Quante volte capita di sentirci dire che, occupandoci di ricerca spirituale, informazione indipendente, benessere naturale e discipline interiori, siamo "di nicchia"? Sei uno spirito libero? Allora sei di nicchia. Sei un ricercatore indipendente? Ma, allora sei di nicchia. Pubblichi informazioni altrimenti difficili da reperire, promuovi la salute naturale, uno sviluppo sostenibile, l'energia pulita? Allora sei di nicchia. Mangi naturale? Sei di nicchia. Ormai, chi è più libero di altri dai condizionamenti mediatici, chi ama la natura, chi vuole curarsi con rimedi non invasivi, chi mangia sano e biologico, chi crede di essere un corpo e una mente ma anche un'anima, è "di nicchia"! La Natura è di nicchia?! L'intelligenza è di nicchia?!
Basta! E' di nicchia chi fugge dalla natura, chi sceglie la vita artificiale, chi si cura con la chimica, chi si gonfia tette e labbra, chi corrompe, chi inquina, chi crede solo a quello che vede, anzi a quello che qualcun altro gli fa vedere. E' di nicchia chi spreca, chi se ne frega degli altri, degli animali e delle piante, chi regola la sua vita sul calcio, le fiction e la moda imperante, benpensante e conformista, tra veline stereotipate e condizionamenti che vengono fatti passare per "valori"! Ebbene, ben venga la caduta dei valori!
Noi pensiamo alla nostra anima eterna e cosmica, amiamo e rispettiamo la vita in tutte le sue forme, vogliamo regolare la nostra vita in base a soluzioni intelligenti e armoniche; non mettiamo il profitto e la convenienza al primo posto, non ci riteniamo "consumatori" e non ci facciamo bastare l'intrattenimento e la distrazione, l'informazione di facciata, quella che fa cassetta. Non siamo solo elettori e "sudditi", o cavie, o  carne da cannone. Noi usiamo ancora parole come amore, compassione, amicizia. Osiamo reclamare la nostra coscienza universale, multidimensionalità dell'essere umano, di ogni uomo e di ogni donna, la sua libertà e la sua intelligenza profonda, la sua natura divina. Osiamo reclamare la dignità dell'essere umano, osiamo cercare la verità. Questo significa essere "di nicchia"? "Loro" sono di nicchia, non noi!
E quindi usciamo da questa nicchia, nella quale non dovremmo neanche pensare di essere, e cominciamo a parlar chiaro, ad unire le forze, a fare informazione seria e competente, a fare chiarezza non solo sui temi della ricerca e dell'attualità a 360 gradi, ma anche su quei contenuti che troppo spesso vengono trattati con grande superficialità, diventando anch'essi prodotti da bancarella, da "consumare", con i quali fare cassetta, da strumentalizzare per il tornaconto di nuovi guru e di nuove élite, in fin dei conti per la solita smania del business. Mi sto proprio riferendo ai grandi temi di frontiera, del benessere reale, della sostenibilità, della ricerca d'avanguardia, sia essa scientifica sia essa squisitamente spirituale, sebbene tale distinzione non dovrebbe neppure esistere. Facciamo chiarezza sopratutto quando su queste importanti tematiche si stiano prendendo solenni cantonate, quando l'entusiasmo del volo pindarico sensazionalistico sostituisce una sana ricerca di senso, per prestarsi ancora una volta alla manipolazione, alla suggestione, allo sfogo inconcludente, al prodotto da bancarella, al placebo per sedare un reale risveglio di coscienza, che esige la presenza e la responsabilità di ognuno.
Così, se da una parte il Vaticano insiste sulla "vera fede", il CICAP sulla "vera scienza" e il conformismo mediatico sulla "vera vita", dall'altra è già pronta la nuova religione mondiale della superficialità, dell'arrivismo spirituale, del miracolismo, con le sue schiere di nuovi profeti, nuovi salvatori e nuovi babau.
Qualche esempio? Le fantasticherie di una certa "new age", il delirio delle teorie del complotto quando cavalcano improbabili - ma affascinanti - ricostruzioni storico-esoteriche (per lo più nate un paio di secoli fa dallo sforzo di scrupolosi falsari gesuiti), quando ci si esalta con scenari e agende extraterrestri inquietanti quanto fantasiose, suffragati da una profonda ignoranza sul piano storico, scientifico, antropologico e metafisico; oppure pensiamo alle bizzarre pseudo-soluzioni del benessere olistico, altra parola violentata da improvvisati, ma ben organizzati, operatori che assecondano e campano sulla smania consumista, che tanto danno procurano non solo alle persone ingenue, ma anche a chi di questa ricerca fa un percorso serio e fondato, fornendo così alle multinazionali - e ai loro politici, professori e manager - le armi del discredito, proprio secondo i programmi di un establishment vecchio, logoro eppure forte dell'incoscienza tuttora (ma ancora per poco!) dilagante, di cui in fin dei conti, sono a loro volta tristi prigionieri, pur nel loro mare di soldi e tra le braccia delle loro escort, nel nulla dell'anima.
Usciamo da questa nicchia così angusta, facciamo chiarezza e finalmente entriamo, anzi determiniamo questa Nuova Era della Coscienza, risvegliandoci dalle illusioni, abbandonando definitivamente i vecchi paradigmi dualisti e recuperando il senso autentico della nostra umanità e della vita. Chi sceglierà di non farlo, pazienza: sarà "di nicchia".

Articolo di Carlo Dorofatti