(Dialogo via Whatsapp con un amico di Washington dopo il faccia a faccia Trump-Hillary).

Io: Trump  ha vinto?

Lui: Di brutto. L’ha fatta nera. (Pausa) Non capisco perché al primo dibattito ha fatto il cretino.

Io: vado ad accendere un cero…

Lui: O era minacciato o gli hanno fatto fare le strategia sbagliata. Di fare il gentile e  rompere  l’immagine di duro. Lo avevano snaturato. GROSSO errore . Ora ristabilirà la sua egemonia politica  e morale.

Tutti i punti deboli di Hitlary dovranno essere colpiti senza remissione.

Io: che intendi?

Lui: Hitlary ha fatto l’attacco subdolo attraverso i suoi agenti sui media sul video del 2005 [quello dove Trump dice cosacce sulle donne, tipo che dai ricchi si lasciano fare di tutto…]

Io: Capirai, col Bill che si ritrova – era meglio se non toccava l’argomento.

Lui: Ora Trump può attaccare sullo stesso terreno e  nessuno potrà accusarlo di bullismo.

Io: Palate di sesso…Bill Clinton violentatore…è opportuno scendere così in basso?

Lui: Per i consiglieri di Hitlary e i media Trump è debole, è finito, ha perso, è in imbarazzo..

Io: stessa cosa  sui media italiani.


(per la CNN il dibattito è andato così)


Lui: Quindi un under dog: in un certo senso, un’ottima posizione per Trump per scatenarsi.

Io: anche qui i media riconoscono che “Trump ha fatto un po’ meno peggio dell’altra volta”, anche se  aggiungono: ma la Clinton ha stravinto.

Lui: è incredibile come la stampa sta perdendo ogni credibilità.

Io: Dici?

Lui: Ormai è una guerra tra la popolazione e la stampa di regime. La popolazione resiste quasi in segreto.

Io: come, resiste?

Lui: “Non lo posso dire in pubblico. Non mi far parlare. Ma io vado a votare e la fotto, lui, il marito e tutta questa razza impunita”: idea di quel che pensa l’americano medio non cultural-chic.

Io: È la stessa cosa che ha detto Michael Moore: la gente ha adottato Trump come una “molotov umana" da lanciare in faccia all’Establishment. La gente s’è innamorata dell’idea di far saltare il sistema.

(Anche Pat Buchanan e Angelo Codevilla, senatore ed uomo dei servizi, evocano un clima “rivoluzionario”  nel pubblico americano. Quando Donald ha detto a Hillary “Dovresti essere in prigione”, il pubblico ha festeggiato rumorosamente).

Ciò non significa che la Trump vincerà le elezioni. Se il pubblico non voterà bene, soccorreranno i brogli elettorali. Come mostra la  mappa,

https://ballotpedia.org/Voter_identification_laws_by_state#tab=Map

Sedici stati, dove abita il 38 per cento della popolazione, non chiedono  alcun documento di identità a  chi si presenta al voto; in altri dove abita il 16% dei cittadini, si può esibire un documento senza foto. Così si vota nella Nazione che dà lezioni di  democrazia al mondo.


Fonte: maurizioblondet.it


Articoli correlati: