissinger