È successo tutto all'improvviso, e il referendum greco si è inabissato in un'intesa che, se verrà approvata dal Parlamento di Atene sarà di gran lunga peggio dell'intesa a cui il popolo greco ha detto No con il referendum di domenica 5 luglio.
Simbolicamente, nella giornata di ieri a queste notizie si affiancava l'arrivo nella nostra sede del nuovo numero di PuntoZero, intitolato: Chi ha paura dell'orso russo?.

Purtroppo, la curiosità che accompagna l'arrivo della rivista cartacea, dopo settimane di lavoro per prepararla, ha trovato di fronte a sé una sorpresa un po' spiacevole: la copertina scelta era molto oscurata, quasi privata del carattere estetico di quella che avevamo elaborato. Tranquilli, nessun complotto: si è trattato di un errore della tipografia, a cui porremo rimedio inserendo nel numero successivo della rivista un poster con la copertina originaria, con i colori che avevamo scelto per voi. E l'errore non nega certo i contenuti della rivista, che come sempre vi sorprenderanno.
Ma questa volta, la sincronicità è curiosa: se da un lato l'Orso russo è oscurato nella copertina della nostra rivista, dall'altro lato è proprio l'Orso russo che viene oscurato anche dalla resa del governo Tsipras all'Europa, dopo le dimissioni di Varoufakis e la contrarietà all'intesa con l'Eurogruppo del ministro dell'Energia Panagiotis Lafazanis, che aveva sottoscritto l'accordo con Gazprom per la realizzazione del gasdotto Turk Stream in territorio ellenico. L'Orso russo che più di qualcuno, anche dagli schermi televisivi di casa nostra, ha evocato come minaccioso e silenziosamente intenzionato, attraverso il "burattino" Tsipras, a volersi affacciare nel Mediterraneo, minacciando il continente europeo. Una minaccia inventata insieme ad un documento storico prodotto ad hoc, il cosiddetto "Testamento di Pietro il Grande", prodotto nel XVIII secolo, in cui si parla di un'ambizione zarista (e oggi quindi putiniana) di conquista di tutto l'emisfero boreale e anche oltre (magari tutta la Galassia, perché no?)

E chissà che proprio l'impedire questo nuovo schieramento, possibile, della Grecia non sia stato il movente di quello che qualcuno ha già definito un "colpo di stato" a danno del governo greco. E così, almeno per il momento, l'Orso russo viene  adombrato… ma non per questo ingabbiato.
Se infatti questa mobilitazione europea (o statunitense?) forse arriverà a trascinare la Grecia ancora più a fondo, dall'altro lato ha permesso ad una fetta maggiore di opinione pubblica di comprendere cosa sia davvero l'Unione Europea, quale sia la sua considerazione della "democrazia" (in Italia abbiamo avuto negli ultimi quattro anni ben tre governi non eletti, in Irlanda l'UE costrinse nel 2009 a rifare il referendum per l'adesione al Trattato di Lisbona che l'anno precedente era stato bocciato dal 55% degli irlandesi), e di come il pericolo numero Uno per un'Europa poco europea e molto statunitensizzata siano la Russia e il suo presidente, Vladimir Putin.

E questo porterà non poche riflessioni, auspichiamo, anche nel mondo che ha come punto di riferimento la sinistra politica, che un tempo fu artefice dell'ingresso dell'Italia nell'Euro. Riflessioni sui rapporti tra Tsipras e Putin, ma anche sulla reale possibilità di modificare i trattati europei. Un tema questo che accomuna la visione di Tsipras con le proposte del Movimento 5 Stelle in Italia, di Podemos in Spagna e della sinistra radicale in tutto il continente. Un interessante articolo a firma di Loris Caruso, pubblicato su Il Manifesto dell'11 luglio, si chiedeva se sia ancora possibile un governo di "sinistra" all'interno dell'UE e se, di fronte alla non riformabilità di Bruxelles, questa area politica non debba prendere in considerazione l'uscita dall'Euro (come già proposto dal Partito Comunista Portoghese) e l'alleanza con nuovi soggetti quali i paesi Brics, la Russia, l'ALBA latina. Se da un lato il lupo non si fa remore ad inghiottire il Cappuccetto Rosso di turno, dall'altro proprio le vicende greche di queste settimane hanno reso palese ormai all'opinione pubblica dei paesi europei la reale natura e la ferocia del lupo stesso. E l'ombra stessa, anche la più buia, se colta bene può rivelare un'intrinseca luce. Per ricominciare da Zero. Punto.