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Attentato volo Delta: ipotesi di complotto

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Era il giorno di Natale quando un uomo, su un volo della compagnia americana Delta airlines in volo da Amsterdam a Detroit, ha innescato una piccola carica esplosiva cercando di far esplodere l’airbus poco prima dell’atterraggio. L'attentatore, Abdul Farouk Abdulmutallab, un nigeriano di 23 anni, ha subito confessato di appartenere ad al Qaeda e di essersi procurato l'esplosivo nello Yemen.

Il fallito attentato è poi stato rivendicato proprio da al Qaeda e su un sito legato all’organizzazione terroristica è stato spiegato che si è trattato di una "risposta" agli attacchi subiti nello Yemen. L'organizzazione ha anche minacciato di uccidere tutti i diplomatici occidentali nella regione: "A morte tutti i crociati", riporta il sito.

Qualche giorno dopo la CNN diffonde la notizia secondo cui gli USA sarebbero pronti per un raid in Yemen e che l'intelligence americana, assieme ai militari yemeniti, starebbero cercando di individuare degli obiettivi per mettere in atto un'azione di rappresaglia contro chi ha organizzato l'attentato fallito di Detroit.

Qualcuno però pensa già al complotto ed in effetti nel fallito attentato qualcosa non quadra. Secondo quanto riportato dai media di tutto il mondo il terrorista islamico, un nigeriano di 23 anni, nascondeva dell'esplosivo nelle mutande, sotto i testicoli. Il giovane attentatore però ha deciso di compiere le operazioni necessarie all'innesco non nella toilette dell'aereo, come sarebbe stato logico, oltre che sicuro, visto dove trasportava l'esplosivo, ma comodamente seduto al suo posto, probabilmente convinto che nessuno dei passeggeri avrebbe notato un giovane uomo, mal vestito, che, sbottonati i pantaloni, armeggiava tra i testicoli.
Come nelle migliori fiction americane un passeggero, notato del fumo, si lanciava sul terrorista e lo immobilizzava, mentre l'equipaggio gettava sul pube del nigeriano dell'acqua per evitare la detonazione dell'ordigno ormai innescato. L'attentato veniva sventato, dunque, grazie al coraggio dei passeggeri. Il giovane nigeriano ammetteva subito di essere un terrorista e di essere stato addestrato per compiere l'attentato suicida da Al Queida nello Yemen. Pronta la risposta americana: è già pronto il raid punitivo verso il paese “canaglia”.

I media si dimenticavano, però, di aggiungere a questa toccante “favola” di Natale le dichiarazioni di tre passeggeri del miracolato volo, ovvero:
– quella dei coniugi Kurt e Lori Haskell, i quali hanno dichiarato che mentre attendevano di salire sul volo hanno assistito alla seguente scena: il futuro attentatore viene accompagnato all'imbarco da un uomo vestito in modo elegante (l'attentatore era mal vestito) che chiede al personale di far imbarcare il futuro attentatore seppur senza passaporto affermando: “E' del Sudan, noi lo facciamo sempre”. Noi chi? Non si sa, comunque l'attentatore viene imbarcato;
– quella della sig. Patricia Keepman, sul volo insieme alla figlia, la quale ha dichiarato che sull'aereo vi era un uomo che, con una telecamera, ha ripreso l'intero volo, compreso il tentativo del terrorista nigeriano di far esplodere l'ordigno, ripresa quest'ultima avvenuta con estrema calma.

Dunque in questo “presunto” miracolo di Natale abbiamo:
– un “presunto” terrorista che viene accompagnato all'imbarco da un misterioso uomo che gli permette di salire sull'aereo addirittura senza passaporto;
– un passeggero che, cosa assai inconsueta, decide con una telecamera di riprendere tutto il volo (chiunque abbia volato sa quanto possa essere interessante riprendere ogni minuto di un volo transoceanico, si può riprendere chi mangia, chi dorme, chi legge, chi va in bagno, insomma emozionante, proprio il filmino da far vedere agli amici al ritorno dalla vacanza).

L'improvvisato cameraman, però, in questo caso, ha una gran fortuna, infatti, non solo è seduto vicino all'attentatore ma questi, pur trasportando l'esplosivo nelle mutande, decide di compiere le operazioni di innesco dell'ordigno comodamente seduto al suo posto, cosi' permettendo delle ottime riprese;
– in ultimo l'eroico passeggero che si getta sul terrorista immobilizzandolo è, guarda il caso, un regista.

Tralasciando di puntare la nostra attenzione su queste straordinarie, e fortunate, coincidenze alcune domande sorgono spontanee: chi ha il potere di far imbarcare una persona senza passaporto? Visto che l'attentatore era “accompagnato” da una persona che aveva il potere di farlo imbarcare benchè sprovvisto di documenti e pertanto senza che, presumibilmente, fosse sottoposto ad altri controlli, magari più approfonditi, perchè l'esplosivo doveva essere nascosto proprio nelle mutande? Non poteva trasportarlo in una zona, diciamo, meno sensibile? Invece no, proprio nelle mutande, mutande che ci sono state anche mostrate in foto e che, forse per pregiudizio, apparivano pure un po' ingiallite! Che si tratti di un’operazione “false flag” per promuovere un’offensiva in Yemen?

Dopo l’attentato alle torri gemelle ecco dunque un nuovo caso, fortunatamente senza vittime, su cui forse nessuno farà mai chiarezza.  (Tratto da un articolo di Solange Manfredi)

Fonte: http://www.giornalisticamente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=268:attentato-volo-delta-ipotesi-di-complotto&catid=40:esteri&Itemid=58

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