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CIO’ CHE GLI OSSERVATORI ONU NON OSSERVANO PIU’ di Maurizio Blondet

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La verità la dobbiamo a Ran HaCohen, ebreo israeliano, che è andato a leggersi i rapporti dell’Unifil, la disarmata «forza d’interposizione» ONU che ha sorvegliato la frontiera israelo-libanese fino a pochi giorni fa, quando precise bombe teleguidate di Giuda hanno ammazzato quattro osservatori.

La drammatica missione degli uomini dell'Unifil in Libano

Gli osservatori ONU hanno preso posizione sulla «linea blu» nel maggio del 2001.
Il 30 aprile 2001 il segretario generale dell’ONU pubblicava il seguente «Rapporto provvisorio», stilato sulla scorta dei rilievi dei suoi osservatori:
«Da quando è stata adottata la risoluzione [ossia dal ritiro israeliano] la situazione è rimasta essenzialmente immutata, benchè si siano verificati sviluppi nella disputa riguardante la fattoria Shab’a [un territorio rubato da Israele al Libano]. Come prima, ci sono state frequenti piccole violazioni della linea blu sul terreno. Inoltre, ci sono state violazioni quasi quotidiane della linea da parte di velivoli israeliani che sono penetrati in profondità nello spazio aereo libanese. Io sono in contatto con le parti in causa e altre parti interessate per chiedere il rispetto della linea blu».
Per il periodo 23 gennaio-20 luglio 2001, altro rapporto di Kofi Annan:
«Come riferito in aprile, apparecchi israeliani violano la linea quasi quotidianamente, penetrando in profondità nello spazio aereo libanese. Queste incursioni, specie quelle a bassa quota che rompono la barriera del suono sopra aree popolate, sono state particolarmente provocatorie ed hanno causato grave ansia tra la popolazione civile. Le violazioni aeree continuano, nonostante ripetute rimostranze presso le autorità israeliane».

Rapporto per il periodo 21 luglio 2001-16 gennaio 2002 (è un po’ripetitivo, scusateci):
«Le violazioni aeree israeliane della linea blu sono continuate su base quasi quotidiana, con penetrazione in profondità nello spazio aereo libanese. Queste incursioni non sono giustificate e causano grande preoccupazione alla popolazione civile, specie i voli a bassa quota che rompono la barriera del suono sopra gli abitati. Queste violazioni aeree proseguono, nonostante rimostranze alle autorità israeliane siano state presentate più volte da me, da altri alti funzionari delle Nazioni Unite e da alcuni governi interessati».
Rapporto sul periodo 17 gennaio-12 luglio 2002:
«Incursioni ingiustificate israeliane dal cielo nello spazio sovrano del Libano sono continuate quasi ogni giorno per la maggior parte del periodo, spesso generando il boom sonico. Nella seconda metà di aprile, è emersa una tendenza per cui gli aerei sorvolavano il mare e penetravano nello spazio aereo libanese a nord dell’area di operazioni Unifil, evitando così osservazioni e verifiche diretta da parte dell’Unifil. In gennaio Hezbollah ha cominciato a rispondere ai sorvoli con fuoco anti-aereo. Questa attività continua ancor oggi. In diverse occasioni i proiettili hanno superato la linea blu».
Il periodo dal 13 luglio 2002 al 14 gennaio 2003:
«Sporadiche violazioni israeliane dello spazio aereo libanese, con periodiche interruzioni di attività seguiti da improvvisi crescendo per diversi giorni. In due casi a novembre i sorvoli israeliani hanno superato per quantità ogni precedente registrazione dal ritiro di Israele dal Libano meridionale nel maggio 2000. Molte di queste violazioni sono penetrate in profondità nel Libano, spesso generando boom sonici sopra gli abitati. Il modus operandi segnalato nel mio precedente rapporto è continuato, con gli aerei che volano sul mare e penetrano nello spazio libanese a nord dell’area operativa Unifil, così evitando l’osservazione diretta».

