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Da centinaia se non da migliaia d’anni esistono in tutto il mondo gruppi – preghiera il cui scopo è quello di mandare “energia positiva” a luoghi o persone. Più tecnicamente, questa energia è composta da forme-pensiero che, se sufficientemente consistenti e focalizzate, possono modificare in modo positivo lo status generale di un luogo o di una persona (1). Questo aspetto della “fisica sottile” della realtà è studiato ed utilizzato già da parecchi anni in numerose scuole di medicina americane (ad esempio, all’Università di Harward), per via degli indubbi benefici che la tecnica apporta al malato. In Italia questo campo di conoscenza è ancora visto dalle baronie mediche (fossilizzate in un passato meccanicistico) solo come folklore popolare, anteponendo così l’ideologia personale ad efficaci tecniche naturali a basso costo. Alcuni decenni fa il fisico indiano Maharishi Mahesh (creatore di una forma di meditazione chiamata Meditazione Trascendentale – MT) ha iniziato ad usare il suo metodo su larga scala. Nel primo esperimento, una contea americana (di circa cento chilometri quadrati) fu “occupata” da alcune migliaia di volontari che, per alcune settimane, praticarono lì la loro meditazione. La contea fu scelta in base all’esistenza di statistiche governative (a base mensile) che mostravano il livello di criminalità nella zona. L’esperimento e quelli che seguirono in altre parti del mondo hanno sempre chiaramente mostrato una modifica sostanziale (diminuzione dell’8% di azioni criminali nel primo caso) nella zona interessata, contro un aumento del 7% nelle zone di controllo per lo stesso periodo. L’influenza mentale di un gruppo di persone su una specifica zona è stata denominata Effetto Maharishi (2). Il Progetto Maha intende generalizzare quanto è già stato fatto: 1) Introducendo il principio della fisica chiamato “non-località”. Cioè l’azione non deve essere fatta in loco per avere impatto. Come il metodo della preghiera indica, l’influenza sul luogo e sulle persone continua ad esistere anche quando l’azione avviene a distanza. 2) Introducendo varie modalità d’influenza, dalla preghiera, alla meditazione, al pensiero positivo, all’azione costruttiva in loco. L’obiettivo è la creazione di forme-pensiero positive mirate al luogo prescelto: qualsiasi modalità positiva può raggiungere quindi lo scopo. 3) In presenza di statistiche appropriate già esistenti, è possibile avere conferme sulla validità del metodo non solo a livello d’influenza sulla criminalità della zona, ma anche su altri aspetti socialmente indesiderabili, quali i suicidi, le separazioni coniugali e gli incidenti stradali o sul lavoro. L’esperimento si condurrà per l’intero mese di maggio 2005 in una provincia dell’Italia centrale che, per ovvi motivi, sarà indicata solo alla fine di aprile. Per dare maggiore impatto alla “messa a fuoco” mentale della zona (per fornire una sorta di ancoraggio per la mente), saranno distribuite ai partecipanti via internet cartine geografiche della provincia in questione. La cartina servirà solo come informazione iniziale: il suo uso non è necessario durante la creazione mentale. + Cosa si richiede dai partecipanti? Mancano circa tre mesi a maggio. Il tempo è perfetto per iniziare. Già pensare: “Questo m’interessa” è un inizio di partecipazione. Parlarne ad altri, ad amici, a compagni di lavoro o di studio, alla zia che si sente un pò inutile, dare questi fogli a chi è interessato, è partecipare al progetto. Anche sentire il progetto come una tua idea è una forma di partecipazione. Il massimo sarebbe mandarci via email un: “Io ci sono”. + Cosa dovrebbe fare il partecipante durante il mese? Molte migliaia di persone, non solo in Italia ma in altre nazioni, dalle Filippine, all’America, all’India, all’Australia parteciperanno all’esperimento, primo al mondo di questa scala. In aprile verranno dati dei suggerimenti più specifici, ma non c’è niente da imparare. Durante i giorni del mese di maggio, quando, ad esempio, siamo fermi al semaforo o sotto la doccia o stiamo mangiando o siamo a letto, possiamo pensare alla provincia ed ai suoi abitanti e mandare (pensare) pace, armonia, fratellanza, quello che vogliamo. + Per quanto tempo? Anche un “flash” di un secondo basta. Pochi secondi sono sufficienti. E’ più efficace farlo velocemente ma spesso (quando te lo ricordi), che farlo a lungo ma raramente (ma anche una sola volta al giorno aiuta). Se preghi o mediti puoi includere questi pensieri nella preghiera o nella meditazione. O puoi fare a tuo modo: l’importante è creare in qualche modo i pensieri positivi. Dobbiamo ricordare che, in questo progetto, l’intenzione è quella di aggregare e coinvolgere, piuttosto che separare ed escludere. Più riusciremo a restare in questo “spazio” mentale, più elevato sarà il beneficio, anche personale, che ne trarremo dal progetto. Perché tale è la natura della spiritualità. Chiederei quindi a coloro che conoscono gruppi di preghiera o di meditazione di contattarli, spiegando loro l’importanza sociale di ciò che ci accingiamo a fare.

1. Per una spiegazione più tecnica, in inglese, vedi www.spiritaction.net
2. Vedi www.mum.edu/m_effect/methodology.html

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