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I libri di scuola, vuota cataloghi senza cultura di Domenico De Simone

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Già perché tutti sanno che la scuola
non va, che insegna poco o niente, che così com’è non solo non serve
ma è persino controproducente. Però sui giornali, in
televisione, in parlamento e nei partiti, a
proposito della scuola si parla d’altro.

La signora Moratti vuole trasformare definitivamente la scuola in un
test di ammissione alle imprese, possibilmente di proprietà del
Presidente del Consiglio che prima o poi
riuscirà ad impadronirsi dell’intero sistema produttivo
e quindi ha bisogno per le sue (attuali e future) aziende di
gente che sappia farle funzionare.

La sinistra difende l’indifendibile, cioè un sistema sclerotico,
statalista,centralista, sfiancato dalla logica dell’appiattimento
scambiata per democrazia, della stupidità
presa per uguaglianza, un burosauro che non ha più
nulla da dire e che non insegna più nulla a nessuno.

Dei veri problemi della scuola non parla nessuno. E allora
proviamoci,cominciando da quello che sembra un problema banale e che
invece nasconde il vero problema di questa
scuola: I libri di testo.

L’anno scorso c’è stata una bella polemica sui libri di storia. Anche
quest’anno qualche bello spirito se n’è uscito stigmatizzando il
contenuto politico di certi testi
scolastici. Levata di scudi da parte della sinistra,difesa della libertà
di insegnamento, sbandieramenti vari da una parte e
dall’altra.

Nessuno ha parlato del vero problema dei libri di testo.
Provate a sfogliarne uno. Per carità non andate a comprarlo con
quello che costano sarebbe un salasso.
Entrate in una libreria specializzata e prendetene
uno a caso, facendo finta che state cercando davvero qualcosa.

Tanto sono tutti più o meno uguali. Sembrano cataloghi di un
mobilificio o di un supermercato. Carta
patinata, tante fotografie, poco testo, qualche sfondone,
niente idee. Costano tanto, però. Mica per le idee che non ci
sono, ma per la carta, per le foto, e soprattutto per le case
editrici. E pure per quel misto di
corruzione e di supina acquiescenza che induce le scuole
pubbliche a cambiare i libri di testo tutti gli anni costringendo le
famiglie a svenarsi, spendendo un sacco di soldi inutilmente.

Quello dei libri di testo è un bell’affare. Milioni di studenti
comprano ogni anno milioni di libri. Pesano
pure, ma quello è perché i nostri eroi vogliono
che i ragazzi facciano tanta ginnastica.

Le case editrici specializzate, ogni anno devono fare fatturato
ed incrementare quello dell’anno precedente. Così il ricambio di libri
di testo è sempre più veloce, la
produzione ha le sue esigenze il bilancio pure e la
concorrenza è tanta. E facendo ogni anno un’edizione diversa si
spiazza anche il mercato dell’usato perché
rende buoni per il macero i libri dell’anno
prima. Torme di piazzisti, vagolano per le scuole italiane
concludendo accordi commerciali con presidi, professori, regioni,
comuni,ispettorati vari, per garantirsi che il ricambio favorisca la
propria azienda. Ogni anno si devono vendere più libri, devono costare
di più, devono essere create nuove
specializzazioni per fare altri libri. Insomma tanto
fatturato perché deve crescere. E la
cultura? Che c’entra la cultura?

Mai visto al supermercato un prodotto
così. Nei cataloghi non c’è cultura e la logica non è quella della
trasmissione della cultura ma quella del profitto. E
l’alternativa è la conservazione del
burosauro che non insegna niente e non dà niente.
La cultura è la premessa della libertà. Senza la conoscenza,
senza la capacità critica, senza la
possibilità ci scambiare con gli altri che ti da solo
la cultura non c’è libertà.

Questa scuola deve produrre schiavi per la produzione secondo la destra
al governo e burocrati per la conservazione
per la sinistra all’opposizione.

Entrambe sono figlie della logica del profitto, di un sistema in
cui i valori stanno nelle cose, nelle
merci, nella produzione e non nelle persone.



La coscienza della libertà si costruisce nella cultura
della libertà. Questo ce l’ha insegnato la
storia, ed è per questa ragione che stanno cercando di
distruggerla, perfettamente d’accordo, destra e sinistra di
governo nel piano di eliminare la cultura
dalla scuola. Costruire generazioni di schiavi,
nel corpo e nell’anima è questo il loro obiettivo, perché solo così
possono perpetuare il loro potere.

Sta a noi, sta all’opposizione vera a questo sistema, ritrovare e
costruire la cultura nella scuola e nella
società. La cultura dell’umanità, della speranza,
della vita. La cultura dell’uguaglianza, della libertà e dei
diritti, il diritto di vivere, il diritto di pensare, il diritto
di criticare.

Rifacciamola questa scuola.

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