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ANNO ZERO: PROVE TECNICHE DI CENSURA di Elia Banelli

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Lucia Annunziata abbandona a sorpresa lo studio di Anno Zero. Un gesto personale e poco giustificabile, che offre però l’ennesima occasione per un grave assalto della politica contro la trasmissione di Santoro.

Chi ha seguito interamente Anno Zero, non può che trovare fuori luogo ed incomprensibile il coupe de theatre esibito a sorpresa da Lucia Annunziata.
Per tanti validi motivi.

Uno in particolare: fino a quel momento il dibattito in studio si era svolto su toni abbastanza accesi, come era prevedibile, ma garantendo comunque un certo equilibrio delle opinioni espresse dagli ospiti.

C’era la scrittrice israeliana Manuela Dviri, da anni impegnata per la pace tra Israele e Palestina, c’era Rula Jebreal, che rappresentava il punto di vista di chi segue le ragioni della causa palestinese, insieme al giornalista di Al Jazeera International per l’Europa Claudio Lavanga, gli ospiti in collegamento da Milano ed un altro ragazzo palestinese in studio.

Dall’altra parte, se cosi si può dire, l’analista militare Andrea Nativi, che ha continuamente difeso le ragioni dell’attacco israeliano, comprese le morti civili, Tobia Zevi, ragazzo israeliano impegnato in politica e sostenitore indefesso della pace, una ragazza israeliana che rivendicava il suo diritto di andare al centro commerciale senza farsi esplodere da un kamikaze ed un altro ragazzo con indosso la kippah, che ricordava come l’educazione dei bambini fosse un requisito essenziale per costrure le basi di un nuovo futuro.

In posizione defilata le vignette di Vauro, ardentemente filo-palestinese, e Marco Travaglio, dichiaratamente innamorato di Israele. Infine Lucia Annunziata, di cui conosciamo il punto di vista.

Adesso, chiunque può comprendere come da questo schieramento sia emerso un dibattito appassionato e ricco di spunti diversi e contrastanti, ma tutti all’insegna di un certo pluralismo.

Per cui l’uscita improvvisa di Annunziata, "da giornalista devo criticare la conduzione di questa trasmissione, al 99,9% filo-palestinese", non ha alcuna attinenza con la realtà e con quanto ascoltato fino a quel momento.

Ironia della sorte, dopo Lucia Annunziata avrebbe dovuto parlare Tobia Zevi.
Stando questi i fatti, e considerato chi ha innescato la miccia, è comprensibile la dura replica di Santoro: "Lucia forse stai acquisendo crediti per qualcuno".
Criticare Israele, o comunque non mostrarsene fedele alleato, durante un dibattito pubblico in una trasmissione televisiva italiana, può costare caro.

La faccenda si poteva chiudere qui. Un gesto personale e ingiustificato.

Leggendo però le cronache del giorno dopo si rimane impietriti: il presidente della Camera Fini, che abdica al suo tradizionale ruolo di equilibrio e definisce "indecente" il comportamento di Santoro. L’ambasciatore di Israele Gideon Meir che protesta ufficialmente per "uno spettacolo vergognoso che provoca sconcerto".

Infine l’ex piduista Fabrizio Cicchitto, capogruppo dei deputati Pdl, sorpreso "che al momento non ci sia ancora stato un atto di censura da parte dei vertici Rai".
Ancora non si è capito cosa non sia piaciuto.

Il sasso comunque è stato lanciato e presto qualcuno lo raccoglierà.

Anno Zero sta durando troppo, e le prove tecniche di censura sono solo all’inizio.


tratto da Agoravox

 

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