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I “veri ebrei della Torah”: Netanyahu non ci rappresenta

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In questi giorni si è molto parlato e scritto della vittoria alle elezioni politiche israeliane di Benjamin Netanyahu, leader del Likud e già Primo ministro uscente. La sua contrarietà alla costituzione di uno Stato Palestinese, per altro notoria e sostenuta da sempre nel corso della sua carriera politica, ha suscitato persino la reazione del Presidente USA Barack Obama, che già aveva riservato criticità nei suoi confronti durante la campagna elettorale. Lo stesso Obama non avrebbe gradito, parrebbe, la visita di Netanyahu negli USA (applaudito al Congresso da democratici e repubblicani) nel mese scorso ed è stato accusato dal Times of Israel di aver appoggiato le manifestazioni dei suoi oppositori interni prima delle elezioni. L'ultimo motivo di scontro, mediatico, tra i due leader sembra la questione del nucleare iraniano, con le recenti rivelazioni della stampa statunitense riguardanti lo spionaggio israeliano durante i colloqui USA-Iran (già dimenticato il Datagate?) e le minacce di Netanyahu di far scoppiare una guerra contro la nazione persiana.
Ma a gettare ulteriore benzina sul fuoco anche altre notizie, non riportate dai media, come la vicinanza di Obama ai Fratelli Musulmani, banditi in Egitto (una cui delegazione è stata ricevuta anche di recente a Washington) e di cui è esponente di spicco il fratello (musulmano) del Presidente, Malik Obama, oltre a diversi funzionari dell'amministrazione USA (ne abbiamo parlato di recente in un articolo sull'ultimo numero di PuntoZero). E soprattutto la collaborazione, non mediatica, tra l'intelligence USA e quella israeliana nell'addestramento dei miliziani dell'ISIS, come dimostra l'arresto da parte irachena di agenti dei due paesi tra i miliziani jihadisti in terra mesopotamica…
In questo quadro, a rischiare di essere vittima delle manovre del governo israeliano sono proprio gli ebrei di tutto il mondo, anche non israeliani, che Netanyahu dice di voler rappresentare. Come quegli ebrei ucraini vittime di violenze da parte dei gruppi paramilitari neo-nazisti come il battaglione Azov, che è finanziato e guidato dall'oligarca 'ebreo' Igor Kolomoisky (di cui vi abbiamo parlato qui e qui). Risulterà interessante allora a voi lettori l'intervista del rabbino statunitense Yaakov Shapiro rilasciata durante la visita di Netanyahu negli USA, che Cristina Bassi di The Living Spirits ha tradotto e sintetizzato e che noi vi proponiamo, dopo una revisione redazionale.
Buona lettura, e soprattutto buona… Pace. [Redazione NEXUS]


Rabbino Yaakov Shapiro: "Netanyahu non ci rappresenta". Dai "veri Ebrei della Torah".

– “Netanyahu ha affermato di essere venuto al Congresso Americano, non solo come Primo Ministro di Israele, ma come un emissario del popolo ebraico. È d'accordo?”
– " Certo che no. Non rappresenta tutti gli Ebrei".

Sintetizzo e traduco nel seguito una interessante intervista che trovate qui su youtube (e si spera a lungo…) con il Rabbino Yaakov Shapiro ed un interlocutore anch'egli ebreo. Il video è pubblicato sul sito www.thetruetorahjews.org. (The True Torah Jews against Zionism: I veri Ebrei della Torah, contro il Sionismo)


Come ampiamente risuonato sui media, Benjamin Netanyahu ha affermato di essere venuto al Congresso Americano, non solo in veste di Primo Ministro di Israele, ma come un emissario: quello del popolo ebraico. Tale affermazione – dice l’intervistatore – è stata ripudiata da molti Ebrei, ortodossi o meno.
D – Come stanno dunque le cose: Netanyahu rappresenta veramente tutti gli Ebrei?
R – Certo che no. Non rappresenta tutti gli Ebrei. È un leader eletto. È il leader di un paese straniero. Io sono un ebreo praticante di cittadinanza americana. La mia famiglia è originaria dalla Polonia ma vive qui da secoli. Come potrebbe Netanyahu rappresentarmi? E rappresentare tutti gli altri Ebrei nel mondo? Io non ho mai chiesto questo. Netanyahu non è nemmeno un ebreo praticante. Non l’ho eletto e non mi rappresenta, come per altri nel mondo.

