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Economia di mercato senza capitalismo di Werner Onken – Traduzione a cura della Dott.ssa Cristina M

Data di pubblicazione:

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consorziato alla riforma agraria Eden-Oranienburg)
pubblicò a Buenos
Aires il suo primo opuscolo "La riforma del sistema monetario come
ponte
verso lo stato sociale".

Esso fu la base di un opera
piu’ ampia
sull’indagine delle cause della questione sociale e sulle strade per
risolverla.
Le esperienze pratiche, che Gesell aveva raccolto
durante una crisi
economica
nell’Argentina di allora, lo condussero ad una visione che
contraddiceva il
marxismo: lo sfruttamento del lavoro umano avrebbe le sue radici non
nella
proprietà privata dei mezzi di produzione, bensì in
errori strutturali del
sistema monetario. Come già l’antico filosofo Aristotele, egli
riconobbe il
doppio ruolo contraddittorio del denaro, come mezzo di scambio al
servizio del
mercato e come strumento di potere che contemporaneamente domina il
mercato.

Per Gesell la
questione principale è la
seguente: come si può superare la caratteristica del denaro come
strumento di
potere che pratica l’usura, senza al contempo eliminarlo come neutro
mezzo di
scambio? Egli riconduceva a due cause il potere del denaro sul mercato:
anzitutto il denaro tradizionale come mezzo di domanda è,
diversamente dalla
forza lavoro umana o dai beni e servizi, tesaurizzabile da parte
dell’offerta
dell’economia – senza danni rilevanti per il proprietario può
essere
temporaneamente tolto dal mercato per ragioni speculative. In secondo
luogo il denaro
ha il vantaggio di essere molto piu’ mobile delle merci e delle
prestazioni di
servizi; come il jolly
nel gioco delle carte lo si può
utilizzare in ogni luogo
e in ogni momento. Entrambe queste caratteristiche danno al denaro
-soprattutto
ai possessori di grandi cifre- un particolare privilegio: essi possono
interrompere il circolo di acquisti e vendite, risparmi e investimenti,
oppure
esigere da produttori e consumatori un interesse come particolare
premio per il
fatto che rinunciano all’immobilizzazione speculativa del
denaro in banche o in investimenti finanziari improvvisi e continuano a
immettere
denaro nel circolo economico reale.

Il potere
strutturale del denaro non
risiede solamente sulla sua effettiva tesaurizzazione, perché
basta già la
possibilità di interruzione della circolazione per legare il
metabolismo
economico nell’organismo sociale alla condizione che il denaro in primo
luogo
venga remunerato con un interesse. La redditività riceve la
precedenza sulla
economicità, la produzione viene orientata piu’ verso gli
interessi del denaro
che le esienze delle persone. Tassi d’interesse stabilmente positivi
disturbano
l’alternanza di guadagni e perdite necessaria ad una autoregolazione
decentralizzata del mercato. Secondo Gesell essi conducono
ad una
malattia dell’organismo
sociale con una sintomatica molto complessa: il denaro legato ad
interessi e
perciò non neutro provoca una ripartizione del reddito ingiusta
e non collegata
alla capacità produttiva, che a sua volta conduce ad una
concentrazione di
capitale monetario e reale, e con ciò ad una monopolizzazione
dell’economia.
Dato che i possessori di denaro sono padroni della mobilità o
immobilità del
denaro, il denaro non può circolare ‘da solo’ attraverso
l’organismo sociale,
così come il sangue nel corpo umano. Perciò un controllo
sociale della
circolazione del denaro e una giusta dosatura del denaro non sono
possibili; le
variazioni deflazionistiche e inflazionistiche del livello generale dei
prezzi
sono inevitabili. E se grandi somme di denaro vengono immobilizzate nel
saliscendi delle congiunture a causa di un temporaneo livello di
interesse in
discesa finchè non migliora il panorama degli investimenti
redditizi, ne
conseguono ristagno delle vendite e disoccupazione.

