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Nella sua trasmissione del 28 luglio scorso, Alessandro Sieni ha letto per gli ascoltatori di Nuovo Mondo su Radio Gamma 5 l'articolo "La mia grossa, grassa Guerra Mondiale" che ho avuto l'occasione di scrivere per l'ultimo numero di PuntoZero.

Un articolo che parte dalle dichiarazioni del vescovo Bergoglio (Francesco) sulla "Terza Guerra Mondiale combattuta a pezzi" per mostrare il quadro, poco noto, di un mondo in guerra, anzi di una società, sempre più espansa a livello globale, che sembra contenere in sé il principio stesso della guerra come condizione del vivere sociale.

A questo proposito, mesi fa fu proprio una ragazza africana, che vive in Italia da molti anni, a mettermi la pulce nell'orecchio. Parlando di Boko Haram in Nigeria e dell'ex presidente nigeriano John Goodluck (a cui gli USA hanno negato persino l'utilizzo delle foto satellitari che avrebbero potuto fermare i terroristi islamici, come scrivo su PuntoZero), ad un certo punto se ne esce dicendo:

"L'Italia sarebbe un bel posto, in cui trasferirsi definitivamente. Ma anche qui, nonostante non ci sia la guerra, è come se foste sempre in guerra".

Rimasi stupito da come una persona proveniente dal Sud del mondo, trapiantata in Italia, che ha vissuto l'emigrazione in prima persona, sia riuscita a cogliere qualcosa che spesso né i suoi conterranei né soprattutto gli occidentali riescono a cogliere… Quella che viviamo, quotidianamente, nel nostro "Primo Mondo" (ma non sono infiniti i mondi, chi li ha numerati?) è proprio una guerra, che non viene combattuta con le armi da fuoco o gli attentati (almeno per ora, si spera), ma con armi molto diverse: come le armi ambientali, o come la crisi economica, o come la progressiva riduzione in stato di schiavitù delle masse e dei singoli attraverso il diritto, l'economia, o il cosiddetto progresso tecnologico. Una guerra resa possibile dalla vasta, pervadente, costante azione di propaganda (detta informazione) che risulta utile a velare alle sue vittime la vera natura della vita sociale in questo "mondo".

Una guerra che forse inizia con lo sradicamento degli Esseri Umani dalla loro Natura e dalla loro interiorità più profonda, sempre più schiacciata e mascherata, coperta da strati di abitudini, false credenze e convinzioni più utili a mantenerli in una condizione di schiavitù che a sviluppare in loro stessi qualcosa di Autentico… perché al sistema servono schiavi, carne da cannone, burattini, non Esseri Umani liberi.

Ecco perché mi sono ritrovato a scrivere, e Alessandro Sieni a riportare ai suoi ascoltatori, che questa "Terza Guerra Mondiale combattuta a pezzi" è….

…una guerra nel mondo, di tutto il mondo.

O quasi. Perché forse una speranza c'è. Spesso l'ombra infatti può sembrare immensa, al punto di farci ritenere che solo la notte sia l'unica realtà, lasciandoci pensare, se non suggerendoci apertamente, che il giorno sia solo un sogno e che in realtà l'alba di un nuovo Sole non sorgerà davvero. E magari, se si vive solo nell'ombra, può essere così. Ma se invece l'ombra, nonostante la sua apparente vastità, fosse solo la proiezione della luce del Sole, senza la quale non potrebbe esistere, ecco allora che tutto potrebbe cambiare.

Permettendovi di volgere lo sguardo all'ombra, ma anche e soprattutto alla luce, vi lascio allora all'ascolto de Il Generale Pinocchio, come Alessandro ha intitolato la sua puntata radiofonica, e magari alla lettura dell'ultimo numero di PuntoZero.

Questo il link per l'ascolto o il download:
http://www.mediafire.com/download/f33b2bgdxcn9cpo/Il+Generale+Pinocchio+28.07.15+EDIT.mp3

Buon Ascolto, e buona lettura, a tutti Voi. E un Grazie ad Alessandro Sieni e a chi, senza saperlo, ha ispirato questo articolo.

J.C.

Nella foto di apertura: l'ex presidente nigeriano John Goodluck.


 

Sfoglia l'anteprima della rivista:

 

 


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