mercoledì - 1 Febbraio, 2023

Dal 1995 l'Informazione libera ed indipendente

Il teorema Saudita per colpire l’Iran

Data di pubblicazione:

Ultimi articoli

Articoli più letti

Elettrificazione terrestre e 5G: i pericoli spirituali

Fino ad oggi gli autori di controinformazione ben poco si sono occupati del significato “occulto” della tecnologia 5G, cioè dei suoi effetti (o forse...

Sull’immigrazione

Social Network

21,000FansMi piace
5,000FollowerSegui
9,210IscrittiIscriviti
spot_img
Condividi l'articolo:

Dopo le sanzioni degli Stati Uniti a Hezbollah, responsabile di combattere in Siria al fianco di Assad anziché dello Stato Islamico e di Al Nusra, e dopo l'uccisione da parte saudita dell'imam sciita libanese Moqtada al Sadr, la guerra dei sostenitori dell'ISIS contro il "Partito di Dio" libanese continua. Con un ulteriore obiettivo: colpire l'Iran. [Red.]


Quella che il politologo naturalizzato statunitense Vali Nasr aveva definito “la rivincita sciita” nel Vicino e Medio Oriente sta diventando il peggior incubo dell’Arabia Saudita, principale alleato dell’Occidente nella regione e roccaforte del sunnismo globale.

Ora l’ultima frontiera della guerra interna al mondo islamico passa all’improvviso attraverso il Libano. Il teorema del regime di Riad, in netto svantaggio nella partita siriana, appare semplice: colpire Hezbollah significa indebolire l’Iran degli Ayatollah. O meglio, non potendo affrontare il nemico frontalmente lo si colpisce alle spalle.

Il 20 febbraio scorso, l’Arabia Saudita aveva tagliato 3 miliardi di dollari di aiuti all’esercito libanese e un altro miliardo indirizzato alle forze di sicurezza del Paese dei Cedri. La decisione era arrivata a seguito delle ultime vittorie incassate dai miliziani lealisti siriani, sostenuti sia dai combattenti sciiti del “Partito di Dio” sia dall’aviazione russa, contro quei ribelli protetti dalle potenze occidentali che lottano per rovesciare il governo di Damasco. Ora invece il Consiglio di cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar) ha dichiarato ufficialmente Hezbollah come “organizzazione terroristica”. Una manovra senza precedenti che segnala un ulteriore deterioramento dei legami fra il Libano, sempre meno influenzato dalle forze sunnite, e le petromonarchie. In un comunicato stampa, i membri della maggior organizzazione della regione hanno sottolineato che

“la decisione è stata presa in seguito ad atti ostili compiuti da elementi di milizie legate ad Hezbollah i quali reclutano giovani nei Paesi membri per compiere atti terroristici”.

Nella dichiarazione hanno anche accusato il “Partito di Dio” di sostenere il contrabbando di armi ed esplosivi contribuendo a minacciare la sovranità e la sicurezza della regione, esortando inoltre i propri cittadini a lasciare il Libano a causa dei rischi per la loro incolumità. Una misura adottata anche da Qatar e Kuwait, mentre gli Emirati avevano addirittura messo al bando i viaggi verso il Paese dei Cedri, riducendo anche la rappresentanza diplomatica. Tra i punti contestati alle autorità di Beirut, ci sarebbe anche il rifiuto libanese di aderire alla condanna della Lega Araba e dell’Organizzazione per la Cooperazione islamica per gli attacchi del mese scorso alle sedi diplomatiche saudite in Iran dopo che la Casa reale dei Saud aveva fatto uccidere pubblicamente la massima autorità sciita del Paese, l’Imam Moqtada al Sadr.

Dopo il discorso pronunciato di recente da Hassan Nasrallah, nel quale il leader di Hezbollah ha accusato l’Arabia Saudita di avere una responsabilità diretta negli attentati terroristici in Libano e nella radicalizzazione del conflitto confessionale tra sciiti e sunniti, la nuova strategia dei Paesi sunniti del Golfo contro il gruppo di resistenza sciita sembra quello di voler colpire indirettamente la Repubblica Islamica d’Iran facendo precipitare nel caos il Libano, un Paese che più degli altri soffre il grande afflusso di profughi siriani. Il teorema di Riad è figlio di una contraddizione: come può il maggior sponsor di Daesh accusare di terrorismo una forza politico-militare che in questo decennio ha conquistato la fiducia della popolazione locale? Da prolungamento della rivoluzione khomeinista, Hezbollah si è poco a poco “libanesizzato” fino a diventare il principale alleato del governo cristiano-maronita del generale Aoun. Non a caso mentre Unione Europea, Israele e Stati Uniti lo hanno inserito nella lista nera dei gruppi terroristici, il Cremlino ha sottolineato più volte come il “Partito di Dio” rappresenti una forza socio-politica legittima schierata in prima linea nella guerra al terrorismo in Siria.

Fonte: occhidellaguerra.it


Un esempio del sostegno multireligioso della società libanese a Hezbollah è dato da questo concerto della cantante libanese, di religione cristiana, Julia Boutros… in onore proprio del "Partito di Dio" (2013):
 

Un'ammirazione reciproca, quella in Libano tra cristiani e musulmani, tanto che proprio ad una brigata di Hezbollah si deve l'aver salvato dalle distruzioni dell'ISIS diverse icone e monumenti cristiani, in particolare le icone dedicate alla Vergine Maria. [Red.]


 

Condividi l'articolo:

Potrebbe interessarti anche ...

Non si può far finta che Israele non pratichi l’apartheid

Senza dubbio Israele pratica l’apartheid contro i Palestinesi, ai quali vengono ampiamente negati i diritti umani, ma il peso politico di Israele è tale...

IL TERRORISMO INTERNAZIONALE NON ESISTE del generale Leonid Ivashov

Come mostra la situazione mondiale, il terrorismo appare ovunque si esasperino le contraddizioni, dove intervenga un cambiamento delle relazioni sociali, dove appaia un’instabilità politica,...

Dalla carta al digitale

È giunto il momento della scelta! La crisi che ha investito il mercato editoriale della carta stampata non perdona e anche per le nostre...

Chemtrails: Fabio Volo di Radio Deejay intervista Straker

Riportiamo un'intervista di Fabio Volo a Straker su Radio Deejay. Pensiamo che sia un passo importantissimo di poter portare il problema delle scie chimiche...

Abbonati a Nexus

Eventi Nexus

Le potenzialità del nostro cervello

0
Grazie alle neuroscienze, oggi possiamo governare meglio le nostre emozioni, soprattutto nelle relazioni interpersonali.A ribadirlo con straordinaria autorevolezza sarà ancora una volta il Dott....

Eventi Segnalati

Iscriviti alla Newsletter

Rimani sempre aggiornato sul mondo Nexus.

Conferma la tua iscrizione tramite la mail che riceverai.

Sostieni Nexus Edizioni

spot_img

YouTube