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Marco Todeschini e la psico-bio-fisica: la nuova frontiera delle onde a bassa frequenza

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Marco Todeschini è stato un uomo eccezionale del nostro tempo, sintetizzando in sé filosofia, arte, mistica e scienza, ridando vigore e riconoscimento alle teorie di Galileo, Aristotele, Cartesio e molti altri, rivelando quello che la scienza moderna continua ostinatamente a celare dietro a formule sulla natura del “vuoto”, sulle “forze” che lo muovono imputandole ad una qualche qualità della materia di cui non sono riusciti nemmeno a spiegarne l’origine (non se ne capacitano) e per la quale non celano neanche un minimo imbarazzo, considerando queste forze semplicemente insondabili e “misteriose”; o sull’atomo, la natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e molto altro solo postulato, ma mai realmente dimostrato.

Non starò qui ad elencare i meriti ed i riconoscimenti1 del suo lavoro, dalle cattedre di Psicobiofisica sorte in Europa1 ed America alle onorificenze2 di Stato quando ancora queste cose avevano un valore ed un significato preciso di integrità, sacrificio ed abnegazione; dirò soltanto che Marco Todeschini morì nel 1988, a 90 e passa anni, ed a parte la stima di quei pochi che riconobbero in lui il genio, egli è rimasto ai margini della comunità scientifica (i suoi testi non vengono nemmeno studiati nelle facoltà universitarie di fisica) e del tutto inascoltato, nonostante avesse teorizzato una delle più brillanti teorie unificanti: la “Teoria delle Apparenze”. 

Questo, presumo, fu dovuto per buona parte dal fatto che nel suo descrivere l’universo egli introduceva la questione di un altro ordine di mondo (mondo delle cause o spirituale), una volontà ed un’intelligenza superiore che andava oltre il comportamento della materia. Egli enuncia che il Sole ed i pianeti, come gli atomi e gli elettroni, altro non sono che campi rotanti di spazio “centro mossi”, identificando i fenomeni fisici come particolari movimenti di uno spazio fluido, deducendone le “leggi” attraverso l’applicazione delle conoscenze basilari della “Fluidodinamica” ed introducendo anche tra questi fenomeni quelli di natura sottile ovvero “spirituale” che sorgono nel soggetto “osservatore”. Lo stesso Cartesio, per spiegare il meccanismo del sistema solare, aveva immaginato che un immenso vortice di fluido, chiamato “etere”, ruotando attorno al Sole, trascinasse i pianeti a compiere una rivoluzione intorno ad esso.

Rimaneva un ultimo grande interrogativo per Todeschini e cioè “chi o cosa imprime il movimento alla materia e regola i processi biologici e psichici dell’uomo?” – attribuendo questo comportamento a qualcosa di ancora inesplorato, forse inaccessibile, ma non per questo non conoscibile. Se solo l’uomo avesse compreso la necessità di crescere e cambiare il suo paradigma di fondo o la descrizione che si è dato del mondo, dell’universo e del significato della sua esistenza su questo piano, in una parola se solo l’uomo avesse capito e cercato un nuovo “sistema cognitivo”, proprio quello che Todeschini propone, avrebbe iniziato a esplorare gli autentici misteri dell’universo, invece che ritardare e soffermarsi a misurarne solo le sue “apparenze”. I filosofi e tutti gli autentici ricercatori della storia hanno chiamato queste intelligenze “Logos“, mutuando il termine dalla parola greca λ?γος derivata dalla parola λ?γειν (léghein) che significa “scegliere”. I “logos” dotati di particolare forza e volontà sono un’emanazione del Creatore, una sorta di “legge universale” che regola l’universo. Il logos assoluto è quello che noi chiamiamo Dio (definizione che ritroviamo in Platone, Eraclito, Leucippo, Aristotele e molti altri). Il logos come una vibrazione in grado di dare movimento all’etere e concentrarlo in precisi punti, appunto, centro mossi, sulla sua superficie. 

