Al di là del disgusto per l’approvazione a colpi di fiducia della ignobile e illegittima legge sull’obbligatorietà vaccinale, di cui ci siamo ripetutamente occupati in queste pagine e in quelle della rivista gemella PuntoZero, in questi giorni è impossibile non notare come il parlamento sia assai indaffarato ad emanare provvedimenti a tutto campo (ad esempio quelli per il salvataggio delle banche venete) e a farli approvare nel più breve tempo possibile (tranne naturalmente quelli che vanno ad intaccare i suoi interessi, come l’abolizione dei vitalizi per la quale il M5S aveva chiesto la procedura d’urgenza, ovviamente negata). La cosa che veramente lascia basiti è come, di fronte a questo scempio della nostra sovranità, la magistratura rimanga inerte e silente, mentre i cittadini che dovrebbe difendere da questi soprusi vengono vessati e costretti a subire, nell’assordante silenzio degli apparati mediatici conniventi.

Ormai comincia ad essere chiaro anche al più sprovveduto degli Italiani che ci troviamo ingabbiati in un regime dittatoriale della peggior specie, quello che nel nome della Democrazia e del Progresso sta letteralmente distruggendo questo paese e la sua identità, come nella miglior tradizione del bipensiero Orwelliano. Eppure tutta questa frenesia è sospetta, e fa sorgere il dubbio che in qualche modo i tempi stiano stringendo e lo “Stato Profondo” si stia preparando a fronteggiare o quanto meno ritardare il più possibile qualcosa che ne minaccia l’esistenza stessa.

Non sto evocando scenari apocalittici come una pioggia di meteoriti o un’invasione extraterrestre, bensì qualcosa di molto più semplice e per certi versi banale, ma tremendamente efficace: la lenta ma costante diffusione di un’idea rivoluzionaria, un concetto sociale talmente semplice, armonico e naturale da prendere piede e raggiungere una massa critica sufficiente a innescare un cambiamento epocale su scala planetaria. In fin dei conti, molti cruciali cambiamenti storici sono stati favoriti, se non direttamente causati, dalla diffusione di un’idea: perché mai questo collaudato meccanismo non dovrebbe funzionare, stavolta a vantaggio di tutta l’umanità e non dei soliti burattinai che tirano le fila di questo pianeta ormai da troppo tempo?

Recentemente la mia attenzione si è indirizzata a un’opera a dir poco monumentale, un cofanetto di tre volumi, ognuno dei quali di oltre 800 pagine, dal titolo altisonante: Il Manifesto della Sociosofia. Anche se la segnalazione mi era giunta da una persona meritevole della massima stima, inizialmente ritenevo fosse il prodotto di qualche megalomane convinto di poter cambiare il mondo, come mi è capitato di incontrarne molti durante tutti questi anni. Tuttavia, da quando ho preso in mano il Primo volume, non sono più stato capace di mollarlo. Al di là delle importantissime nozioni riportate, molte delle quali di mia conoscenza, ciò che mi ha colpito di questo lavoro è l’entusiasmo che trasuda e trasmette dalle sue pagine, il germe dell’idea che la soluzione che stiamo cercando esiste davvero ed è alla nostra portata. Non fosse altro che per questo, Mario Haussmann si merita il mio rispetto e quando sarò giunto al termine del Terzo volume, se come auspico se lo sarà meritato, anche il mio più sincero plauso. Buone vacanze a tutti...

T. B.

Editoriale, tratto da NEXUS New Times 129 (in edicola o nel nostro shop).


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