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IL MANAGER DELLA PERCEZIONE di Enrico Sabatino

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È risaputo quanto sia sempre stata importante per il Potere un’informazione manipolata, un’informazione deviata ad hoc che comportasse poi tutta una serie di conseguenze nella percezione dell’opinione pubblica.
Per esempio, nel 2006 gli omicidi in Italia sono stati 621, un dato sensibilmente inferiore ai 1901 omicidi del 1991; e mentre gli omicidi commessi dalla criminalità organizzata nel 2006 hanno toccato il minimo storico (121), sono aumentati invece quelli originati in ambito familiare o per passioni amorose (192).
Eppure oltre una persona su quattro si sente poco o per niente sicura quando cammina sola al buio la sera nel proprio stesso quartiere.
Quindi la percezione di insicurezza rimane sempre molto forte, grazie soprattutto al martellante e morboso tam tam mediatico sulla cronaca nera che ha annebbiato molte menti tra chi guarda i TG e legge i quotidiani.
Ma nei tempi che viviamo, è proprio la percezione pubblica che assume un’importanza fondamentale in quanto target verso cui indirizzare certa informazione, e in particolar modo se si tratta di informazione di guerra.
In questo ambito la fabbricazione di notizie volte a plasmare l’opinione pubblica ha sempre giocato un ruolo fondamentale e sono nate infatti società di pubbliche relazioni con il precipuo scopo di creare e modellare ad arte notizie per conto terzi – governi, imprese, personalità varie.
Negli Stati Uniti un guru della comunicazione attivo da almeno 20 anni nel fornire questo genere di servigi a tutte le Amministrazioni in carica, sia repubblicane che democratiche, è John Rendon.

Un personaggio che si è autodefinito “un guerriero dell’informazione” e “un manager della percezione”, a capo del The Rendon Group (TRG).
Rendon da ragazzo era stato un attivista contro la guerra del Vietnam e in seguito un militante del Partito Democratico, arrivando anche a ricoprire la carica di capo del Democratic National Committee, di Executive Director del partito e di capo della corrente che sosteneva Jimmy Carter durante la convention nazionale di New York del 1980. Tra i suoi incarichi figura pure quella di Analista del Sistema Politico Americano per la BBC World TV.
Nel 1981 fonda la TRG, una società di consulenza che si occupa di comunicazione globale e strategica fornendo “prodotti e servizi” per clienti del settore pubblico e privato, tra cui svariati governi, la CIA e il Pentagono.
Finora la TRG ha lavorato in 91 Paesi, come Panama, Haiti, Colombia, Zimbabwe, Kosovo, Iraq ecc. ecc., e ovunque ci fossero missioni militari USA nel mondo.
Ed è grazie a questo suo ventennale curriculum che John Rendon è considerato uno degli uomini più potenti del mondo, anche se si parla di una figura sempre rimasta nell’ombra e dietro le quinte. Ma questa è la peculiarità dei migliori PR, soprattutto nell’information warfare.

La sua sfolgorante carriera comincia nel 1989 quando la TRG viene messa sotto contratto dalla CIA, per conto dell’Amministrazione Bush senior, con lo scopo di rovesciare il regime di Noriega. Rendon in persona sceglie il suo successore, Endara, e Rendon stesso è su un aereo che sorvola Panama City poco prima dell’inizio dell’invasione USA. Missione compiuta.
Ma John Rendon è stato chiamato a compiti ben più importanti, come ad esempio mobilitare l’opinione pubblica USA e dei Paesi alleati per supportare l’Operazione Desert Storm, dopo l’invasione e occupazione del Kuwait da parte dell’Iraq.
In questo caso era al lavoro non solo per conto della CIA e dell’Amministrazione Bush senior ma era alle dipendenze dirette del governo kuwaitiano che gli passava un assegno mensile di 100.000$.

Tra i suoi “successi” nel plasmare l’opinione pubblica mondiale a favore di un intervento militare per liberare il Kuwait c’è anche quella notizia riguardante un ospedale di Kuwait City dove soldati iracheni erano entrati armati di tutto punto e si erano divertiti a levare i bambini dalle incubatrici lasciandoli morire sul pavimento.
A raccontare questa storia era stata una ragazzina di 15 anni, che si era dichiarata una volontaria dell’ospedale, davanti alla Commissione dei Diritti Umani del Congresso USA nell’Ottobre 1990 su invito di due parlamentari di entrambi i partiti.
Naturalmente questa notizia ha fatto il giro del mondo e come psy-op ha funzionato perfettamente. Ma si è scoperto anni dopo che la ragazza in questione altri non era che la figlia dell’Ambasciatore kuwaitiano negli USA.

Un altro “capolavoro” di Rendon, che lui stesso ha svelato, riguarda il momento della liberazione del Kuwait, quando migliaia di kuwaitiani inquadrati da telecamere posizionate ad hoc sventolavano bandierine a stelle e strisce al passaggio delle truppe USA che sfilavano a Kuwait City. Ci si chiedeva allora come avessero fatto i kuwaitiani ad avere migliaia di bandierine USA dopo essere stati sotto occupazione irachena per 7 mesi.

No problem, ci ha pensato Rendon a fornirgliele.

