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COME IMPARAI AD AMARE L’EFFETTO SERRA di Paolo Cortesi

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delle temperature troppo oltre la
media stagionale, con il grottesco carosello delle previsioni
meteorologiche regolarmente sbagliate, dei disastri nelle coltivazioni
agricole, dei nonnini schiantati dall’afa, insomma: ho paura di questo
cielo allucinato, mostruosamente luminoso, continuamente folgorante,
senza nubi, senza gradazione di colore e di luce ma perennemente
abbacinante.


E, purtroppo, non sono l’unico a vivere con angoscia questo momento;
conosco altre persone che si domandano "ma è tutto normale? ma fino a
quando durerà?"


Molti scienziati sono del parere che questa mostruosa estate sia una
delle conseguenze del riscaldamento globale, di quel fenomeno – cioè
– di aumento della temperatura planetaria dovuto alla massiccia e
inarrestabile immissione di gas (primo dei quali l’anidride carbonica)
nell’atmosfera.


Si tratterebbe, insomma, dell’ultima e della più devastante
conseguenza dell’inquinamento, che è il principale prodotto
dell’industrializzazione e del capitalismo.

Se
così è (e migliaia di scienziati indipendenti autorevoli lo
ritengono), l’effetto serra non sarebbe una variabile impazzita di
madre natura, ma una scellerata azione criminale ben identificabile e
quindi potrebbe/dovrebbe essere fermata.


Oggi vagavo tra siti Internet in cerca di una parola di conforto, di
speranza: cercavo soprattutto una associazione, o un qualsiasi gruppo
organizzato, che avesse qualche idea operativa su come fermare lo
scempio della nostra cara, preziosa, unica, vitale atmosfera.

Ma (bizzarria della rete!) ho trovato di più e meglio!! Ho trovato
l’antidoto ad ogni mia preoccupazione! Ho scoperto che i miei timori
sono infondati, che l’effetto serra non c’è e se anche ci fosse
sarebbe benefico. Ho scoperto che arrestare o solo limitare
l’avvelenamento dell’atmosfera butterebbe sul lastrico milioni di
famiglie ora prospere e felici. Ho scoperto che le responsabilità umane
nel processo del riscaldamento globale sono meno che minime e che, alla
fine, la terra non è affatto più calda di quanto dovrebbe essere. In
una parola: va tutto bene così e
non si deve cambiare nulla!!


Qual è questa mirabile fonte di informazioni, mi chiedete?? Udite
udite! È il magico sito capitalism
magazine
, ed il solo nome è tutto un programma, anzi una promessa.

In questa rivista c’è un nutrito archivio di articoli sul global
warming.
Ve ne do un rapido sunto.

Le teste pensanti della rivista seguono questo aureo sillogismo:

a)
gli scienziati non hanno accettato all’unanimità che
l’effetto serra abbia origini umane

b)
il capitalismo non tollera limiti di nessun tipo (morale,
economico, ambientale, ecc.)

c)
perché bloccare il capitalismo per un problema su cui gli
scienziati non sono tutti d’accordo?

Geniale,
vero?
Il giochetto poi ha validità illimitata, perché non
ci potrà mai essere unanimità fra gli scienziati, poiché ci sarà
sempre qualche scienziato che avrà interesse a negare l’effetto
serra.

Offrite denaro (molto), cattedra e privilegi ad uno scienziato, e
questo vi scriverà una dettagliata relazione in cui dimostra
che la terra è piatta e immobile al centro dell’universo.

Ma
torniamo alle sapide pagine della bibbia del capitalismo made in Usa;
che vi leggiamo?

Joseph Bast, un tale che è presidente e direttore del The
Heartland Institute
(sic!), scrive che il riscaldamento globale
potrebbe essere benefico per la civiltà umana; l’articoletto in cui
elargisce questa sublime verità è, en
passant
, una raffica di mitragliatrice contro Al Gore, il candidato
anti-Bush alle presidenziali Usa che mise l’impegno ambientalista nel
suo programma politico.