Nonostante Todeschini ne abbia dimostrato l’esistenza, egli ha anche dimostrato che il movimento che osserviamo non deriva dall’etere: l’etere è un fluido dinamico mosso da intelligenze emanate da una coscienza superiore che chiamiamo Dio, ed al quale Todeschini imputa ogni ragione ultima dell’esistenza dell’universo. C’è una causa che viene prima della manifestazione fisica, i cui comportamenti altro non sono che “apparenze” di queste influenze, quello che gli antichi chiamavano Spirito. Nella tradizione orientale dei veda, Purusha (la forza o coscienza o intelligenza) investe e agita Prakriti, la materia fluidodinamica o etere che prende forma. Oggi comprendiamo che c’è molto di più che delle masse immerse in questo fluido; comprendiamo che queste masse molto probabilmente sono state generate da qualcos’altro, la cui manifestazione od “apparenza” è quella stessa forza che imprime movimento all’“etere” generando campi in esso (centro mossi); una forza, una volontà, un’intelligenza al di fuori della materia in grado di modellare l’etere e fargli assumere la forma di quelle concentrazioni che chiamiamo pianeti o stelle.

Immaginate di disporre di un foglio di gomma fluida, magari trasparente, e per effetto del calore e del movimento di poter agire in modo rotante su di esso, proprio come quando girate la polenta nel paiolo. Nel punto in cui porrete il centro di applicazione di questa forza (centro mosso) inizierete ad avvicinare massa di questa gomma fino a creare una concentrazione che darà l’impressione, o meglio, l’“apparenza” di una maggiore densità rispetto al resto della sostanza fluida disponibile. 

Provate adesso ad immaginare di applicare questa forza in svariati punti del nostro foglio (i logos) ed immaginate di non essere in grado di vedere il foglio stesso: ne otterreste un sistema di concentrazioni (spazi rotanti) molto simile ad un sistema di pianeti e che solo apparentemente risulterebbero inerti, densi e fluttuanti nel vuoto. Le loro rotazioni a spirale si influenzerebbero tra di loro perché prodotte su di un’unica superficie fluidodinamica, dando l’impressione di possedere forze (di gravità o attrattive e repulsive) che si interconnettono ed interferiscono a causa della loro massa e distanza, delineando quelle orbite solo “apparentemente” ellittiche. 

Una cosa simile la osserviamo tutte le volte che un turbine d’aria (invisibile all’organo visivo) investe della polvere che, sollevata, ne delineerà i contorni ed il movimento. In ultima analisi anche il calore ed il movimento altro non sono che altre “apparenze” dato che le stiamo osservando in un mondo manifesto o fisico, che risulteranno in altri comportamenti inspiegabili della materia, secondo la scienza ufficiale, ma che Todeschini spiega come “sensazioni” percepite dall’osservatore. Ecco che siamo in grado di spiegare tutto questo attraverso il concetto di “vibrazione” (cimatica). Tutto si tradurrebbe in una vibrazione, solo attraverso la vibrazione noi siamo in grado di generare calore e movimento in uno spazio fluido. Ecco comparire un altro tassello: gli spazi vengono centro mossi da una qualche specifica vibrazione, pulsata e ripetuta a cicli o frequenze stabilite. Da dove arriva questa vibrazione? Di quale sensatezza è dotata? Cosa ne stabilisce la frequenza e perché? A che scopo? Qual è la coerenza di una tale azione? A cosa serve l’universo e perché ha questo comportamento? 

La scienza sta solo misurando le sue “apparenze”, lontana dallo scoprire questa ragione; non le interessa, perché se dovesse farlo dovrebbe porsi le questioni “chi o cosa sta operando dietro all’universo?” e “con quale interesse?” e “per ottenere quale risultato?”; e questa, come ben ci è stato detto ed insegnato, è da considerarsi solo cosa da filosofi e quindi di poco conto. La Filosofia va bene fino a quando racconta scemenze nei salottini o per vendere libri incomprensibili, ma se si pone come cardine di una ricerca dev’essere ridicolizzata e resa inoffensiva; già, dato che la scienza, per qualche ragione che al momento ci sfugge (oppure no), non deve interessarsi di queste cose. Nulla di più lontano dalla verità. Come è possibile credere ancora oggi a scemenze del tipo che l’acqua sulla Terra l’abbiano portata le comete, precipitando senza apparente ragione sulla superficie e sciogliendo minuscole quantità di acqua in milioni di anni, o che siano state delle specie di alghe a produrre ossigeno, o cose simili propagandate in documentari a vario titolo e tutti con lo stesso format? Avete un’idea delle dimensioni di un oceano?