…a servitore neutro del mercato

Come strada per
togliere il potere al
denaro, Gesell non
pensò ad un ritorno al divieto canonico di
interesse della
scolastica medievale o addirittura all’eliminazione dei cosiddetti
‘usurai
ebrei’. Piuttosto immaginò un cambiamento istituzionale della
moneta, in modo
che tenere in cassa il denaro sia collegato a dei costi, che
neutralizzerebbero
i vantaggi della tesaurizzazione e liquidità. Non appena viene
applicata al
denaro una tassa per tenerlo in cassa -paragonabile al plateatico per
vagoni
merci nel sistema dei trasporti-, perde il suo potere sul mercato per
riempire
allora solo la sua funzione servente come mezzo di scambio. Non appena
la sua circolazione
non viene piu’ disturbata da manovre speculative, diventa possibile
adeguare la
quantità del denaro in circolazione continuamente al volume dei
beni, così che
il potere d’acquisto della valuta diventa nel tempo stabile,
esattamente
come la sua quantità e il suo peso.

Nei suoi primi
scritti Gesell
parlò
espressamente di "banconote che si arrugginiscono" come mezzo per una
"organica riforma del denaro". Attraverso di essa il denaro, che fino
ad allora era un "corpo morto estraneo" sia nell’organismo sociale
che nell’intera natura, verrebbe integrato nell’eterno morire e
divenire di
ogni vita; diventerebbe ugualmente deperibile e perderebbe la sua
caratteristica di moltiplicarsi all’infinito attraverso l’interesse e
l’interesse
dell’interesse. Una tale riforma del denaro sarebbe una completa
terapia di
regolazione, che scioglie i blocchi nel flusso del denaro e da
all’organismo sociale malato un aiuto per
una progressiva autoguarigione dai diversi sintomi di crisi
congiunturale e
strutturale, così che egli possa stabilizzarsi nel suo
equilibrio e inserirsi nell’armonico
ordine generale.

Nella sua opera
principale pubblicata nel
1916 a Berlino e Berna "L’ordine economico naturale attraverso un paese
libero e un denaro libero", Gesell spiegò
esaurientemente come
in una
circolazione del denaro libera da disturbi l’offerta e la domanda di
capitale
si equilibrano, così che il livello degli interessi può
scendere sotto la sua
attuale soglia minima di un reale tre percento.
L’"interesse premevo", il tributo del lavoratore al potere del denaro,
sparisce dall’interesse, che ora consiste solo nel premio di rischio e
nella
tassa per l’intermediazione bancaria. Le variazioni dei tassi
d’interesse del
mercato attorno a questo nuovo interesse in equilibrio procurano una
direzione decentralizzata
dei risparmi in investimenti adeguati al fabbisogno. Si annullano
però a
vicenda. Il "denaro libero", in quanto moneta liberata
dall’"interesse primevo", diventa neutro nella distribuzione e non
può nemmeno piu’ esercitare un influenza che va contro gli
interessi dei
richiedenti ed offerenti nel modo e nell’estensione della produzione.
Il pieno
profitto del lavoro metterebbe, secondo le aspettative di Gesell, vasti
strati
di popolazione in condizione di cessare rapporti occupazionali come
lavoratori dipendenti
e di rendersi autonomi in forme di impresa privata e cooperativistica.

Il terreno: fondamento di vita fiduciario
invece che merce commerciale e oggetto di speculazione

Attorno alla fine
del diciannovesimo e
l’inizio del ventesimo secolo Gesell ampliò
il suo concetto di
riforma del
denaro con l’esigenza di una riforma del diritto fondiario. Lo stimolo
in
questa direzione lo ricevette dalla lettura delle opere del riformatore
agrario
nordamericano Henry Gorge (1839-1897), il cui pensiero venne diffuso in
Germania da Michael Fluerscheim (1844-1912) e da Adolf Damaschke
(1865-1935).