L'intervista verte poi sul Sionismo, e Shapiro afferma:
Dall’inizio questo movimento sionista dice di rappresentare gli Ebrei e di parlare in nome loro. Si definiscono il Movimento di Liberazione Nazionale per gli Ebrei. Parlano in termini di “noi”, come nazione ebrea nel mondo, che vogliamo questo paese e questa terra . Chi dice che questo è vero? Per poter fare questa affermazione relativa al territorio, dovevano trovare un modo per affermare che rappresentano tutti gli Ebrei. Non volevano solo essere un gruppo di persone che volevano una terra. Vogliono essere gli Ebrei di 2000 anni di storia che vogliono quella terra.
Oggigiorno il fatto che affermino che il Sionismo rappresenti gli Ebrei, deriva da un paio di ragioni.
La prima: la correlazione con l’olocausto, quando un altro interlocutore ricorda l’olocausto, quanto si è sofferto e quanto hanno sofferto gli Ebrei. Con questo vogliono conquistarsi compassione per Israele e per i Sionisti. Menzionando l’olocausto e affermando di essere gli Ebrei, o i loro rappresentanti, quel che dicono è che tutto il senso di colpa e la compassione per l’olocausto, i Gentili non dovrebbero dirigerlo verso tutti gli Ebrei del mondo, ma verso Israele. Così noi abbiamo dei diritti in qualità di popolo che è stato ignorato, il diritto di essere arrabbiati, turbati e tutta la compassione e il risarcimento che volete conferire agli Ebrei, perché vi sentite in colpa, lo date ad Israele.

La seconda ragione per cui i Sionisti affermano di parlare a nome di tutti gli Ebrei, è una sorta di 'minaccia velata', quando un rappresentante Sionista si trova a relazionarsi con il rappresentante di una carica istituzionale, per esempio il presidente Obama: “Signor Presidente dovreste sapere che non sono un emissario di una ambasciata ma del popolo ebreo. Ovvero che milioni di persone nel suo paese saranno al mio fianco”. Così di questo passo, qualsiasi insulto al Presidente Netanyahu non sarebbe solo contro di lui ma contro tutti gli Ebrei del mondo…perché come lui stesso ha detto è il leader degli Ebrei del mondo. In questo modo sta cercando di mandare un messaggio a tutti i paesi in cui vivono degli Ebrei: “Abbiamo persone nel suo paese che sarebbero dalla nostra parte” . Una sorta appunto di 'minaccia velata'.

D – Non è stata una buona idea per Netanyahu venire in questo Paese [USA]: è stato attaccato non solo dagli Ebrei ma anche da membri del Congresso. La percentuale di statunitensi che appoggiano Netanyahu in questo paese è scesa al 45%, quello della metà degli anni Trenta. Quindi: sono solo questioni politiche quelle create da Netanyahu che hanno causato “scandalo”, o c’è dell’altro nelle sue affermazioni sul fatto di rappresentare un jury mondiale?
R – No lo scandalo è perché le dichiarazioni di Netanyahu sono state sia diffamatorie che pericolose per gli Ebrei. Diffamatorie perché lui non è il nostro emissario. Noi siamo cittadini americani. E sia come ebrei che americani, siamo fedeli al nostro paese, agli USA. Ora, non ha importanza se qualcuno concorda o meno sulla politica del Presidente, non importa se sono Democratici o Repubblicani, in nessuno di questi casi significa che Netanyahu è un nostro emissario, né che noi siamo rappresentati da lui. L’affermazione che gli Ebrei [americani] sono fedeli ad una forza straniera, è profondamente diffamatoria. Noi non lo siamo. Non solo è diffamatorio ma anche pericoloso, perché sta gettando benzina sul fuoco dell'antisemitismo. Netanyahu è tornato in Israele ora, dove cerca di essere eletto [l'intervista è precedente alle recenti elezioni] e ci ha mollato qui una patata bollente.
Ci ha lasciato qui come scudi umani per tutte le pallottole di antisemitismo che sono venute dopo, al di là di quale sia la sua agenda. “No, noi non saremo i tuoi scudi umani e non saremo incastrati in questa assurdità. Né collaboreremo con le tue false dichiarazioni di essere nostro rappresentante: non ci rappresenti”.

A sinistra, dal video (traduzione):
Mentre Theodor Herzl affermò che creare uno stato ebraico sarebbe stato un rimedio per l’antisemitismo, egli promuoveva l’antisemitismo stesso per perorare la sua causa. Nei suoi diari scriveva infatti: “Gli Anti-Semiti diventeranno i nostri amici più fidati, le nazioni Anti-Semite le nostre alleate”.

