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La ‘Crisi’ in Corea made in Washington – di G. Deirdre

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Quando una “crisi” che riguarda la Corea compare all’improvviso nei media corporativi statunitensi, la loro posizione è sempre che la Repubblica democratica popolare di Corea (la Corea del Nord socialista) ha fatto qualcosa di assolutamente irrazionale per causarla. Sono totalmente ignorati i fatti di quanto accaduto e, egualmente, ciò che li ha causati.
Sì, la Corea del Nord ha sparato sull’isola di Yeonpyeong il 23 novembre. Secondo i funzionari sud coreani, due dei loro soldati sono stati uccisi. Ma il bombardamento avvenuto alle 14:34, ora coreana. Che cosa era successo prima? Circa 70.000 militari sud-coreani sono stati mobilitati per le “esercitazioni” di guerra proprio diritto al largo del confine marittimo tra il nord e il sud – un territorio conteso. La Corea del Sud ammette di aver sparato proiettili in acque che la Corea del Nord considera suo territorio, alle 1:00 pm – più di un’ora prima della risposta del Nord.
Se la Corea del Sud e il suo gigantesco sponsor, gli Stati Uniti, avevessero voluto evitare il confronto con la RPDC, avrebbero sparato proiettili in una zona contesa? Tanto più che la Corea del Nord aveva già dichiarato che le manovre militari “simulavano un’invasione del Nord“? La provocazione arriva dagli Stati Uniti e dal regime di destra sud coreano, non dalla RPDC. Questa “esercitazione” con 70.000 militari da parte del regime della Corea del Sud dovrebbe continuare fino al 30 novembre. Sebbene gli Stati Uniti ufficialmente neghino di avervi preso parte, CNN.com del 23 novembre ha riferito che “alcune forze USA avevano aiutato la Corea del Sud in un esercitazione per l’addestramento militare, ma non sono stati sparati colpi nella zona.” Giusto. Facevano parte della provocazione, ma sono rimasti fuori dalla scena. Infatti, i militari sud-coreani sono profondamente integrati con il Pentagono. Nel mese di luglio, i due paesi hanno tenuto “esercitazioni” congiunte nelle stesse acque, al largo della costa occidentale della penisola coreana. Le manovre coinvolgevano 200 aerei e 20 navi, tra cui la portaerei a propulsione nucleare USS George Washington.
I media imperialisti, oggi  stanno dicendo che la “belligeranza” della RPDC sta provocando la pazienza della Cina. La Cina è un alleato della Corea del Nord dal 1950, quando le forze USA invasero la Corea del Nord, bombardato tutte le sue città e minacciato il nuovo governo rivoluzionario della Cina con la guerra nucleare. Ma mentre la Cina sta cercando una soluzione pacifica della crisi attuale, non vi può essere alcun dubbio che vede la belligeranza degli Stati Uniti verso la Corea del Nord come una minaccia al suo sviluppo pacifico.
Li Jie, un ricercatore presso l’accademia della marina militare cinese, ha scritto il 12 luglio sul China Daily, delle “esercitazioni” USA-Corea del Sud in programma per quel mese: “Un’esercitazione congiunta con la ROK [Corea del Sud] nelle acque al largo delle sue principali basi militari asiatiche, aiuterà gli USA a realizzare molteplici obiettivi strategici nella regione Asia-Pacifico“, aveva detto Li. “In primo luogo, l’esercitazione aiuterà gli Stati Uniti a mantenere alta la pressione contro quella che definisce il regime irrequieto della RPDC. Credeva anche che fosse un’indicazione esplicita della posizione degli Stati Uniti, che la sola superpotenza mondiale potrebbe saldamente sostenere la Repubblica di Corea e il Giappone, nel caso di un conflitto militare tra Pyongyang e i due tradizionali alleati asiatici di Washington. “Inoltre, una deliberato esercitazione militare nel Mar Giallo aiuterà anche gli Stati Uniti a raccogliere informazioni geografiche e militari su alcuni paesi asiatici [in particolare la Cina – dg] confinanti con le ampie acque”.
Il Generale Ma Xiaotian, vice capo di stato maggiore dell’Esercito di Liberazione del Popolo, ha espresso ‘ferma opposizione’ alle previste manovre militari ROK-USA. Ma le manovre si sono svolta comunque.
Non c’è nulla di “irrazionale” nella risposta della Corea del Nord o nelle preoccupazioni dei militari cinesi. L’imperialismo statunitense ha condotto una guerra terribile contro la Rivoluzione coreana, nel 1950-1953, che provocò milioni di morti. Ha occupato la Corea del Sud da allora, con una forza che ancora conta quasi 30.000 uomini. Si è rifiutato di discutere anche un trattato di pace, per porre ufficialmente fine alla guerra. Dovrebbe essere sorprendente, allora, che la Corea del Nord sa che deve essere pronta, in qualsiasi momento, a respingere una nuova invasione? C’è da meravigliarsi che i leader della Cina siano allarmati quando l’imperialismo degli Stati Uniti, mentre fa soldi con gli investimenti e il commercio con essa, cerca tuttavia di circondarla militarmente?
Invece di fare propaganda anti-RPDC sotto le vesti della psico-analisi dei suoi leader, perché i media non si chiedono perché i leader statunitensi fanno quello che fanno? Perché hanno mantenuto una politica ostile contro la Corea del Nord per più di 60 anni, dall’epoca della sua rivoluzione anti-coloniale e anti-capitalista? Perché non firmano un trattato di pace con la RPDC, in modo che il popolo coreano può lavorare per il disarmo reale e il riunificazione?
Ma ciò equivarrebbe a riconoscere che gli Stati Uniti sono governati da una classe di miliardari che si è ingrassata con la guerra e lo sfruttamento di tutto il mondo, e ha una lunga storia di creazione di scuse per l’espansione del suo sanguinoso raggio d’azione imperiale. I media hanno fatto parte di questa storia ingloriosa, da quando i giornali di Hearst inventarono una scusa per invadere Cuba nel 1898.
Non dobbiamo cadere su un altra bugia da “Golfo del Tonchino” o ”armi di distruzione di massa“. Il nemico della classe operaia è proprio qui, nei consigli d’amministrazione e nelle banche del capitalismo statunitense, che stanno distruggendo tutto ciò che il popolo ha conquistato in generazioni di lotta e di duro lavoro.
Nessuna aggressione contro la Corea socialista! Revocare le sanzioni e portare a casa le truppe degli Stati Uniti!

Copyright degli articoli 1995-2010 Workers World. La copia  e la distribuzione di questo articolo, nella sua integrità, sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurora03.da.ru

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