Al contrario
dell’aspirazione di
Damaschke
di tassare, continuando ad esistere la proprietà
terriera, unicamente
l’incremento di valore a favore della collettività, Gesell
seguì la proposta di
Fluerscheim di trasferire il terreno nelle mani dello stato contro un
indennizzo dei proprietari fino ad allora privati e di darlo in affitto
per un
utilizzo privato al maggior offerente. Finchè il terreno sarebbe
rimasto una
merce privata e un oggetto di speculazione, verrebbe disturbato il
collegamento
organico degli uomini con la terra. Diversamente dalle ideologie
nazionalistiche,
non si trattava per Gesell
di un collegamento di sangue e territorio.

In quanto
cittadino del mondo, egli
considerava l’intera terra come un organo di ogni singolo uomo. Ogni
essere
umano dovrebbe potersi spostare liberamente sulla terra e risiedere
dappertutto
indipendentemente dalla sua origine, dal suo colore di pelle e dalla
sua
religione. Similmente come le superfici di terreno, anche le ricchezze
del sottosuolo
dovrebbero diventare proprietà comunitaria. Una istituzione
internazionale
preposta alla loro gestione dovrebbe amministrare le ricchezze del
sottosuolo
come proprietà dell’umanità ed esercitare dei diritti
dietro pagamento per il
loro utilizzo.

Equiparazione economica di donne e uomini

Inizialmente Gesell, come
altri
riformatori terrieri, pensava che lo stato attraverso gli introiti
provenienti
dall’affitto del terreno sarebbe stato messo nella condizione di
finanziare i
propri incarichi, senza per questo aumentare ancora altre tasse (Single
– Tax).
E però la domanda a chi spettino veramente gli introiti degli
affitti secondo
un principio di causalità, lo condusse alla riflessione che
l’ammontare degli
introiti dipenda dalla densità della popolazione, in ultima
analisi dunque
dalla disponibilità delle donne a mettere al mondo ed allevare
bambini. Perciò Gesell
voleva
pagare in mensilità alle madri gli introiti degli
affitti, come compenso
per le prestazioni di educazione proporzionalmente al numero di figli
minorenni
– anche a madri di figli illegittimi e alle straniere che vivano in
Germania.
Tutte le madri dovrebbero essere liberate dalla dipendenza economica
dai padri lavoratori.
Il rapporto tra i sessi dovrebbe fondarsi in questo modo sulla base di
un amore
libero da influenze di potere. In una conferenza "L’ascesa
dell’Occidente", Gesell
dava
voce alla sua speranza che l’umanità resa malata
fisicamente,
spiritualmente e intellettualmente dal capitalismo potesse
progressivamente
risanare in un ordine di concorrenza naturale, libero da privilegi e
monopoli,
e potesse ascendere ad una nuova fioritura culturale.

Altri precursori di un’economia di
mercato senza capitalismo

La teoria "Paese
libero – denaro
libero" era una reazione sia al principio del "Laissez faire"
del liberalismo classico, che anche alle idee di economia pianificata
del
Marxismo. Essa non è una terza via tra capitalismo e comunismo
nel senso della
futura teoria della "convergenza" o della così chiamata "mixed
economies",
cioè di un’economia di mercato capitalistica totalmente
direzionata dallo
stato, bensì un’alternativa al di là dei sistemi
economici fino ad allora
attuati. Dal punto di vista dell’ordine politico si caratterizza come
un’"economia di mercato senza capitalismo". Con ciò Gesell ha
ampliato le riflessioni del riformatore sociale francese Pierre Joseph
Proudhon

