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C’è una parte dell’intelligence dietro la pubblicazione di documenti ‘segreti’ di Wikileaks?

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F. William Engdahl è associato al Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione, e autore di molti libri tra cui: Agri-Business: I Semi della Distruzione

Dopo la pubblicazione di un video sensazionale, che mostra l’U. S. Army sparare su giornalisti inermi in Iraq, Wikileaks ha guadagnato notorietà e credibilità a livello internazionale quale sito web audace, che pubblica informazioni riservate fornite da informatori all'interno di vari governi. Il loro ultimo colpo coinvolge la cosiddetta fuga così di migliaia di pagine di documenti presunti confidenziali, relativi a informatori degli statunitensi tra i Taliban in Afghanistan, e la loro complicità con alti ufficiali collegati al servizio segreto pakistano, l'Inter-Services Intelligence (ISI). Le prove suggeriscono, tuttavia, lungi dall'essere genuina, la fuga ha costituito una disinformazione calcolata a vantaggio dell’intelligence degli Stati Uniti, e forse quello di Israele e dell'India, per mascherare il ruolo degli Stati Uniti e dell'Occidente nel traffico di droga dall'Afghanistan.
Dopo la pubblicazione della documentazione afgana, pochi giorni fa, la Casa Bianca ha dato credibilità alla fuga dicendo che ulteriori fughe costituirebbero una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Ma i dettagli di questi documenti non rivelano nulla di riservato. La persona cui è più visibile un riferimento, il generale (in pensione) Hamid Gul, ex capo dell'ISI, è colui che ha coordinato i guerriglieri mujahidin finanziati dalla CIA contro il regime sovietico in Afghanistan, negli anni ‘80. Nei recenti documenti di Wikileaks, Gul è accusato di incontrarsi regolarmente con i leader di al-Qaida e dei Taliban, e di orchestrare attacchi suicidi contro le forze della NATO in Afghanistan.
Dichiarato morto tre anni fa dalla candidata alla presidenza del Pakistan, Benazir Bhutto, alla BBC, Usama bin Ladin sarebbe ancora vivo, secondo i documenti resi noti. In un momento in cui la maggior parte cittadini statunitensi ha dimenticato il presunto motivo originale per l’invasione dell'Afghanistan da parte dell'amministrazione Bush, ossia la cattura del saudita Bin Ladin per il suo ruolo negli attentati dell'11 settembre, questa affermazione mantiene convenientemente il mito della guerra al terrorismo dell'amministrazione Obama.

Demonizzare il Pakistan?
La menzione di Gul, in questo momento, come chiave di collegamento con i "taliban" in Afghanistan, è parte di una generale tendenza a demonizzare l'attuale regime pakistano da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, che cercano di presentare questo quest’ultimo come un grave problema in Afghanistan. Questa demonizzazione favorisce molto la posizione dell’India, recente alleato militare degli Stati Uniti. Inoltre, il Pakistan è l'unico paese musulmano dotato di armi nucleari, cosa che l'IDF e il Mossad, l'esercito e il servizio di intelligence israeliano, vorrebbero cambiare profondamente, secondo certi rapporti. Una campagna diffamatoria, attraverso dei falsi su Wikileaks, contro Gul, un uomo schietto in politica, potrebbe rientrare in questa volontà geopolitica.
Il Financial Times di Londra, sottolinea come il nome di Gul appare in 10 pagine su circa 180 documenti cartacei riservati statunitensi, sostenendo che il servizio d’intelligence pakistano ha supportato i militanti afgani nelle loro battaglie contro le forze della NATO. Gul ha detto al giornale, che gli Stati Uniti hanno perso la guerra in Afghanistan e che la fuga dei documenti potrebbe aiutare l'amministrazione Obama a scaricarsi la colpa, suggerendo che il Pakistan ne sia il responsabile. "Io sono uno dei capri espiatori preferiti degli Stati Uniti. Non possono immaginare che gli afgani possano vincere, da soli, delle guerre. Sarebbe un’onta imperdonabile che un generale spietato di 74 anni, in pensione, manipoli i mujahidin, provocando la sconfitta degli Stati Uniti", Gul ha detto al quotidiano. Alla luce dei recenti documenti di Wikileaks, l'attenzione per l'uomo di 74 anni è divenuta notevole. Come ho scritto in un articolo pubblicato a giugno su questo sito: Washington e il futuro del Kirghizistan: assicurare un perno geostrategico. Chi trae vantaggio dalla rivoluzione in Kirghizistan?, Gul è stato esplicito sul ruolo delle forze armate statunitensi nel traffico di eroina afgana attraverso la base aerea, estremamente sicura, di Manas, in Kirghizistan.
Inoltre, in un'intervista all’UPI del 26 settembre 2001, due settimane dopo gli attentati dell'11 settembre, in risposta alla domanda "chi ha architettato l'11 Settembre nero?", Gul ha dichiarato: "Il Mossad e i suoi complici. Gli Stati Uniti spendono 40 miliardi di dollari all'anno per le loro 11 agenzie di intelligence. Ciò significa 400 miliardi in 10 anni. Eppure l'amministrazione Bush ha detto che è stata colta di sorpresa. Non posso crederlo. Dieci minuti dopo la seconda torre del World Trade Center è stato colpita, la CNN ha detto che Usama bin Ladin era il responsabile. E 'stato un colpo di disinformazione previsto da parte dei veri colpevoli […]” [1]. Gul non è, ovviamente, molto gradito a Washington. Sostiene che le sue richieste per i visti per il Regno Unito e Stati Uniti sono stati negati ripetutamente. Fare di Gul un nemico giurato, sarebbe un buon affare per alcuni a Washington.