Magnetismo, gravità, peso, inerzia, forze centrifughe e giroscopiche sono tutte “apparenze”, cioè tutte conseguenze di un’unica causa di ordine diverso e superiore, di cui Todeschini scoprì l’essenza. La domanda veramente interessante da porsi non è se egli avesse ragione o chissà cos’altro di scientifico, ma semmai: Perché? Perché “centro mossi”? Vi siete soffermati a riflettere sull’espressione usata da Todeschini: “centro mossi”? Perché? A che scopo? Cosa sta cercando di fare, passatemi il termine, il “Creatore” agendo in questo modo nell’Universo, e perché con questa modalità e non un’altra? Queste non sono solo domande esistenziali, sono domande scientifiche e la scienza dovrebbe porsi la questione, senza lasciare questo vuoto in mano a superstizioni religiose, guru e maestri a vario titolo.

Ma passiamo oltre. Todeschini infatti non si limitò a questo. Scoprì, o meglio rivelò e diede coerenza, causa, ragion d’essere alla tecnologia elettronica di tutti gli organi di senso; confermando di fatto quanto da tempo tutte le tradizioni orientali affermano a proposito dei meridiani, il sistema nervoso e le loro connessioni con il cervello, le relazioni con gli organi vitali (proprio come afferma Hamer a proposito dei “foglietti embrionali”), il perché dei disequilibri (sempre di Hamer la sensatezza biologica e lo studio dei “conflitti” interiori) e quale incredibile relazione abbia tutto questo con lo stato mentale o sistema cognitivo o credenze in essere attualmente in questa società, con ciò che chiamiamo “psiche”. 

Basterebbe integrare il lavoro di Hamer con quello di Todeschini e viceversa, introducendo la relazione frequenze (di funzionamento del cervello) ultrafini o a bassa frequenza = “foglietti embrionali” = organi e tessuti collegati, insieme ai concetti di “conflitto biologico” e stato elettrico “bio-energetico generale”. Completando il quadro introducendo lo studio di sé, delle abitudini (anche mentali), atteggiamenti, “sistema cognitivo” attuale, integrando il tutto con un lavoro di educazione atto a liberare la “mente” e ad assumere un nuovo “atteggiamento” o “sistema cognitivo”, liberandosi dalle “idee” pregresse che ne condizionano il comportamento: causa prima del suo squilibrio generale. 

Mappando ogni area del cervello non solo per “foglietti” (embrionali), ma anche per “frequenze di funzionamento”, ci troveremmo di fronte alla possibilità di realizzare uno strumento avveniristico per la medicina moderna, che ci permetterebbe di operare sulla salute di un individuo (senza squartarlo o avvelenarlo) e molto altro legato anche alla sua psiche, cosa possibile, quest’ultima, solo se insieme introdurremo un nuovo “sistema cognitivo” in grado di aprire la mente e la visione sull’uomo, nonché le implicazioni profonde del fatto che egli esiste. 

Se un individuo vede il mondo attraverso la lente del suo condizionamento, non potrà che imporre precise risposte biologiche che, per quanto sensate, non faranno altro che danneggiarlo (visto che questo è lo scopo non dichiarato dei “sistemi” attuali in essere) e portarlo a ciò che lui, ancora erroneamente, chiama malattia o disastro emotivo. Ecco perché molte delle cure innovative rischiano di perdere di efficacia. È lo stato mentale, le abitudini mentali insinuate da secoli negli esseri umani, l’ostacolo che dev’essere superato se vogliamo aumentare l’efficacia di tutta questa conoscenza e terapie. Si pone sempre la questione della necessità di portare avanti e sviluppare un nuovo tipo di istruzione o educazione. La parte di istruzione, addestramento della psiche o anima ad un nuovo paradigma atto ad aiutarla a rendersi conto di essere stata ingannata, non può prescindere o essere escluso da questo tipo di studi e “lavoro”. Una rivoluzione del pensiero in grado di contestualizzare tutte queste novità (per noi). Credo non sia un caso che Todeschini abbia chiamato tutto questo Psicobiofisica, gettando le basi di una nuova scienza unitaria (o olistica) in tutti i sensi. 

