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Affari col nemico. Un vecchio vizio

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Un estratto dell'articolo di Giorgio Iacuzzo dall'ultimo numero di PuntoZero:


Commerciare con il nemico è una pratica ben diffusa da sempre, ma si è consolidata nei conflitti contemporanei fin dalla Grande Guerra: per alcuni dirigenti di grandi banche, imprese multinazionali e servizi di sicurezza è un modo come un altro per generare enormi profitti ignorando qualsiasi regola morale o etica.


Le recenti notizie e ammissioni degli amministratori del colosso cementiero franco-svizzero LafargeHolcim sugli accordi e i finanziamenti allo stato islamico ISIS in Siria confermano una pratica ben diffusa da sempre, ma che si è consolidata nei conflitti contemporanei fin dalla Grande Guerra.

Trading with the Enemy, commerciare con il nemico, per alcuni dirigenti di grandi banche, imprese multinazionali e servizi di sicurezza è un modo come un altro per generare enormi profitti ignorando qualsiasi regola morale o etica.

Fin dalla fine del 1800 cartelli bancari finanziarono industrie belliche dei paesi che avrebbero creato la carneficina dal 1914 al 1918.
Una delle prime testimonianze la abbiamo da Hiram Maxim, prolifico inventore statunitense emigrato in Inghilterra; raccontò che nel 1882, durante una fiera a Vienna dove presentava alcune sue macchine agricole, tra cui un'innovativa falciatrice, venne avvicinato da un gruppo di banchieri europei e statunitensi che ammirando le sue innovazioni gli dissero:

“Complimenti, bellissima la falciatrice per il grano, ma se vuole fare tanti soldi, e noi la possiamo aiutare in questo, dovrebbe progettare una falciatrice di uomini. Gli europei non vedono l'ora di potersi tagliare la gola con gran facilità.”

In breve tempo mise a punto la mitragliatrice Vickers-Maxim il cui brevetto sarebbe stato poi ceduto a tutte le nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale.

La nota attrice hollywoodiana Hedy Lamarr di origine austriaca, raccontò la fuga rocambolesca nel 1937 dal suo marito viennese Fritz Mandl, simpatizzante nazista che commerciava armamenti con tutti i paesi che qualche anno dopo sarebbero entrati in conflitto tra loro.

Prescott Bush, padre e nonno di due recenti presidenti statunitensi, nel 1932 assieme al suo socio Averell Harriman proprietario della omonima banca newyorchese, contribuì con alcuni milioni di dollari di allora al finanziamento della campagna elettorale del NPD che avrebbe portato Adolf Hitler alla cancelleria di Berlino. Nel 1942 Bush e Harriman vennero accusati da un giudice federale di vendere materiali strategici come tungsteno o gomma alla Germania, le loro azioni e i loro conti vennero confiscati ma alla fine del 1945 il processo si concluse con un nulla di fatto, la guerra era ormai finita.
I materiali venivano solitamente trasferiti con navi dagli USA via Portogallo e Italia, poi in treno via Svizzera al III Reich. Sembra che in alcuni casi vennero organizzati trasbordi di materiali tra navi da carico battenti bandiere di paesi terzi in pieno Atlantico.



Sopra: Adolf Hitler e Prescott Bush
[in apertura: una copertina dell'epoca su Fritz Thyssen, anch'egli finanziatore del Führer]


Anche nel sanguinoso conflitto algerino che terminò nel 1962, quando la Francia riconobbe l'indipendenza della colonia, vi furono numerosi episodi oscuri.
Innanzitutto i poligoni nucleari nel deserto del Sahara, importanti obiettivi che mai vennero attaccati dai guerriglieri indipendentisti nel corso del conflitto e continuarono le loro attività fino agli anni '70. Questo sembra confermare l'esistenza di patti segreti tra Parigi e i vertici della resistenza perché non venissero attaccate determinate strutture militari e gli impianti di estrazione e trasporto di petrolio e gas. L'alto funzionario Paul Delouvrier che dal dicembre 1958 venne inviato a rimpiazzare il generale Salan come delegato del governo francese, dichiarò come le compagnie francesi si fossero accordate col governo provvisorio del FLN basato a Tunisi affinché non venissero attaccati gli impianti petroliferi.
In cambio l'FLN ricevette denaro per acquistare armamenti dai paesi dell'Est e dalla Cina.

Delouvrier sostenne con amarezza:

“Le nostre aziende francesi pagarono le persone che con quei fondi acquistarono armi per uccidere i francesi.”

Ciò conferma come in quegli anni non fu soltanto l'italiana ENI guidata da Enrico Mattei ad allacciare i rapporti con la resistenza algerina in vista di possibili accordi di sfruttamento delle risorse. I patti segreti francesi furono di gravità maggiore, patti segreti con il nemico ufficiale.
Ritroveremo l'ENI negli anni '70 nel sostegno al movimento MPLA per l'indipendenza dell'Angola dal Portogallo, paese membro della NATO assieme all'Italia e che utilizzava i caccia bombardieri Fiat G-91 per contrastare la guerriglia.

Durante il conflitto vietnamita vi furono numerosi episodi oscuri che videro coinvolta sopratutto Air America, gigantesca compagnia aerea civile in realtà di proprietà della CIA. Diversi piloti testimoniarono su ordini di missione alquanto singolari, come consegnare munizioni di artiglieria in posizioni dove operavano i cannoni nord vietnamiti, trasportare sacchi di polvere bianca che chiaramente non era farina, portare oltre le linee nemiche militari statunitensi che poi se ne andavano con i partigiani, oppure fare attraversare a compiacenti signorine le linee di combattimento nei due sensi. In quel conflitto nel 1967 venne abbattuto l'attuale senatore John McCain, allora pilota della US Navy e figlio del comandante del gruppo navale operante nell'area. McCain venne rilasciato dopo il trattato di pace del 1973 e sostenne….

Continua…

…su PuntoZero n.5 (in edicola o nel nostro shop, anche in formato digitale)


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