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HEZBOLLAH “GRANDE PADRINO”? di Massimo Mazzucco

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QUESTO il servizio, che dovreste poter vedere direttamente in streaming.

Pare infatti che Hezbollah in Libano stia facendo più miracoli di tutti i Santi della storia messi insieme: chiunque abbia avuto la casa distrutta dai bombardamenti israeliani, riceve dalla organizzazione paramilitare libanese la bellezza di 12.000 dollari in contanti, senza se e senza ma. E la pratica richiede, nei casi burocraticamente più complessi, due giorni al massimo, dalla firma del modulo iniziale al ricevimento dei contanti.
Direttamente in dollari americani, tanto perchè il messaggio sia più chiaro.
Se lo sapessero i nostri terremotati, che vivono ancora nell'attesa di un rimborso statale per ricostruirsi una casa distrutta più di trenta anni fa, probabilmente si trasferirebbero in blocco tutti in Libano. Non senza esser prima passati da Roma, a dare fuoco a un paio di ministeri almeno.
Otto diverse missioni internazionali – ha riferito sempre Jim Clancy per la CNN – che portavano aiuti umanitari alle zone più disastrate, hanno raggiunto la loro destinazione solo per scoprire che gli uomini di Hezbollah avevano già provveduto a tutte le necessità più impellenti degli sfollati.

Allo stesso tempo, alcuni intervistati dicono chiaramente che se gli stessi soldi fossero prima passati dalle mani del governo libanese, ben difficilmente i loro quartieri sarebbero mai stati ricostruiti. Invece, "finchè Hezbollah aiuta il popolo – dice un intervistato – come si fa a dargli contro?"
Qui scatta infatti il secondo livello del problema, quello vero, che va ben oltre alla naturale curiosità di capire chi stia finanziando Hezbollah in questo momento. Il problema è che Hezbollah non è un gruppuscolo qualunque, che ha scelto di agire in Libano, ma "è" il Libano stesso. Lo è almeno quanto la mafia, nel bene e nel male, fa parte del tessuto sociale in molte regioni d'Italia, e questo il nostro Ministro degli Esteri non può fingere di non saperlo.

Non può quindi a sua volta chiederci così impunemente di credere alla favoletta della missione internazionale, che "aiuterà l'esercito libanese a disarmare Hezbollah", quando sa benissimo che la cosa è del tutto impossibile, e che la missione è destinata quindi ad un fallimento garantito già in partenza.
Forse non aveva tutti i torti Berlusconi, quando disse che "per votare a sinistra bisogna essere dei coglioni". Magari lui non lo intendeva proprio in quel senso, ma comunque ci è andato molto vicino.

(Tratto da www.luogocomune.net)

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