“Solo la follia strategica che prevale oggi a Washington può accettare come positiva la distruzione di Daesh – Essa non farà che dare più potenza all’asse Mosca-Teheran-Damasco. Teheran, Mosca e Damasco non condividono i nostri valori democratici.” È proprio un grido dal cuore quello uscito da Ifraim Inbar, direttore del Begin Sadat Center for Strategic Studies. Pensate: dopo cinque anni di politica israeliana del “pesce in barile” sul Califfato; dopo tanto essersi trattenuti con successo da ogni intervento parlato, da essere riusciti a non dare nemmeno segno di accorgersi che il Califfo stesse mettendo a ferro e fuoco la confinante Siria e l’Irak; dopo essere riusciti a scavalcare la domanda più imbarazzante, ossia  come mai questa armata wahabita armatissima non si proponesse una volta di ‘conquistare Gerusalemme’, e come mai questi fanatici coranici tagliagole di tutti gli “infedeli” specie se islamici, mai avessero torto un capello a un israeliano, anzi a un ebreo – ecco la voce dal sen fuggita.

Ora che Daesh sta per essere sconfitto, questo pensatore degli alti gradi militari di Tsahal (Inbar è stato  colonnello dei parà, poi al dipartimento di storia dell’esercito israeliano, ospite fisso di organizzazioni del complesso militare-industriale come la RAND) sbotta: “Ma Daesh ci serve ancora, perdio! Non deve sparire!”

http://fawkes-news.blogspot.it/2016/08/dapres-le-think-tank-israelien-besa.html

E come accade al membro di quel popolo a cui solo si applica alla perfezione la psicanalisi (esso è dotato infatti di subconscio, nel quale  opera le “proiezioni” sugli altri dei propri cattivi pensieri e le “rimozioni” delle verità scomode per la  coscienza) gli capita di rivelare con le parole più di quel che vuole.

• “Daesh continua a servire al suo scopo strategico”
• Colpisce solo “i nemici dell’Occidente”, mica noi israeliani. Si noterà con quale disinvoltura il sionista usurpi il concetto di “Occidente” facendolo coincidere senza residui con gli stretti interessi dello stato talmudico-razziale. Per lunga abitudine l’Occidente è stato reso servo del popolo eletto.
• Il Califfato attrae dal mondo intero i più fanatici musulmani; ciò li tiene occupati e li distoglie da colpire gli obbiettivi “in Occidente”: ancora una volta, si noti la totale identificazione di “Occidente” con Usraele. In realtà, estremisti islamici hanno colpito in Francia e in Germania; in Israele mai.
• L’instabilità, le crisi e le barbarie che causa Daesh nella regione “possono contenere dei segni di cambiamenti positivi”. Per chi? Non c’è più chiara ammissione del fatto che Israele prospera nel caos circostante.
• "La disfatta di Daesh incoraggerà l’egemonia iraniana nella regione, prolungherà la tirannia di Assad e il ruolo della Russia”: una preoccupazione che implica una conseguenza: “dovremo ricominciare noi a fare contro l’Iran e Assad quello che faceva il Califfo. McCain dovrà tornare a canterellare ‘bomb-bomb-bomb Iran”, la lobby a Washington dovrà di nuovo mettersi a indurre gli  USA a colpire le centrali di Teheran…dovremo sporcarci le mani personalmente, il Califfo lo faceva per noi”
 

Ricomincia il ‘Bomb-Iran’?
In realtà, anzi, questa fase è già cominciata. Martedì 23 i (pochi)  media che ne hanno riferito hanno parlato di quattro barchini veloci (motoscafi lanciasiluri) iraniani che hanno “minacciato e sfidato” la USS Nimitz nel Golfo Persico, tanto che un incrociatore americano ha “dovuto sparare colpi d’avvertimento”.  Una delle versioni alternative nota come incidenti del genere si siano moltiplicati nel Golfo Persico in questi ultimi mesi: le Guardie della Rivoluzione (proprietarie del barchini) sarebbero “deluse” dal “ritardo nella normalizzazione dei rapporti con gli USA” e hanno voluto lanciare un segnale “interno” ai ‘moderati’ che a Teheran quell’accordo lo vogliono, anche perché  vi hanno legato i loro destini politici.

Una terza ipotesi (che preferiamo) dice che la Casa Bianca di Obama ha firmato con Teheran un accordo sul nucleare ormai da più di un anno, ed ancora non ha tenuto fede alla sua parte del patto: mantiene le sanzioni e mantiene  l’esclusione dell’Iran dai circuiti di pagamento mondiali; il tempo stringe, e Obama vuol portare a casa almeno questo successo; la nota lobby può aver incitato i suoi maggiordomi al  Pentagono perché occorre disperatamente un casus belli che riporti l’Iran nella  posizione di stato-canaglia e stato nemico, in guerra. E McCain possa tornare a cantare: "Bomb, bomb, bomb Iran”.

http://parstoday.com/fr/news/middle_east-i10765-usa_cgri_vers_une_confrontation

Ingiusta l’accusa del professor Inbar sulla pretesa “follia strategica di Washington” che adesso  starebbe davvero favorendo la sparizione di IS. Ingratitudine pura. Un ex agente della CIA, Larry Johnson, ha diffusamente spiegato come USA, Francia e UK abbiano fatto di tutto per entrare direttamente in guerra con Assad, e a questo scopo l’hanno accusato – falsamente e in piena consapevolezza – di aver “gassato il suo stesso popolo”. La falsità è dimostrata dal fatto che Assad ha gas nervini binari (con due componenti da mescolare al momento del lancio) mentre quello dell’accusa era cloro e iprite, gettato dai ‘ribelli’; per fare intervenire “l’Occidente” a fianco di Al Qaeda e Califfato.


L’ex agente CIA Larry Johnson

Sono nozioni che il nostro lettore conosce; il punto è che l’ex agente della CIA ne ha parlato a Fox News, il che può indicare un cambiamento di clima importante, e non favorevole alla nota lobby.

Adesso, spenta l’ultima offensiva curda contro Hassaka e spenta la controffensiva dei jihadisti ad Aleppo –  incitate dagli USA per impedire la situazione che s’era venuta creando a Sud, a Deraya, dove i ‘ribelli’ storici anti-Assad erano alle corde – i jihadisti di Deraya hanno accettato di sloggiare con un accordo col governo legittimo; erano loro che trattenevano sul posto la quarta divisione d’élite dell’esercito siriano, che adesso può essere rispiegata ad Aleppo. Tutta la strategia consisteva in questo, dopotutto: usare la carne da cannone wahabita per inchiodare le forze di Assad  in focolai su tutto il territorio, onde non fossero mai sufficienti per scatenare la battaglia decisiva. Adesso, aspettatevi l’ultimo lamento di Staffan de Mistura e dei nostri giornalisti sui “bambini uccisi” ad Aleppo, le lacrime sulla “catastrofe umanitaria”  che Mosca “ostacola”. Sono gli ultimi fuochi della propaganda ‘occidentale’ pro-Califfato.

I nostri bambini vi uccidono. Ultima propaganda IS, distribuita dal SITE

http://topnews-nasserkandil.com/final/Full_Article.php?id=6468

La  voce sfuggita dal seno del professore-parà, dice più verità di quanta ne occorra. 

Fonte: maurizioblondet.it