Sallie Baliunas e Willie Soon ci esortano a non impicciarci di cose così
importanti, ma di lasciar fare agli esperti e seguirne docilmente le
indicazioni.

Già, bella roba! Come se gli esperti fossero divinità super partes…..Invece
sono proprio gli esperti i responsabili di alcune fra le più
atroci tragedie dell’età tecnocratica, dal talidomide alle
centrali atomiche!

E
poi di quali esperti parlano i due estensori, visto che ci sono migliaia
di esperti che ritengono l’effetto serra una drammatica conseguenza
dell’immissione di gas prodotti dalla combustione di combustibili
fossili.
Allora, perché dovremmo dar retta solo ad alcuni esperti e
non altri?

Steven Brockerman (che non è uno scienziato, ma sulla scienza ha idee
titaniche) si scaglia contro il mito del riscaldamento globale, che
definisce una Big Lie, una Grande Bugia.

Il riscaldamento non c’è – strilla Brockerman -, se c’è è poco
pochino, e comunque ci sono già stati nella storia della terra epoche
di relativo riscaldamento. Ragionamento un po’ confuso, perché prima
nega poi ammette una stessa realtà…..

Ma forse i capitalisti, ed i loro araldi, hanno processi mentali molto
più raffinati di noi, miserabili proletari.

E termino questa squallida rassegna con il signor Fred Singer (fondatore
e presidente del Science &
Environmental Policy Project
) che ci ammannisce un decalogo sulle Dieci
cose che ciascuno dovrebbe sapere sul riscaldamento globale.

Cosa sono queste dieci cose? Oh, bazzecole!! Il riscaldamento
è una idea fissa di pochi esaltati, la terra gode ottima
salute e il capitalismo è la ciliegina sulla torta
dell’universo.
Vi cito, tradotto,
integralmente solo un passaggio, una vera perla, uno dei dieci
comandamenti che il nuovo Mosè ci offre dall’alto non del Monte
Sinai, ma di un monte di dollari.

"Cosa
possiamo fare per il riscaldamento del clima? Possiamo fare ben poco per
il clima in sé, ma possiamo tentare di fermare l’aumento
dell’anidride atmosferica. Sebbene questo obiettivo sia scoraggiante,
esso esige che tagliamo le emissioni in tutto il mondo dal 60 all’80
per cento. In effetti, questo significa tagliare il consumo di energia
per quantità incomparabili, inclusi tutti i trasporti, il
riscaldamento, il condizionamento d’aria e l’uso di elettricità. Ciò
avrebbe un enorme impatto negativo nel benessere della gente,
particolarmente per i paesi
poveri e in via di sviluppo."

Sentito?? C’è da ridere o da piangere?

Nei paesi poveri e in via di sviluppo quante auto circolano, quante
industrie lavorano, quanti hanno il condizionatore d’aria ed il
riscaldamento?

E, in ogni modo, il ragionamento di Singer non è un ragionamento, ma un
delirio; infatti: se il riscaldamento è una reale, tragica minaccia
planetaria, che importanza può avere l’auto, il condizionatore o il
videoregistratore?

Certo: è molto duro dover rinunciare a queste belle comodità, ma se il
loro uso porta alla morte del pianeta, ha senso continuare a farlo? Non
è più saggio, più morale limitare, ridurre il consumo? Non sarebbe
ormai necessario e urgente rivolgersi a nuove fonti di energia, prima
delle quali l’idrogeno? Perché restare schiavi del petrolio, cioè
schiavi delle lobbies che lo vendono?

Le mie comodità devono essere pagate dai miei nipoti, ai quali lascerò
un pianeta devastato e inospitale? Ha senso ammazzare la terra pur di
non mettere in dubbio un modello socio-economico (il capitalismo) che fa
acqua da tutte le parti e ha ampiamente dimostrato, come il comunismo,
il male originario di cui è portatore?

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