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INTRIGO INTERNAZIONALE di Massimo Mazzucco

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Che cosa possono avere in comune un oscuro medico palestinese, una elegante signora francese, un colonnello arabo un po’ incartapecorito, cinque anonime infermiere bulgare, e un ex-ministro degli esteri austriaco che dal cognome sembra un incrocio fra un cioccolatino e una merenda per bambini?

Sembrano i personaggi di una dozzinale novella di spionaggio, scelti apposta per non c’entrare nulla l’uno con l’altro, e dare così quell’aria di “intrigo internazionale” a storie che solitamente si reggono in piedi, appunto, solo nei libri di spionaggio.

Invece le persone sono tutte vere, e il palcoscenico è quello delle prime pagine europee di ieri.

Già l’antefatto era poco chiaro: otto anni fa, il medico palestinese e le infermiere bulgare vengono accusati della Libia di avere iniettato sangue infetto da virus HIV a oltre 400 bambini. I sei, che si trovano in Libia, vengono arrestati, processati, e condannati a morte, pena che verrà poi commutata nell’ergastolo. Si fa un po’ di baccano in tutta Europa, qualcuno si domanda perché mai delle infermiere bulgare debbano mettersi a iniettare sangue infetto ai bambini di un paese come la Libia, c’è chi sostiene che l’epidemia sia scoppiata prima ancora del loro arrivo, altri dicono che quando ci va di mezzo un palestinese c’è sembre lo zampino del Mossad, ma la “strategia del ragno” alla fine non viene chiarita, e la cosa passa nel dimenticatoio.

Ma a qualcuno evidentemente queste sei persone stavano a cuore: scopriamo oggi infatti che l’intero parlamento europeo, nella persona del suo Commissario per i rapporti con le nazioni estere, Benita Ferrero-Waldner, si è segretamente adoperato, da mesi, per ottenere la liberazione delle infermiere bulgare e del medico palestinese, e sembra anche che grosse quantità di denaro, provenienti “sia dall’Europa che da fondi privati”, siano state pagate alle famiglie dei bambini infettati.

E ora che era tutto pronto per la liberazione, ecco entrare in scena l’elegante signora francese – ovvero Madame Sarkozy, la moglie del neo-eletto presidente francese – che con un guizzo da predatore si impadronisce della scena, e mentre atterra a Bucarest con i sei disperati su un aereo ufficiale francese, fa fare al marito la figurona del grande paladino di giustizia e libertà.

Peccato che le infermiere si continuino a dichiarare innocenti, che nessuno abbia mai scoperto chi ha fatto morire quei bambini, e soprattutto chi e a che scopo abbia architettato questa improbabile novella d’appendice.

Di certo però c’è una cosa: Sarkozy sta per recarsi in Libia “per discutere la reintegrazione di Tripoli nella comunità internazionale,” mentre il Presidente della Commissione Europea Barroso ci fa sapere che “ora l’Europa può iniziare a normalizzare gli scambi politici ed economici con la Libia, i nostri mercati potanno aprirsi ai prodotti libici dell’agricoltura e delle pesca, e vi potrà inoltre essere co-operazione in archeologia, educazione, eccetera…"

Ci stanno forse dicendo che tutto questo ben di Dio era bloccato alla partenza da cinque anonime infermiere bulgare e un anononimo medico palestinese? Ma ci andavo io a liberarli, se me lo dicevate!

(tratto da luogocomune.net )

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