(1809 – 1865), che già alla metà del diciannovesimo
secolo aveva reso
responsabili l’acquisizione privata dei terreni e il potere del denaro
collegato ad interessi, del fatto che dopo la fine dell’assolutismo
feudale non
fosse nata nessuna società libera da padroni. La rendita
fondiaria privata
Proudhon
l’aveva condannata come una rapina e l’interesse del denaro
come
un’usura tumorale. Questi modi di introito da sfruttamento condussero
alla nascita
della grossa borghesia come nuova classe dominante, che potè
rendere sia lo
stato che la chiesa strumenti del proprio dominio sulla piccola
borghesia e sui lavoratori. Il modello economico
alternativo di Gesell
è imparentato anche con il socialismo
libertario,
ugualmente ispirato a Proudhon,
del filosofo della cultura Gustav
Landauer

(1870 – 1919), che a sua volta influenzò fortemente Martin Buber
(1878 – 1965).
Parallelismi intellettuali si possono fare anche con il socialismo
liberale del
medico e sociologo Franz
Oppenheimer
(1861 – 1943) e con la triplice
suddivisione sociale del fondatore dell’antroposofia, Rudolf Steiner
(1861 –
1925).

Prime organizzazioni in Germania e
Svizzera durante la prima Guerra Mondiale

Il primo
collaboratore di Gesell
, Georg
Blumenthal (1879 – 1929) collegò la riforma del diritto
fondiario e del denaro
all’idea di un "ordine naturale" della società, con la quale Francois
Quesnay
(1694 – 1774) e altri fisiocrati al tempo dell’illuminismo
francese si erano
opposti all’assolutismo feudale. Nel 1909 fondò l’Associazione
Fisiocratica
come prima organizzazione di seguaci di Gesell, che
provenivano a
Berlino ed
Amburgo dalle fila dei riformatori sociali, degli anarchici individuali
e dai
sindacalisti. Quando la rivista "Il Fisiocrate" durante la prima
Guerra Mondiale cadde vittima della censura, Gesell si
trasferì
in Svizzera,
dove trovò seguaci nella cerchia dei riformatori agrari locali,
dei pedagoghi riformisti
e dei riformatori di vita. Essi si unirono nella "Lega svizzera Paese
libero – Denaro libero". In due conferenze "Oro e pace?" e
"Paese libero, la ferrea richiesta della pace" Gesell mise in
evidenza il significato delle sue proposte di riforma come strada per
la
giustizia sociale e la pace tra i popoli.

Tra le due Guerre Mondiali

Dopo la fine
della Prima Guerra Mondiale
e della tedesca Rivoluzione di Novembre, il collegamento di Gesell con Landauer
condusse ad una sua breve collaborazione come delegato popolare per le
finanze nel
primo governo consigliare bavarese. Dopo la caduta del quale, venne
inizialmente accusato di alto tradimento, ma poi di nuovo assolto. In
seguito
si trasferì nelle vicinanze di Berlino, dove osservò lo
sviluppo della
repubblica di Weimar e la commentò in numerosi opuscoli ed
articoli. Con
un’imposta scaglionata sul patrimonio fino al 75%, Gesell voleva
coinvolgere nell’ammortizzazione delle conseguenze della
guerra
il latifondo e il grande capitale e contemporaneamente avviare con la
sua
riforma fondiaria e del denaro una formazione di capitale interno, che
dovrebbe
mettere la Germania nella condizione di soddisfare le richieste di
riparazione delle
potenze vincitrici. Infaticabilmente Gesell
protestò contro il
fatto che i
governi che si succedevano rapidamente invece di far ciò
derubassero gli strati
medi e bassi della popolazione attraverso una grande inflazione ancor
piu’ a
favore dei benestanti, che rimandassero il pagamento delle riparazioni,
che
rendessero la Germania dipendente dall’afflusso di capitale straniero e
che sostituissero
lo stabile Rentenmark con la valuta aurea pregna di crisi.