Chi è Julian Assange?
Il fondatore e "caporedattore" di Wikileaks, Julian Assange, è un misterioso australiano di 39 anni, di cui sappiamo poco. È improvvisamente diventato un volto noto, offrendosi di negoziare le fughe di notizie con la Casa Bianca. A seguito delle ultime rivelazioni, Assange ha ammesso col Der Spiegel, uno dei tre media con i quali ha condiviso le recenti fughe di notizie, che i documenti che aveva portato alla luce "potrebbero cambiare non solo la nostra prospettiva della guerra in Afghanistan, ma anche quello di tutte le guerre moderne.”
Nel corso della stessa intervista, ha detto: "Amo schiacciare i bastardi." Eppure, se guardiamo da vicino la sua posizione, illuminante su uno dei temi più controversi degli ultimi decenni, vale a dire le forze nascoste dietro gli attacchi dell'11 settembre al Pentagono e al World Trade Center, ha curiosamente la stessa opinione dell'ordine costituito. Quando il Belfast Telegraph l’ha intervistato, il 19 luglio, ha detto: "Ogni volta che persone potenti fanno dei progetti segreti, fomentano una cospirazione. Così ci sono complotti ovunque. Ci sono anche teorie del complotto deliranti. È importante non confondere le due cose […] "Che ne è dell’11 settembre?: "Mi infastidisce che la gente sia costantemente distratta da cospirazioni false, come quelle che circondano l'11 settembre, quando abbiamo fornito la prova delle effettiva cospirazioni sulla guerra e le frodi finanziarie." E per quanto riguarda le conferenze del Bilderberg?: "Chi ne ha tratteggiato la ragnatela, è vagamente collusivo. Abbiamo pubblicato il loro verbali della riunione." [2]
Provenendo da una persona che ha costruito una solida reputazione di anti-elitario, una tale affermazione è più che degna di menzione. Come è stato testimoniato da migliaia di fisici, ingegneri, militari e piloti di linea, l'idea che arabi poco addestrati e armati di taglierini, possano dirottare quattro aerei di linea statunitensi ed eseguire degli attacchi praticamente impossibili, contro le Torri Gemelle e il Pentagono, nel giro di 93 minuti, senza una sola intercettazione aerea del NORAD, è di là della comprensione. E necessaria una inchiesta internazionale imparziale e vera, per scoprire chi, appunto, ha effettuato questo attacco da professionisti.
Come contrappeso alla negazione categorica di Assange su qualsiasi sinistra cospirazione sull’11 settembre, vale la pena ricordare la dichiarazione dell'ex senatore USA Bob Graham, presidente del comitato ristretto per l'Intelligence del Senato USA, durante l'inchiesta congiunta sull’11 settembre. In un'intervista con la BBC, ha detto: "Posso solo dire che ci sono molti segreti che circondano l’11 settembre, vale a dire, vi sono informazioni a cui il pubblico non ha accesso e che avrebbero fornito risposte credibili, concrete e specifiche. Il rifiuto di divulgare tali segreti ha eroso la fiducia degli statunitensi verso il loro governo, in quanto tali informazioni sono legati alla loro stessa sicurezza". Il giornalista della BBC: "Il senatore Graham ha rilevato ha scoperto che il camuffamento conduceva al cuore dell'amministrazione. Bob Graham: "Ho contattato la Casa Bianca e parlato con la Rice”, che gli disse: “’Guarda, ci hanno detto che avrebbero collaborato con noi su questa inchiesta’. Ha detto che avrebbe visto, ma non è successo nulla".
Certo, l'amministrazione Bush è stata in grado di utilizzare gli attentati dell'11 settembre per lanciare la sua guerra al terrorismo in Afghanistan, e poi in Iraq, un punto che il signor Assange omette convenientemente.
Da parte sua, il generale Gul ha affermato che l'intelligence degli Stati Uniti ha orchestrato la fuga di Wikileaks sull'Afghanistan, per trovare un capro espiatorio: lui stesso. Al momento giusto, come se questo fosse stato premeditato, il primo ministro conservatore britannico, David Cameron, mentre visitava l’India, ha rimproverato il Pakistan per il suo presunto ruolo di sostegno ai taliban in Afghanistan, per dare maggiore credibilità alla storia di Wikileaks. La vera storia di Wikileaks non è stata ancora rivelata.

[1]General Hamid Gul, Arnaud de Borchgrave, 2001, Intervista con Hamid Gul, ex capo dell'ISI, UPI, ristampato nel luglio 2010
[2]Julian Assange, Belfast Telegraph, 19 Luglio 2010.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

 

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