D – Cosa possiamo fare? Sin dalla nascita del movimento sionista, quasi tutti i rabbini che hanno spazio sui media hanno parlato contro di esso, facendo molto rumore. Tuttavia la macchina sionista è enorme. Ha potere e denaro: che cosa possiamo fare per combatterla?
R – Prima di tutto: Netanyahu e i Sionisti possono avere molto denaro e potere ed influenza, ma con la nazione ebraica… noi abbiamo Dio dalla nostra parte. Lo stesso che ci ha protetto dai Romani, dall'estinzione, negli ultimi 2000 anni in esilio… ci proteggerà altrettanto bene dal Sionismo. In altre parole Netanyahu con i suoi Sionisti sta cercando di danneggiare gli Ebrei, di nutrire l’antisemitismo in virtù della loro Agenda, ma gli Ebrei sono sopravvissuti e continueranno a farlo. Dobbiamo concentrarci su noi stessi: Dio ci vuole persone migliori, cittadini leali alla nostra patria, Dio vuole che ci concentriamo sulla nostra crescita spirituale, religiosa e morale ed Egli ha i suoi modi per prendersi cura degli eventi: coloro che sono nel giusto avranno un modo per farcela [nonostante i tempi, ndr]. Ma a parte questo, ciò che abbiamo bisogno di fare è molto semplice: immaginatevi che il Re di Bulgaria venisse in America e dicesse “Rappresento tutti gli Ebrei”. Tutti gli Ebrei alzerebbero la loro voce e direbbero: “ma è matto? Come può rappresentarci, che collegamenti abbiamo con lui?” Dovremmo fare la stessa cosa…

Abbiamo qui un problema di ignoranza. Israele produce enorme quantità di propaganda perché vogliono far credere alla gente che gli Ebrei in tutto il mondo sono rappresentati da Israele e ovviamente non lo sono! È una falsa rappresentazione, è un furto di identità. Dobbiamo dirlo alla gente, se qualcuno ha un pubblico che lo dica a questo pubblico, se avete collaboratori ditelo a loro, dobbiamo informare ed educare la gente su questo. Bisogna dire alla gente che Israele è Israele e che gli Ebrei sono gli Ebrei, che iI Giudaismo è una religione e che Israele è una entità politica. Nella nazione giudaica abbiamo componenti etniche varie. Noi siamo cittadini americani e semplicemente Netanyahu non ci rappresenta. Costui non parla a nome di nessuno se non di se stesso e dei suoi eletti”.


Vedi anche l'intervista (mandata in onda dalla NBC in versione mooolto accorciata) con il Ministro degli Esteri Iraniano. Le parti non trasmesse dell'intervista:

"(…) stiamo parlando di Netanyahu, che ha macellato bambini innocenti a Gaza. Non stiamo parlando dell'annientamento degli Ebrei. Non l'abbiamo mai detto e mai lo faremo. Se avessimo voluto annientare gli Ebrei… abbiamo un gran numero di Ebrei  tra la popolazione dell'Iran, che non solo vivono in pace ma hanno anche dei rappresentanti nel Parlamento iraniano. (…) Ogni 150.000 Musulmani iraniani c'è un loro rappresentante in Parlamento, laddove meno di 20.000 Ebrei in Iran hanno un proprio rappresentante in Parlamento. Con i nostri Ebrei abbiamo una storia di tolleranza, cooperazione e convivenza".

Dell'intervista solo 90 secondi sono stati trasmessi dalla americana NBC…
 


Inoltre questa notizia, riportata dal quotidiano israeliano Haaretz durante la visita di Netanyahu negli USA:

Migliaia di ebrei ortodossi protestano a New York City per il discorso di Netanyahu
Più di 3000 seguaci di Satmar Rebbe, manifestano fuori dal consolato israeliano a Manhattan, contro l'affermazione del Primo ministro israeliano di essere un emissario del popolo ebraico.
Fonte: http://www.haaretz.com/misc/iphone-article/1.645245


Sopra: protesta dei seguaci di Satmar Rebbe contro Benjamin Netanyahu a New York, 3 Marzo 2015 / Foto di Jacob Kornbluh – Fonte: Haaretz


Traduzione e sintesi di Cristina Bassi
Fonte: The Living Spirits
Revisione redazionale di Nexus Edizioni


Vedi anche:
Ufficiale: l'ISIS combatte anche in Ucraina
Arrestati agenti USA e israeliani che aiutavano l'ISIS
Lobby ebraiche proteggono i neo-nazisti ucraini, pubblicato su PuntoZero n. 10 (Sotto la lente).


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