fbpx
mercoledì - 24 Luglio, 2024

Dal 1995 l'Informazione libera ed indipendente

Elevate your accessory game with OpClock's premium selection of Rolex Replica and meticulously designed replica watches. Explore now and redefine luxury.

Arcipelago toscano: un Grande Fratello in fondo al mar

Data di pubblicazione:

Ultimi articoli

Nexus New Times # 165

NEXUS New Times Nr.165, atteso come sempre, è ora disponibile! Non possiamo, in questo preciso momento storico, ignorare l’incalzare della tematica bellica. E non ci riferiamo...

Articoli più letti

Social Network

21,000FansMi piace
5,000FollowerSegui
10,600IscrittiIscriviti
spot_img
Condividi l'articolo:

A sinistra: Arcipelago Toscano – esperimenti

L’ossessione del controllo per ingordigia di dominio. Un grande fratello anche in fondo al mare: tra l’altro inquina ed uccide la vita.

Addio santuario dei cetacei. Bentornati nel Mar Tirreno, un’area marina “rigorosamente protetta” dallo Stato italiano, dove però la NATO, in collaborazione con la Piaggio ed alcune università sperimenta la prima rete wireless subacquea al mondo. A farne subito le spese gli abitatori marini, in particolare i cetacei, soprattutto i delfini, spiaggiati a centinaia durante i primi mesi di quest’anno, a causa dell’inquinamento acustico emesso dai sonar e dalle apparecchiature operative.

Infatti è stata attivata nelle profondità dell’isola di Pianosa – zona una volta incontaminata – la prima rete wireless sottomarina e robotica. Il progetto è denominato Underwater Acustic Network e ci stanno lavorando dal 2010 gli scienziati del Centro interuniversitario di ricerca sui sistemi integrati per l’ambiente marino, l’Università di Pisa e in particolare il Centro Piaggio. Uan è un progetto europeo, finanziato con tre milioni di euro, al quale partecipano università, centri di ricerca e industrie di Italia, Norvegia, Svezia e Portogallo.

Il network è stato ottimizzato a decodificare dati acustici utilizzati da potenti sonar. «Una delle sperimentazioni principali del progetto UAN – conferma il professor Andrea Caiti, ordinario alla facoltà di Ingegneria dell’Università dio Pisa – utilizza i robot subacquei autonomi come nodi mobili della rete: l’intelligenza di bordo dei robot li fa spostare all’interno nei punti in cui la trasmissione-ricezione dati è di volta in volta migliore». Sempre a Pianosa è in atto un’altra sperimentazione parallela: quella del centro di ricerca Nurc della Nato con sede a La Spezia. Anche in questo caso si sperimentano reti wireless subacquee ma con un interesse militare rivolto esclusivamente “allo studio dei protocolli di trasmissione dati”. L’obiettivo è realizzare sistemi di sorveglianza bellica per la sorveglianza di siti subacquei ad accesso limitato in ambito civile e militare.

«Comprendere l’ambiente sottomarino e capire i segreti della comunicazione sotto la superficie del mare è essenziale per sviluppare robot mobili e sensori subacquei in grado di lavorare in network in tali condizioni – spiega John Potter, coordinatore dell’esperimento per il Nurc – Lo studio di reti intelligenti e autosufficienti è di grande interesse per i Paesi Nato, in quanto punti di partenza per future tecnologie per la sorveglianza e la protezione di aree marittime sensibili».

La “base” della sperimentazione è il battello oceanografico Leonardo. Supportato dalla Marina Militare Italiana, il test e coinvolge anche le università di Padova, La Sapienza di Roma e quella portoghese di Oporto.

In Italia le regole di protezione della Natura non valgono per i padroni USA e per gli “scienziati” asserviti al potere.

Per dirla con Gregory Bateson: «Stiamo imparando sulla nostra pelle che l’organismo che distrugge il suo ambiente distrugge sé stesso».

http://www.ua-net.eu/

http://www.ua-net.eu/index.php?q=gallery&g2_itemId=48

http://www.ua-net.eu/newsletters/Newsletter2_200909.pdf

http://www.ua-net.eu/publications

http://www.ua-net.eu/Experiments

http://www.siplab.fct.ualg.pt/pubs/zabel1.11.pdf

http://www.ua-net.eu/Impact 

Articolo di Gianni Lannes, tratto da sulatestagiannilannes.blogspot.it

………………………………………………………………………………………………………………………………

Gli effetti biologici dei campi elettromagnetici deboli

Del Dott. Andrew Goldsworthy.

Gli effetti nocivi dati dall’esposizione a campi elettromagnetici deboli sono una conseguenza del fatto che le membrane cellulari vengono private di ioni calcio, causando infiltrazioni all’interno delle cellule e danni a lungo termine alla funzionalità cellulare.

Informazioni e acquisto sul nostro shop »

Condividi l'articolo:

Potrebbe interessarti anche ...

IL «GRANDE TERRORE» DI LONDRA di Maurizio Blondet

Cominciamo a guardare a Washington.John Bolton, l’israelita che è stato ambasciatore americano all’ONU, non ha apprezzato il nuovo governo britannico.Specie la nomina di lord...

Così si manipola l’opinione pubblica

Sempre più persone vogliono anzi hanno sete di capire, non si accontentano delle verità formali, chiedono autenticità, chiarezza. E per capire come viene governato...

Ceta: Europarlamento blocca ricorso alla Corte di giustizia, mentre Trump abbandona il TPP (e il TTIP?)

Ultim’ora CETA: l’europarlamento boccia ricorso alla Corte di Giustizia Europea Aggiornato alle ore 21.00 (elenco dei votanti in fondo all’articolo) Protesta contro il CETA a Bruxelles,...

Il Governo, in sordina, sdogana gli Ogm – Comitato Scientifico EQUIVITA

Scegliendo di trascurare la sovranità alimentare dell’Italia e la nostra preziosa biodiversità, il Governo ha deciso di imboccare la strada...

Abbonati a Nexus

Eventi Nexus

Nessun evento futuro al momento.

Eventi Segnalati

Iscriviti alla Newsletter

Rimani sempre aggiornato sul mondo Nexus.

[mailup_form]

Conferma la tua iscrizione tramite la mail che riceverai.

Sostieni Nexus Edizioni

spot_img

YouTube