Dopo la fine della guerra nel 1991 a Rendon è stato affidato anche l’incarico di creare le condizioni per rovesciare Saddam Hussein. Ha cominciato subito con la produzione di video e foto che ridicolizzassero Saddam, proseguendo poi con altre foto che esibissero le atrocità del regime. Materiale che ovviamente ha fatto il giro del mondo.
Rendon poi nel 1992 crea dal nulla l’Iraqi National Congress (INC), una coalizione di 19 organizzazioni irachene e curde i cui compiti erano”raccogliere informazioni, diffondere propaganda e reclutare dissidenti del regime baathista”.

E come capo dell’Iraqi National Congress Rendon sceglie un iracheno sciita in esilio da anni, Ahmed Chalabi.
Secondo l’ABC News Rendon ha incanalato 12 milioni di dollari di fondi segreti della CIA per finanziare l’INC tra il 1992 e il 1996.
Dopo gli eventi dell’11 Settembre 2001, il Pentagono firma più di 30 contratti con la TRG per un valore superiore ai 50 milioni di dollari. L’obiettivo adesso era quello di “vendere” la guerra contro l’Iraq.
Rendon si mette al lavoro e proprio Chalabi fu scelto da Rendon per procurare le “prove” sulle fantomatiche armi di distruzione di massa (ADM) in possesso del regime di Saddam Hussein.

L’INC è stata la fonte di gran parte della falsa e ingannevole propaganda sulle inesistenti ADM, veicolata poi da certi giornalisti, come ad esempio Judith Miller del New York Times.

In sintesi, la Casa Bianca ha ingaggiato un’azienda di PR, come la TRG di John Rendon, per manipolare la percezione dell’opinione pubblica mondiale col fine di costruire consenso attorno alla programmata guerra contro l’Iraq per rovesciare Saddam Hussein, che era poi il fine ultimo per cui era stato creato l’INC di Chalabi fin dal 1992.
Missione compiuta, grazie al “manager della percezione” a cui si è anche rifatto il film del 1997 “Wag the dog” dove il personaggio interpretato da Dustin Hoffmann si ispira a John Rendon.
Un film girato due anni prima della guerra del Kosovo in cui un Presidente USA dichiara guerra all’Albania per sviare l’attenzione pubblica da uno scandalo sessuale. Però deve mobilitare l’opinione pubblica a favore della guerra e quindi l’uomo incaricato dal presidente per le pubbliche relazioni s’inventa una storia di un soldato USA catturato dal nemico e che poi viene liberato.
Questo nel film, ma la realtà non si discosta di molto. Chi non ricorda l’episodio della soldatessa Jessica Lynch, eroina della guerra in Iraq? Ebbene, dopo qualche tempo lei stessa ha ammesso che la sua eroica storia era tutta inventata. Dietro questa bufala con tanto di “real video” girato e trasmesso in tutto il mondo c’era sempre lui, John Rendon.

Lo stesso dicasi per la propaganda mossa contro il network televisivo di Al Jazeera, etichettato come il canale televisivo che sostiene i terroristi. È noto che sue sedi furono poi bombardate da aerei USA sia in Iraq che in Afghanistan.
In questo caso Rendon ha utilizzato il cosiddetto “media-mapping”, cioè fornire una dettagliata analisi del contenuto della programmazione giornaliera, identificare le inclinazioni di specifici giornalisti, “aggiustarle” e legarle poi a particolari relazioni e finanziamenti economici.
Ma gli episodi tratti dal curriculum di Rendon sono molto più numerosi e quelli noti, in tutti i sensi, sono ovviamente soltanto una minima parte del suo “immenso lavoro” svolto per 20 anni al servizio del proprio Paese, e non solo.

Rendon poi ha dichiarato che se c’è da supportare soldati USA che rischiano la vita nei vari fronti, lui è sempre pronto. Peccato che i parenti dei soldati USA morti in Iraq, per non parlare dei civili iracheni, debbano ringraziare proprio le menzogne create ad arte da Rendon e dal suo gruppo.

In conclusione, John Rendon è riuscito a manipolare gran parte dell’opinione pubblica mondiale su diverse questioni negli ultimi 20 anni, ma si sa ancora ben poco di lui. Forse per saperne di più dovremmo aspettare i prossimi 30 anni quando la CIA desecreterà i propri documenti riguardanti gli anni ’80, ’90 e il periodo post 11 Settembre.
Comunque il 10 Giugno scorso i soldati USA hanno ritrovato in un orfanotrofio di Baghdad 24 bambini scheletrici distesi per terra o incatenati ai letti. Ma il ministro iracheno degli affari sociali Sheikh Mahmoud Radi ha subito accusato le forze americane di aver “fabbricato ed esagerato” questa vicenda, sostenendo che i bambini erano nudi a causa della mancanza di elettricità per alimentare i condizionatori e alcuni erano legati al letto perché erano disabili.

Chissà, magari dietro questa notizia c’è sempre lo zampino di John Rendon…

Per approfondimenti sul personaggio e le sue “opere”, ops….

http://www.rendon.com/

http://en.wikipedia.org/wiki/Rendon_Group

http://www.pierretristam.com/Bobst/library/wf-202.htm

http://www.inthesetimes.com/comments.php?id=299_0_1_0_M

http://www.sourcewatch.org/index.php?title=John_Rendon

http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/DK13Ak01.html

http://www.democracynow.org/article.pl?sid=05/11/21/1516257

http://www.antiwar.com/orig/deliso62.html

http://www.voltairenet.org/article30097.html

http://www.globalresearch.ca/articles/CHO312B.html

(Tratto da luogocomune.net)

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