Ben presto Gesell
prese le distanze dalle
ideologie razziste e antisemite. Sebbene fosse fortemente influenzato
dall’insegnamento evoluzionistico di Darwin, si opponeva
al pensiero
socialdarwinistico. Andando contro ad un Nazionalismo eccessivo, si
impegnò a
favore di una intesa con i vicini occidentali ed orientali della
Germania. La
politica espansionistica degli stati nazionali dovrebbe essere
sostituita da
una federazione europea di stati libera dal potere. Oltre a ciò Gesell
sviluppò
anche degli accenni per un ordine di valuta mondiale postcapitalistico.
Egli si
ingaggiò per un mercato mondiale aperto senza monopolio
capitalistico, senza confini
di dogana, senza protezionismo commerciale nazionale e senza conquiste
coloniali. A differenza delle future istiuzioni IWF e Banca Mondiale,
che all’interno
delle vigenti strutture di ingiustizia rappresentano gli interessi dei
potenti,
e verso l’integrazione europea delle valute, Gesell volle
istituire
l’"Associazione della Valuta Internazionale", che offre una moneta
mondiale che sta al di sopra di tutte le valute nazionali, gestita in
modo che
si arrivi ad un equilibrio dei liberi rapporti commerciali mondiali.

La grande
inflazione del primo dopoguerra
favorì un rapido aumento nel numero dei seguaci di Gesell fino a
raggiungere
presumibilmente le 15000 persone. Essi si divisero però nel 1924
nella Lega
della Libera Economia, liberale e moderata, e nella Lega della
Lotta Fisiocratica, radicale e anarchico-individualista.
A questa divisione contribuì una dura controversia che si era
accesa sulle idee
futuribili di Gesell
riguardo ad una "soppressione dello stato".
Lotte di fazione interne indebolirono la cerchia dei seguaci.
Poiché non le
riuscì di diventare un movimento di massa, intraprese durante
tutta l’epoca di
Weimar diversi tentativi di avvicinamento alla socialdemocrazia e al
movimento
sindacale, così come ai movimenti di pace, giovanili e femminili
di allora.
Durante la grande crisi economica mondiale, la Lega della Libera
Economia
indirizzò scritti ufficiali a tutti i partiti rappresentati nel
Parlamento tedesco,
nei quali metteva in guardia dalle conseguenze catastrofiche della
politica deflazionistica
del tempo e diffondeva proposte per il superamento della crisi. Questi
scritti
ufficiali rimasero non ebbero risonanza. Quando degli esperimenti
pratici della
Lega di Lotta Fisiocratica con il libero denaro suscitarono il pubblico
scalpore, vennero proibiti nel 1931 dal ministero delle finanze tedesco
in
seguito all’ordinanza di emergenza di Bruening. Nelle elezioni
parlamentari del
1932, il partito dell’Economia Libera non ebbe successo. Dopo la presa
del
potere da parte del Nazionalsocialismo, una parte dei seguaci di Gesell
assunse
un ruolo oppositore e dovette subire perciò delle persecuzioni.
Un’altra parte
spostò alla fine la propria visuale verso il vero carattere
dell’ideologia nazionalsocialista
e si affidò all’illusoria speranza che Hitler e Gottfried
Feder

potessero
tendere forse seriamente ad una "cessazione della servitu’
dell’interesse".
Ne conseguì il tentativo di cambiare dal punto di vista della
politica
economica la NSDAP dall’interno attraverso un’influenza su alti
funzionari.
Nonostante i preoccupanti adattamenti tattici al regime, le
organizzazioni
della Libera Economia e i loro strumenti mediatici vennero proibiti
nella
primavera del 1934, oppure si sciolsero spontaneamente. Alla loro
iniziale
sottovalutazione del regime totalitario potrebbero aver contribuito non
solo i
dolorosi rifiuti avuti dai partiti di Weimar, ma soprattutto
anche la non chiarezza a
riguardo di un percorso adatto alla realizzazione della riforma agraria
e
monetaria. In Austria (fino al 1938) e in Svizzera continuarono ad
esistere
delle Leghe della Libera Economia. Dell’opera principale di Gesell
furono
pubblicate anche traduzioni inglesi, francesi e spagnole. Opuscoli
divulgativi
apparvero inoltre in lingua olandese, portoghese, ceca, rumena e
serbocroata,
così come in esperanto. Similmente ci furono gruppi minori in
Inghilterra,
Francia, Olanda, Belgio, in Cecoslovacchia, Rumenia e Jugoslavia. In America del Nord e del Sud, in Australia e
Nuova Zelanda tali fondazioni arrivarono da emigranti tedeschi.

