I media occidentali sono talmente ingolfati nel seguire l'altalenante vicenda di Donald Trump, che si sono dimenticati di dare un'occhiata da vicino al suo vicepresidente nominato, cioè Mike Pence.
Costui infatti è stato presentato come un politico sempliciotto e di buone maniere, di solide tradizioni repubblicane, messo accanto a Trump per dare più credibilità al ciuffo selvaggio dell'imprenditore newyorkese.

Ma Pence è molto di più di un semplice politico conservatore. Mike Pence è in realtà un "attack dog" di primissimo livello dei neocons, mascherato da perbenista praticante.

Molti di voi ricorderanno i famosi "attacchi all'antrace", che seguirono di un paio di mesi gli attentati alle Torri Gemelle del 2001. In quel periodo, diversi esponenti del partito democratico - e soprattutto coloro che chiedevano una indagine parlamentare sull'11 settembre - ricevettero nei loro uffici delle lettere contenenti una strana polverina bianca, che si rivelò poi essere antrace.

Mentre a questi democratici passava immediatamente la voglia di istituire una commissione parlamentare sull'11 settembre, il panico si diffondeva in tutta l'America, poiché nel frattempo erano morte diverse persone a causa dell'antrace.

E mentre tutti cercavano di capire da dove potesse essere arrivata questa polvere maledetta, fu proprio Mike Pence a guidare la propaganda mediatica che cercava di far ricadere su Saddam Hussein le colpe per la diffusione dell'antrace.

Inizialmente, Mike Pence diffuse la falsa notizia che quest'antrace fosse stata "geneticamente modificata" (da qualche Stato estero, si supponeva) per renderla più virulenta e resistente alle cure. Si scoperse invece in seguito che per combattere l'antrace bastava prendere dei normalissimi antibiotici.

E quando l'FBI scoprì finalmente che l'antrace proveniva da un laboratorio interno degli Stati Uniti (e non da una "nazione straniera"), fu proprio Mike Pence ad andare su tutte le furie, perché gli veniva a mancare un argomento fondamentale per la futura invasione dell'Iraq. In un gesto di rabbia stizzita, Pence scrisse una lettera aperta all'allora ministro di giustizia, John Ashcroft, chiedendo:

"Perché mai l'FBI sembra aver concluso che l'origine di questi attacchi all'antrace sia interna, quando vi sono indizi importanti che suggeriscono una fonte internazionale per questi materiali?"

Naturalmente, anche questi "indizi importanti" si rivelarono inesistenti, e la fonte dell'antrace fu definitivamente confermata essere un laboratorio degli Stati Uniti.

Nel frattempo però Mike Pence aveva svolto egregiamente il suo compito a favore dei neocons, che avrebbero poi approfittato del terreno da lui preparato per mandare all'ONU Colin Powell ad accusare Saddam Hussein con la famosa fialetta di polvere bianca.

Ebbene, facciamo ora un salto avanti di 15 anni, e ci ritroviamo nel 2016, con una tornata di primarie repubblicane che sancisce la vittoria a sorpresa di Donald Trump. Dopo aver provato in tutti i modi a fermarlo, evidentemente, gli stessi repubblicani devono aver pensato che la soluzione migliore, in caso di una sua elezione alla Casa Bianca, fosse di mettergli accanto un personaggio fidato, come appunto Mike Pence.

Se quindi Donald Trump martedì dovesse vincere, si apriranno due possibili scenari, molto diversi fra loro, ma con un risultato comunque simile. Nel primo scenario il buon Donald verrebbe docilmente guidato dal silenzioso Pence a continuare la politica espansionistica degli Stati Uniti, esattamente come il buon George Bush venne docilmente guidato dal silenzioso Dick Cheney all'invasione militare di Afghanistan e Iraq, 15 anni fa.

Nel secondo scenario invece Trump - se non dovesse per caso "recepire" i buoni consigli di Pence - avrà prima o poi un brutto incidente, che lo toglierà di mezzo definitivamente, o che gli impedirà comunque di continuare a fare il presidente. E così, in un caso come nell'altro, saranno stati nuovamente i neocons a riprendere il controllo dell'America.

Sembra quindi che non ci sia soluzione: se vincerà la Clinton, il proseguimento delle guerre imperialistiche è garantito già in partenza. Se invece vincesse Trump, si troverà comunque il modo di farle proseguire, con metodi meno leciti ma comunque molto efficaci.

Gli unici che non perdono mai le elezioni, in America, sono quelli del complesso militare-industriale.

Massimo Mazzucco

Per le dichiarazioni di Pence sull'antrace vedi questo articolo del Los Angeles Times


Fonte: Luogo Comune