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“Non ci sono limiti alla crescita” — Lyndon H. LaRouche

Chi vuole davvero ridurre la popolazione mondiale? E perché?
Nel 1983, mentre il Club di Roma predicava i “limiti dello sviluppo”, l’economista e statista americano Lyndon H. LaRouche smascherava i veri obiettivi di un’élite finanziaria decisa a controllare le risorse del pianeta. Oggi, a oltre quarant’anni di distanza, le sue previsioni si sono avverate: la crisi economica globale, la pandemia, le guerre per l’energia, le politiche di austerità imposte in nome del “clima”.

Un libro profetico, documentato, scomodo.
Dalle origini del pensiero malthusiano al Tavistock Institute, dal rock e dall’LSD come strumenti di controllo culturale alla NATO che promuove la guerra “limitata” e l’ambientalismo radicale, LaRouche fa i nomi e i cognomi di chi ha costruito l’ideologia dei “limiti dello sviluppo”. E dimostra perché è scientificamente infondata.

Perché leggerlo oggi?

  • Perché l’economia mondiale è sull’orlo di una crisi sistemica e le ricette imposte — austerità, decrescita, transizione forzata — penalizzano i più poveri e arricchiscono i soliti noti.
  • Perché i giovani dei Fridays for Future meritano di conoscere chi ha inventato le tesi che oggi li mobilitano.
  • Perché non ci sono limiti alla crescita: c’è solo un’oligarchia che vuole imporli.

Co-fondatore del Club della Vita con la moglie Helga Zepp-LaRouche, in antitesi al Club di Roma, LaRouche offre in quest’opera documenti storici esclusivi e una visione alternativa: sviluppo, progresso scientifico, dignità per tutti i popoli.