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“L’EGOISMO ENERGETICO” È UNA VIA SENZA USCITA di Vladimir Putin

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Data la sua importanza storica, è stato ampiamente ripreso dai maggiori quotidiani europei… e in Italia, senza troppo seguito, dal Sole 24 Ore. Qui da noi va infatti di moda parlare di "ricatto del gas" dello "zar cattivo", e piuttosto che approfondire le cose serie, occuparsi di cronaca e Festival di Sanremo. Continuiamo a farci del male…

"L'EGOISMO ENERGETICO" È UNA VIA SENZA USCITA
di Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa

Abbiamo proposto ai nostri partner [della prossima riunione del G8 a San Pietroburgo N.d.T.] di concentrare la nostra attenzione su tre argomenti di acuta attualità: la sicurezza energetica globale, la lotta alle malattie infettive, e l'istruzione. Tale ordine di priorità è orientato al raggiungimento di un obiettivo comune: l'innalzamento della qualità e del livello di vita delle persone di questa e delle future generazioni.

Il sistema energetico globale di oggi è un'importantissima forza motrice del progresso sociale ed economico. Esso influenza direttamente il benessere di miliardi di abitanti del pianeta.

L'instabilità dei mercati degli idrocarburi minaccia concretamente la fornitura globale di energia. Uno degli aspetti di tale minaccia è rappresentato dalla crescita del divario tra domanda e offerta. La crescita del consumo delle risorse energetiche nei paesi asiatici è di per sé evidente.

È necessario riconoscere il fatto che siccome il sistema energia è diventato globale, la sicurezza energetica non può non essere condivisa. Destino energetico comune significa responsabilità comune, comuni rischi, e comuni vantaggi.

È particolarmente importante formulare una strategia per il raggiungimento della sicurezza energetica globale, basata sui principi delle forniture energetiche a lunga scadenza, sicura, ecologicamente sostenibile, a prezzi ragionevoli che siano accettabili tanto dai paesi esportatori quanto dai consumatori.

Noi ci sentiamo in dovere di lasciare ai nostri discendenti quella "architettura" del sistema energetico mondiale che possa tutelarli dai conflitti, dalle forme non costruttive della lotta per le forniture. A tale proposito la Russia si propone di unire più strettamente gli sforzi del G8 e di tutta la comunità internazionale verso la ricerca applicata nelle tecnologie innovative.

Passi importanti in questa direzione sono stati compiuti dal G8 l'anno scorso a GlennEagles. Si tratta innanzitutto dell'approvazione del Piano per l'incentivazione delle innovazioni nel settore del risparmio energetico e della tutela dell'ambiente. Noi riteniamo di importanza primaria agganciare alle iniziative del G8 i paesi che non ne fanno parte, soprattutto quelli in rapido sviluppo industriale.

Non dobbiamo dimenticare che oggi circa 2 miliardi di persone sul pianeta non hanno accesso ai moderni servizi energetici, e moltissimi non hanno neanche la possibilità di utilizzare l'energia elettrica. Di fatto, viene così precluso loro l'accesso a molti beni e conquiste della civiltà. La carenza di risorse energetiche in varie regioni frena significatamente la crescita economica, e l'uso irrazionale di esse può portare alla catastrofe ecologica globale.

Negli ultimi tempi gli esperti discutono in maniera molto attiva sulle prospettive dell'aumento del consumo energetico nei paesi in via di sviluppo, mediante un maggiore impiego di fonti non tradizionali. E qui l'aiuto del G8 assume un'importanza particolare, nel concepire e realizzare impianti energetici alternativi.

In generale bisogna comprendere e riconoscere in maniera congiunta che nel mondo contemporaneo, così interdipendente, "l'egoismo energetico" è una via senza uscita. E' nostra profonda convinzione che la redistribuzione dell'energia, muovendo solamente dalle priorità dal gruppo ristretto dei paesi più sviluppati, non corrisponda agli obiettivi e ai compiti dello sviluppo globale. Lavoreremo per poter formare tale sistema di sicurezza energetico che consideri gli interessi di tutta la comunità mondiale.

[Traduzione dal Russo di Maria Zolotkova e Stefano Serafini]

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