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ADDIO TORRE DI PISA di Massimo Mazzucco

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Dopo quasi mille anni di vita (1173–2008), molti dei quali passati “in bilico” fra la vita e la morte, la Torre di Pisa ha finalmente ceduto alle leggi di gravità, ed è rovinosamente crollata al suolo.

Fortunatamente non vi sono state vittime. La Torre infatti era chiusa per riparazioni, e non vi erano turisti nelle vicinanze.

Anche le abitazioni circostanti hanno subito solo danni lievi: invece di inclinarsi su un lato – come si poteva immaginare – la Torre si è sbriciolata sulla propria pianta, in perfetta verticale, trasformandosi in una densa nuvola di polvere finissima che ha ricoperto buona parte della città.

I testimoni che la osservavano da lontano hanno raccontato di aver visto la Torre “scomparire” di colpo verso il basso, come una specie di cannocchiale che si ritira su se stesso.

“Ad averlo saputo – ha commentato il direttore della Pro-Loco – non avremmo fatto tutta quella fatica, nel corso degli anni, per cercare di tenerla dritta”.

Le autorità inquirenti non sono ancora riuscite a dare una spiegazione per questo strano comportamento, che presume il cedimento contemporaneo di un’intera sezione della Torre.

Il sindaco di Pisa, Giuliano Rodolfi, si è invece detto certo che il crollo sia da attribuire agli incendi causati da una fuga del gasolio usato per illuminare le scale della Torre. Per quanto sia noto che gli edifici in muratura non crollano a causa degli incendi, “bisogna tenere presente – ha detto il sindaco – che la Torre era stata costruita su una serie di catacombe, e poggiava quindi praticamente sul vuoto”.

L’anno scorso inoltre la Torre era stata colpita da una furibonda sassaiola da parte di un gruppo di tifosi livornesi, avvelenati per l’ennesima sconfitta contro il Pisa, e la sua stabilità era quindi già compromessa.

“E poi – ha aggiunto Rodolfi – anche se nessun edificio in muratura è mai crollato per un incendio, c’è sempre una prima volta”.

Ma la spiegazione non ha convinto tutti, e qualche ora dopo il crollo iniziavano già a circolare voci di un presunto complotto governativo, per abbattere la Torre di Pisa con una demolizione controllata.

A favore di questa tesi i “complottisti” portano i seguenti argomenti:

1 – La Torre era costata, al tempo della costruzione, circa 3.000 fiorini, che al cambio odierno fanno più o meno 15 Euro, mentre l’assicurazione prevede un rimborso pari ad almeno 800 milioni di Euro. C’è quindi chi ha voluto vedere nell’operazione un certo vantaggio economico.

In verità sappiamo che il proprietario della Torre – un commerciante libanese dedito alle opere di beneficienza – riuscirà a malapena a recuperare i suoi soldi.

2 – La Torre è crollata nell’arco di pochissimi secondi, con una velocità molto simile a quella di un corpo in caduta libera. Se Galileo si fosse lanciato nel vuoto da uno degli ultimi piani, nel momento stesso in cui la Torre ha iniziato a crollare, avrebbe raggiunto il suolo insieme a quei piani. Questo contraddice – dicono i complottisti – le più fondamentali leggi della Fisica, secondo le quali il crollo doveva invece avvenire in tempi relativamente più lunghi.

Anche questa accusa appare infondata, poichè nessuno sa dire con esattezza in quanti secondi sia crollata la Torre. Nell’unica ripresa disponibile, fatta da lontano, si vede la Torre che scompare dietro ai caseggiati come se si fosse aperto un baratro sotto di lei, ma poi non sappiamo se per caso abbia rallentato la caduta, una volta scomparsa alla vista dell’operatore. Non essendoci precedenti, non possiamo affermare nulla di sicuro.

3 – Alla base della Torre – dicono i complottisti – sono state trovate delle pozze di metallo incandescente, che denunciano la presenza di esplosivi ad alto potenziale. Vi sono molteplici testimonianze in questo senso, da parte degli stessi pompieri.

In realtà non sappiamo bene chi siano questi pompieri, nè quanto possano essere attendibili le loro testimonianze. I pompieri sono abituati a combattere il fuoco, ma non sono persone qualificate per riconoscere il metallo fuso, e nell’agitazione possono benissimo essersi confusi con qualcos’altro. (Il fatto che il loro stivali si fondessero, letteralmente, nel camminare sulle macerie, è facilmente spiegabile con la calura estiva, e con il fatto che i pompieri portino sempre le calze di lana).

4 – La polverizzazione finissima – sempre secondo i complottisti – è la chiara conseguenza di esplosioni ad alto potenziale, mentre la sola forza di gravità, che agisce nei cedimenti strutturali, non è sufficiente per disintegrare il cemento il quel modo.

Anche qui, “finissimo” è un termine soggettivo, che non significa nulla. E’ inoltre possibile che la polvere sia quella delle catacombe sottostanti, resa finissima dai lunghi secoli di continua frizione, dovuta al dondolìo impercettibile ma costante della Torre.

5 – A riprova della loro tesi, i complottisti citano una ripresa televisiva, realizzata da una TV locale poco prima del crollo, in cui si vedono dei pompieri che si rivolgono ad un gruppo di persone, dicendo “Allontanatevi, che l’intera Torre sta per esplodere”. Questo secondo i complottisti dimostrerebbe che il crollo fosse programmato, e che le autorità locali ne fossero a conoscenza.

E’ invece evidente l’esatto contrario: la frase dimostra chiaramente che l’edificio fosse talmente danneggiato (dai devastanti incendi delle lampade a petrolio, e dalla furibonda sassaiola dei tifosi livornesi), che si potesse prevedere facilmente il suo crollo, anche se nessun edificio in muratura era mai crollato prima a causa del fuoco. Non sarebbe la prima volta che i pompieri, pur non essendo qualificati per riconoscere il metallo fuso, riescono ad azzeccare con qualità profetiche degli eventi assolutamente improbabili come questo. (Rimane ancora da chiarire perchè i pompieri abbiano usato il termine “esplodere”, ma quella frase in realtà può avere mille interpretazioni: quando ad esempio uno dice “mi esplode la testa”, non significa necessariamente che gli abbiano messo della dinamite fra le orecchie. E poi, come già detto, sotto stress capita a tutti di sbagliarsi).

Anche il benefattore libanese ha confermato, in una intervista alla PBS (Pisa Broadcasting Systems), di aver capito subito che il destino della Torre fosse segnato: “Abbiamo già perso così tante vite – ha detto – nella battaglia di Lepanto, che non valeva più la pena di rischiare. Tiratela giù, ho detto a quel punto. Dopidichè ci siamo affacciati alla finestra, e abbiamo visto il contingente dei pompieri che rientrava a casa”.

A chi gli faceva notare che già da molte ore non c’erano più pompieri nella zona, il benefattore ha risposto: “Appunto. Vede che non dico bugie?”

In ogni caso, per cercare di fugare gli ultimi sospetti, il Ministero degli Interni ha affidato allo IASC (Istituto Accademico della Scienza delle Costruzioni) una dettagliata analisi, che spieghi per filo e per segno come sia avvenuto il crollo della Torre di Pisa. Lo IASC si è impegnato a consegnare un rapporto completo entro e non oltre il maggio del 2015.

 


tratto da luogocomune

 

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