Periodo dal 24 luglio 2003 al 19 gennaio 2004:
«Sono continuate le ricorrenti incursioni aeree israeliane nel Libano. Il numero si è ridotto a tratti, ma periodi di attività scarsa o nulla sono stati invariabilmente seguiti da una intensificazione dei voli. […] Hezbollah ha continuato a reagire». Evidentemente, i malvagi terroristi sciiti cominciano a desiderare che Israele sparisca dalle carte geografiche.
Infatti, ecco il rapporto sul periodo 21 gennaio-21 luglio 2004:
«Un ciclo di scambi di tiri attraverso la linea blu è cominciato il 5 maggio. Israele ha compiuto oltre venti missioni aeree sul Libano, molte delle quali hanno prodotto boom sonico. Hezbollah perciò ha risposto con varie raffiche di anti-aerea». «Le incursioni israeliane sono state nel complesso meno frequenti che in passato, ma notevoli per l’intensità e il gran numero di apparecchi impiegati. Gli ufficiali israeliani sostengono che sorvoleranno ogni volta che Israele lo riterrà necessario. Come in passato, gli aerei israeliani sono penetrati in profondità […] boom sonici su aree popolate […] voli dal mare […] evitando l’osservazione diretta […].»
Lasciamo perdere altri rapporti.
Che sono troppo identici.
Arriviamo a quello meno ripetitivo, del periodo gennaio-luglio 2005:
«La violazione della linea blu è continuata negli ultimi sei mesi, per lo più sotto forma di violazioni ricorrenti dello spazio aereo libanese da parte di caccia, elicotteri e droni israeliani […] boom sonici […] in profondità […] ogni volta ritenuto necessario […]. Anche violazioni della linea sul terreno da parte libanese, soprattutto da pastori libanesi».

I terrificanti pastori sciiti all’attacco con le loro capre: evidente provocazione, allo scopo di negare il diritto all’esistenza di Israele.
Rapporto 22 luglio 2005-20 gennaio 2006:
«La forza aerea israeliana ha violato lo spazio aereo libanese in varie occasioni nel periodo […] a novembre i sorvoli con caccia, elicotteri e veicoli senza pilota o droni sono stati numerosi e particolarmente intrusivi e provocatori […] nessun caso di fuoco anti-aereo Hezbollah che abbia attraversato la linea blu».
Ultimo rapporto, periodo dal 21 gennaio al 18 luglio 2006:
«Incursioni aeree israeliane persistenti e provocatorie […] grave preoccupazione […] una riduzione nel numero delle incursioni ad aprile ha portato a un’atmosfera di relativa calma, ma la tendenza si è rovesciata in maggio».
Si preparava il peggio.
Insomma, dice HaCohen, da questi rapporti risulta una cosa chiara: da quando Israele si è ritirato dal Libano sei anni fa, non ha concesso ai libanesi un solo giorno di tranquillità.
Il primo ministro Seniora ha parlato di 17 mila violazioni dei confini da parte israeliana.
E' così che Israele rispetta le risoluzioni ONU, e i confini dei Paesi vicini.
In perfetta buona fede rabbinica e lealtà giudaica, è così che riconosce il diritto all’esistenza e alla sovranità degli altri.
Quello che viene qui descritto è un metodo.
Anche da quando ha abbandonato «unilateralmente» la striscia di Gaza, sorvoli a bassa quota e boom sonici quotidiani, anzi ogni notte, per spaventare i bambini e non lasciar dormire i padri: chè i palestinesi non si credessero di essere tornati liberi nel loro lager a cielo aperto.

Non c’è nessuna giustificazione militare per questi sorvoli; qualunque informazione sulle postazioni Hezbollah può essere fornita dai satelliti di cui Israele dispone, e per Gaza non è il caso di parlare di postazioni.
Il solo scopo di queste incursioni è il terrorismo contro la popolazione, invelenito dalla schadenfreude.
Naturalmente, i media occidentali non hanno mai riportato nulla dei numerosi rapporti ONU.
Sicchè quando è accaduto il peggio, hanno potuto parlare di sconfinamento e aggressione Hezbollah sul sacro suolo di Israele.
Ran HaCohen dedica il suo articolo di denuncia ai quattro osservatori ONU uccisi dalle bombe israeliane: un cinese, un finlandese, un australiano e un canadese.
Così è chiaro che la feroce arroganza giudaica non ha solo violato la dignità di arabi, ma quella del mondo intero.
Evidentemente, Giuda ha lasciato là gli osservatori disarmati finchè gli è parso bene; venuto il momento dell’aggressione, li ha sloggiati con le bombe.
Perché non osservassero più i massacri, le bombe al fosforo e a grappolo, e quelle armi che lasciano schegge invisibili ai raggi X e conducono ad amputazioni necessarie.

(da Ran HaCohen, «Respecting Lenanon’s sovereignty», Antiwar.com, 31 luglio 2006).

(Tratto da www.effedieffe.com)

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