La ricerca personale, lo sviluppo e la “presa di coscienza” sono elementi imprescindibili per uscire da quel torpore generale e struttura mentale che ci fa interpretare per poi ripetere sempre le stesse cose (binario conflittuale) e ci porta inesorabilmente a vivere in modo del tutto inconsapevole, sperperando le nostro risorse e facendoci sperimentare costantemente una condizione di “inadeguatezza” che per alcuni è diventata oltremodo insostenibile, e mi riferisco soprattutto a coloro che hanno iniziato “sinceramente” a intuire che c’è molto più di quello che uno crede o gli raccontano. La “sensazione” di essere stati privati di qualcosa, sebbene non chiara e solo a livello di “sentimento”, è la realizzazione di un autentico stato di necessità che si manifesta come quel “chiodo fisso da non dormirci la notte” da cui è affetto Neo; è questo quel particolare stato in grado di dare un senso e generare quella condizione ben espressa dalle parole del Cristo: “cercate e troverete!” Capiamo così che per cercare occorre avere una “necessità” che sia oltre i bisogni di una mente e un emozionale immaturo e capriccioso, che erroneamente chiamiamo o identifichiamo con l’“anima”. Ma proseguiamo.

Todeschini, sempre a proposito della biologia, completò il quadro introducendo tra gli organi di senso già abitualmente studiati, lo studio e l’osservazione di organi quali quelli termici, quelli elettrici, quelli di moto, e comprendendo la ragione ed il perché esiste nell’uomo una struttura dei nervi atti e fatti per condurre elettricità; tutto alla luce della natura complessa ed olistica di Psiche, biologia e fisica. L’uomo è una macchina biologica incredibile, che attraverso il cibo, l’aria e le impressioni (o “urti di materia eterica dello spazio fluido verso i nostri organi”) che riceve dall’ambiente è capace di estrarre quell’alimento, quella sostanza energetica, bioenergetica che le serve per il proprio funzionamento e per la propria sopravvivenza. Se per il cibo e l’aria gli organi preposti a questa trasformazione seguono un programma biologico inviolabile, il comportamento dei nostri organi di senso influenzati dalle impressioni che continuamente riceviamo sono reinterpretati alla luce della nostra attuale mentalità o “sistema cognitivo” (deficitario). 

Il “sistema cognitivo” che l’uomo usa per interpretare la realtà fisica influisce e genera stati d’animo che determineranno le circostanze e il suo stato di salute generale, ovvero il suo stato energetico, trasformando l’oggettività dell’osservato nella soggettività alterata dell’osservatore. Va da sé che se convinci qualcuno di essere un nulla e lo condizioni a cercare costantemente attenzioni, riconoscimenti e considerazione dagli altri, creerai un’alterazione difficilmente eludibile che influenzerà ogni possibile opportunità di rendersi conto in quali condizioni di schiavitù, soprattutto emotiva, viviamo. Anche quando messo al corrente quell’individuo, senza fare un percorso a ritroso o di ricapitolazione dei propri processi educativi e del proprio vissuto programmato, utilizzerà questa nuova informazione ancora con la stessa modalità interpretativa (programma o app) che gli è stata suggerita e della quale è stato convinto essere accattivante e unica possibile per lui.

L’uomo è come uno “smartphone” che consuma batteria o carica con applicativi o “app”, che lui considera necessarie e che provengono da un’unica centrale di programmazione (il mondo delle macchine in Matrix). Le “app” di per sé possono essere utili al suo sviluppo intellettuale come anche alla sua degenerazione; dipende dal codice e quali processi nascosti genera sotto. Siamo invogliati ad usare queste app (penso a what’s up! e a molte altri simili per comunicare in “libertà”) di cui non conosciamo fino in fondo il funzionamento e lo scopo, e siccome è nella normalità usarle, non ci poniamo nemmeno la questione. Dato che alla fine, indipendentemente dal servizio che offre, ogni “app” consuma in misure diverse la carica della batteria, diventa interessante capire cosa fa realmente, come opera, cioè, ognuna di queste “app”, tanto per poter scegliere quali siano veramente utili e quali no. Si capisce l’analogia? Si capisce solo se si è capita la questione relativa alla risorsa energetica o batteria.