Dopo il 1945: nuovo inizio, caduta in
oblio e rinascita dalla fine degli anni 1970

In tutte le zone di
occupazione della
Germania di allora si giunse alla nuova fondazione di organizzazioni di
libera
economia. Nella zona di occupazione sovietica vennero sciolte nel 1948;
i potenti
locali considerarono Gesell
o come un "apologeta della borghesia del
monopolio", oppure, come l’oppositore di Marx Proudhon, come un
"socialista
piccolo borghese", i cui obiettivi erano inconciliabili con
il"socialismo scientifico". Nella Germania Occidentale, la maggior
parte dei seguaci di Gesell ancora rimasti, si decise per un proprio
impegno
politico e partitico, in seguito alle sue esperienze con i partiti di
Weimer.
Essa formò un Partito della Libertà Radicalsociale, che
nel 1949 durante le
elezioni per la Camera tedesca ricevette appena l’1% dei voti. In
seguito
cambiò il nome in Unione della Libertà Sociale e ottenne
in ulteriori elezioni
ancora solo risultati di voto minimi. Come luogo di convegni
continuò ad
esistere però una "Casa Silvio Gesell" a Wuppertal e a Neviges.

Il miracolo economico della
Germania
Occidentale arrestò durante gli anni ’50 e ’60 l’interesse
pubblico per le
alternative al sistema politico economico, sebbene autorevoli
economisti
nazionali come Irving
Fisher
e John
Maynard Keynes
avessero
riconosciuto il
significato di Silvio
Gesell
. Solo dalla fine degli anni ’70 la
disoccupazione
di massa, la distruzione dell’ambiente e la crisi debitoria
internazionale
condussero ad una rinascita dell’interesse al quasi dimenticato modello
di Gesell di
un’economia alternativa. In questo modo fu anche possibile un
ricambio generazionale all’interno della cerchia dei sostenitori.

Nell’Archivio
economico svizzero a
Basilea c’è una biblioteca della Libera Economia svizzera. In
Germania la
Fondazione per la riforma dell’ordine fondiario e monetario è
iniziata nel 1988
con la creazione di una biblioteca della libera economia. Come base per
una ricerca
scientifica sulle teorie di Silvio Gesell ha
pubblicato dal 1988 al
1997
un’opera omnia in 18 volumi delle sue opere. Inoltre dispone di una
collana di
quaderni dal titolo " Studi sull’ordine economico naturale", che
cominciò con un panorama sui cento anni di storia del movimento
per l’ordine
economico naturale e con un scelta delle opere dell’allievo piu’
significativo
di Gesell, Karl
Walker. La fondazione promuove anche la pubblicazione
di altre
opere sulla questione del diritto fondiario e dell’ordine monetario, e
pubblica
assieme alla Società di Scienze sociali una "Rivista di economia
sociale". Inoltre ha istituito dal 1988 al 1995 un "Premio Karl
Walker" per lavori scientifici sulla possibilità dei mercati
finanziari di
rendersi autonomi nei confronti dell’economia reale, così come
sulle strade per
superare la disoccupazione. Il seminario sull’ordine libertario
pubblica la
collana di scritti "Domande sulla libertà". Inoltre c’è
una
iniziativa per l’ordine economico naturale, che provvede insieme ad
organizzazioni
amiche in Svizzera ed Austria ad una divulgazione del pensiero di Gesell. Una
"Unione cristiana per un giusto ordine economico" collega il concetto
base della riforma fondiaria e monetaria alla critica
ebraico-cristiana-mussulmana
alla speculazione fondiaria e alla richiesta di interessi. Margrit
Kennedy,
Helmut Creutz ed altri autori/trici lavorano ad una attualizzazione dei
concetti base di Gesell.
Si tratta tra l’altro della questione del
rapporto tra
la crescita esponenziale del patrimonio monetario e dei debiti e la
crescita
dell’economia reale che distrugge l’ambiente, del superamento della
crescita
coatta e del collegamento della riforma fondiaria e moneteria con un
sistema
tributario ecologico. Un bilancio parziale dell’attuale stato di
sviluppo della
teoria, lo dà il libro "Denaro giusto – mondo giusto". Contiene
i
contributi del convegno organizzato nel 1991 a Costanza "100 anni di
idee
per un ordine economico naturale – Vie di uscita dalla crescita coatta
e dalla
catastrofe per debiti".