Todeschini sostiene che gli urti dello spazio fluido verso i nostri organi di senso sono la causa delle “sensazioni” che sperimentiamo continuamente, ma che interpretiamo alla luce di precise “credenze” o “sistema cognitivo”. Chi non è in grado di accorgersi che siamo capaci di percepire calore, o che ci stiamo muovendo? Diamo queste cose talmente per scontate da non porci più l’attenzione o la domanda, perdendone così anche il senso “cognitivo” e le immense implicazioni dal punto di vista esistenziale che il porvi l’attenzione farebbe emergere. È questa la grande rivoluzione di Todeschini: quella di riformare, attraverso la conoscenza, la sperimentazione scientifica e l’adozione di un atteggiamento, il sistema cognitivo dell’individuo. Partendo da una nuova base di “conoscenza” (Psicobiofisica) e dalle “osservazioni” di sé, quell’individuo diventa capace di comprendere molto altro, rispetto a quanto gli è stato imposto, concernente il suo “essere”. Quanti sono in grado di sbrandizzare il loro smartphone od assegnarsi privilegi di “root” (superuser) che gli permettano di gestire veramente il loro dispositivo? Vediamo il nostro telefono rallentare, scaricare la batteria in poche ore, nonostante ne facciamo un uso oculato, senza individuarne la ragione. Diamo per scontato che dobbiamo rimetterlo sotto carica e la cosa finisce lì. Pur di poter soddisfare i nostri desideri non ci fermiamo a riflettere da dove tutto questo arriva e a quale scopo. Lo scopo è scaricare la batteria mentre ti convinco che questa cosa ti è indispensabile per vivere. Si capisce l’analogia?

Grazie alla sostanziale non conoscenza dei meccanismi del funzionamento non solo del cervello, ma anche degli stessi organi di senso, si sono diffuse sul web e anche oltre informazioni, alcune delle quali fanno riferimenti espliciti agli studi di Todeschini, secondo le quali sarebbe possibile riequilibrare gli emisferi cerebrali attraverso l’applicazione o l’ascolto di tracce audio, di non ben precisata natura, che riproducono onde a bassa frequenza ed altre cose del genere. Mi sto riferendo in particolare alla “superstizione” sui 432 hz, gli 8 hz, la relazione (che non esiste, almeno come è contestualizzata) con i chakra e molto altro, il conseguente e presunto lifting sonico equilibratore come effetto o certe “neuro-tecnologie” che si prefiggono di potenziare le nostre “facoltà”. Quali “facoltà”? Non c’è macchinario o CD o scienza che possa trasformare un “cordolo da marciapiede” in una “autostrada” (V.P.). Sono i processi di crescita, l’esperienza vissuta direttamente, il coraggio di affrontare l’esistenza come una grande avventura, un viaggio all’insegna del rendere conosciuto lo sconosciuto,  il lavoro costante nel tentativo di liberarsi dai condizionamenti di un “sistema “cognitivo”  distruttivo: questo permette di crescere e diventare qualcos’altro. Se le “sensazioni” o “impressioni” che riceviamo verranno comunque tradotte dal nostro interprete personale  (“sistema cognitivo” attuale) quali benefici duraturi possiamo sperare da qualsivoglia tecnologia o terapia?

Tutto vero, mi riferisco alle ricerche ed informazioni sopra citate, dalla ricostruzione storica (da 432hz a 440hz) all’utilizzo pratico, ma si confonde una questione legata alla percezione, ovvero impressioni o urti della materia eterica con i nostri organi di senso, con la possibilità di accedere e dare energia ovvero ricarica e riequilibrare il cervello. Le onde a bassa frequenza o ultrafini di per sé non fanno nulla, sono frequenze con cui le varie parti del cervello elaborano le percezioni, come la frequenza di funzionamento del nostro processore di ultima generazione del computer. Queste tracce audio o emissioni d’onda, in particolare, muovendo la materia eterica producono nell’urto con i nostri organi di senso delle “sensazioni” che noi facilmente interpretiamo come gradevoli, attribuendole allo spirito mentre si tratta ancora di questioni legate ai comportamenti della materia; certo, meglio che il frastuono generale, ma dare cibo energetico al cervello ed eventualmente equilibrarlo scaricando le cariche elettrostatiche nocive di telefonini, Wi-Fi, tv, etc… è un altra cosa. 

Le “emissioni” elettromagnetiche provenienti dal corpo che si sostiene vengano registrate non sono altro che l’effetto del funzionamento bio-frequenziale naturale del cervello, degli organi e della struttura nervosa, e non sarà certo una riproduzione sonora a riportare in equilibro un funzionamento che è già tale per sua natura. Certo, lo “spirito” che produce come conseguenza di questi urti “sensazioni” gradevoli ne guadagna, ma avere una piena consapevolezza è ben altra cosa. C’è un’altra diceria sul cervello che va sfatata, ed è quella relativa alla sua dualità, diceria che afferma e porta a dedurre, in sintesi, che l’emisfero destro creativo sia buono e quello sinistro logico-razionale sia cattivo; in realtà entrambi gli emisferi sono utili e utilizzati dal deus ex machina per la realizzazione di un’esperienza piena dal punto di vista coscienziale. Tutta questa dualità è solo nella testa di chi osserva, ma non è come sembra; il problema semmai è il contenuto che è stato depositato in quella parte dell’emisfero sinistro del linguaggio e non solo, per effetto dei processi educativi del primo tipo, che altera l’interpretazione di certe “sensazioni”.

Gli esseri viventi emettono onde elettromagnetiche come “apparenze” del funzionamento dei dispositivi che compongono la struttura elettro-biologica. L’elettricità è il mezzo, è un altro strumento o “apparenza”. Elettricità o energia e “coscienza” sono indissolubilmente legate, l’una non si manifesta senza abbastanza dell’altra. Le frequenze basse o ultrafini sono le frequenze di funzionamento di questo incredibile “processore” che chiamiamo cervello, e sede o tramite attraverso il quale l’anima opera in questo mondo materiale. Ogni sezione ed ogni emisfero ha la sua frequenza di funzionamento, e tutti i sistemi e gli organi interni legati ai vari compartimenti o foglietti embrionali funzionano con le stesse frequenze della parte cerebrale dalla quale derivano. È di uno strato superiore, sopra alla materia che stiamo parlando, quello biologico (sensato) o biofrequenziale.

Sapere delle onde ultrafini, delle biofrequenze, conoscere la struttura e la modalità di funzionamento del cervello equivale ad avere le chiavi di accesso. La domanda è: per farne cosa? Il cervello riconosce esclusivamente un campo pulsato prodotto da un toroide naturale come è la Terra, gli alberi fanno il resto. Le cuffie di uno stereo non bastano ad attivare questo riconoscimento, non c’è nessuna bio-risonanza, in senso stretto, in un “urto” con gli organi di senso, ci sono “sensazioni” più o meno gradite che possono o meno alterare o migliorare lo stato umorale. Alimentare il cervello non è cosa così banale. Il tipo di intervento richiesto e un po’ più articolato. Lo stesso Todeschini suggerisce come produrre dispositivi basati su “tecnologia biofrequenziale” in grado di realizzare veramente quest’opera, questo servizio, perché aveva studiato e compreso il funzionamento biologico e la relazione con le frequenze (bio-risonanza). Suggerì come costruire un macchinario in grado di generare specifiche frequenze elettromagnetiche ultrafini che si sintonizzassero al normale funzionamento del cervello per legge, appunto, di “risonanza” o meglio per bio-risonanza, e per trasferire quantità di elettricità utili ad un miglior funzionamento generale che si traduce in conseguente miglioramento dello stato di salute e molto altro. 

Non possiamo trasferire direttamente energia al cervello applicando elettrodi alla testa, dobbiamo sapere come funziona (frequenze) ed usare l’elettromagnetismo, proprio come fa la Terra, per trasferire (attraverso la bio-risonanza) l’apporto energetico, il quantitativo di elettricità possibile o utile. Magnetismo e bio-risonanza, e in mezzo passa il flusso, l’elettricità sotto forma di corrente a bassa frequenza, riconoscibile e per questo accettata dal cervello. Immaginate di alimentare direttamente il vostro telefono attaccandolo alla rete da 220 volt, cosa accadrebbe? Esatto, “svamperebbe” o non si ricaricherebbe. Serve un dispositivo il quale funzioni come un diapason, che per bio-risonanza con le aree del cervello preposte all’attività di controllo di tutti gli organi e sistemi sia in grado di veicolare l’apporto energetico, tradotto in elettricità, necessario ad un miglior funzionamento. 