La caduta del socialismo statale
nell’Europa Centrale e dell’Est portò ad un temporaneo trionfo
del capitalismo
occidentale nella gara dei sistemi.

Fintanto però che
continuano ad esistere
i contrasti tra povertà e ricchezza e come conseguenza a
ciò crisi e guerre,
finchè l’ambiente viene distrutto da una crescita economica
esponenziale e
finchè il Nord industrializzato saccheggia indiscriminatamente
il Sud, rimane
necessario cercare delle alternative ai sistemi economici tradizionali.
In
questa direzione potrebbe trovarsi una prospettiva futura anche per il
modello
di Silvio Gesell
"Paese libero – denaro libero".


Letteratura di approfondimento


Enrico Ghirardini:
L’Utopia Monetaria di Silvio Gesell. Universita’ degli Studi di Venezia
Ca’ Foscari,
1996.


Silvio Gesell: The Natural Economic Order (translation by Philip Pye).
London
1958. (can be found completely on http://www.systemfehler.de)


John Maynard Keynes: General Theory of Employment, Interest and Money.
London
1935, chap. 16,
23 and 24.


Lawrence

Klein: The Keynesian Revolution.
London
1966/1980, chapter 5, p. 124 – 152.


Dieter Suhr: The Capitalist Cost-Benefit Structure of
Money.
New York
and
Berlin
1989.


William Darity jr.: Keynes’ Political Philosophy: The
Gesell Connection,
in: Eastern Economic Journal Vol.21, No. 1, Winter 1995, p.
27 – 41.


Mario Seccareccia: Early Twentieth-Century Heterodox
Monetary Thought
and the Law of Entropy, in: A. Cohen, H. Hagemann and J. Smithin,
Money,
Financial Institutions and Macroeconomics.
Boston:
Kluwer Academic Publishers, 1997.


Silvio Gesell: L’Ordre économique naturel (trad. Par
Felix Swinné),
Paris-Bern-Bruxelles 1949.


Michel Herland: L’Utopie monétaire de Silvio Gesell
– Un Cas d’Hétérodoxie
entre Wicksell et Keynes, en : Richard Arena et Dominique
Torre : Keynes et les nouveaux Keynésiens. Paris
1992, p. 59 – 80.


Jérome Blance: Les Monnais Parallèles –
Unité et diversité du fait
monétaire. Paris 2000.


Materialien zur Geld-, Zins- und Schuldenproblematik http://www.geldreform.de/


http://italy.indymedia.org/news/2004/06/571704.php


Open Economy http://www.open-economy.org/index.php


Approfondimento:

Come il
borgomastro di
Wörgl risolse i problemi dell’economia applicando le idee di
Silvio Gesell
http://www.laleva.cc/economia/storiamonetaria.html

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