Oggi solo pochi sono stati capaci di realizzare veramente questo tipo di macchinario, perché uno dei problemi principali è pulire il segnale dalle interferenze del campo (onde ad alta frequenza dei vari dispositivi elettrodomestici e oltre). Ridurre la bioenergetica allo studio di frequenze è un errore: bisogna comprendere che di tutto quello di cui abbiamo bisogno il nostro sistema biologico è già dotato; può essere aiutato, ma la rigenerazione è cosa seria e compito della natura. Se un problema esiste, è semmai quello della disponibilità di energia, intesa come la carica (elettrica o vitale o eterica) disponibile, ovvero di cui possiamo disporre, ed una volta capito come superare il problema resterebbe comunque la questione di quale uso fare di questo surplus energetico, anche se la saggia natura è in grado di indirizzare da sé stessa questo quantitativo verso quei sistemi che ne hanno prioritariamente necessità. Nel cervello vi è la sede dell’anima. Come ho detto più volte, la “coscienza” è una possibilità, che si realizza in funzione dell’energia di cui disponiamo. Serve autentica “integrità” per permettere ai meccanismi biologici di “fare”. 

Aumentando il livello di energia, non solo saremmo in uno stato di salute migliore ma, superando un certo livello pari alla soglia di sopravvivenza, potremmo disporre di un potenziale di carica tale da permetterci di riavviare quei sistemi che attualmente sono stati “ibernati”. Se un problema quindi esiste non sta nell’equilibrare gli emisferi, bensì nella carenza di corrente vitale. Come ho avuto modo di dire in un precedente post (“Cosa nascondono i sistemi di credenze”), siamo intenzionalmente tenuti “in riserva” attraverso l’induzione a comportamenti svantaggiosi dei quali ignoriamo la gravità, dato che perlopiù le persone sono convinte che questa condizione sia la normalità. 

Il corpo umano è un complesso di strumenti o dispositivi elettronici posti a disposizione della parte sensata, “esserica” o anima di natura spirituale (dategli il nome che vi piace) che ognuno di noi è nel profondo, al di là delle forme e dell’“apparenza”; purtroppo questa relazione è costantemente disturbata da condizioni educative pregresse, dalla struttura delle nostre abitazioni, da campi di interferenza ad alta frequenza (campi elettromagnetici, trasmettitori radio, etc. che si accumulano in cariche elettrostatiche), in una parola dalle condizioni di vita che abbiamo stabilito qui in secoli di non conoscenza ed oppressione, che adesso ci impediscono la pienezza di una “coscienza”; e allora ci identifichiamo con i processi di interpretazione della realtà, invece che essere coscienti di ciò che siamo realmente: veri e propri esseri spirituali ovvero “pensanti”. E anche quando ne siamo informati, ci infarciamo la testa di scemenze e ci rotoliamo nell’incapacità di darne prova sperimentale con i comportamenti o con la nostra condotta di vita, che è tutt’altro che integra e avversa alla conservazione. È la psiche a percepire e valutare, ed è la psiche ad essere stata ingannata.

L’uomo è stato corrotto, e per questa ragione fatica a sollevarsi dal fango della terra in cui è stato messo. Ogni atto, ogni singola scelta si ripercuote sulla nostra vita, volenti o nolenti, e non c’è giustificazione o condizione di ignoranza o non conoscenza che ci possa evitare le conseguenze di questa “verità”, perché questa è una “legge”, è quello che qualcuno chiama “karma”, ovvero “causa ed effetto”, causalità, e non c’è nessuna crudeltà in questo; è solo un altro dei modi in cui si comporta l’universo. C’è un rito che dice “fai ciò che vuoi, questa è l’unica legge, ma ricorda che di ogni tuo atto rendi conto” – questo non per spaventare e porci nell’immobilità e nella paura di sbagliare, ma nel tentativo di rinnovarci il ricordo, la consapevolezza e la responsabilità di come funziona la vita: non ci sono azioni senza conseguenze; siamo noi che vogliamo leggere la parola “conseguenze” con un’accezione negativa, perché è così che siamo stati spaventati. Un’umanità deresponsabilizzata non vuole sentir parlare di render conto (conseguenze) delle proprie azioni, questo è fuori dalla sua mentalità, ma non significa che non sia necessariamente e comunque un “fatto”. 

Il nostro attuale sistema cognitivo, proprio come certe app per lo smartphone, genera comportamenti deficitari che consumano velocemente tutta la batteria del nostro dispositivo elettronico, tenendoci costantemente in una condizione di minimo livello (energetico), cosa che costringe il nostro cervello ad attuare strategie di “risparmio energetico” per farci sopravvivere, spegnendo alcuni sistemi piuttosto che altri. E siccome esso segue linee di priorità, le prime funzioni che inizieranno ad essere sospese o ibernate saranno proprio quelle legate all’esperienza della “coscienza”. Senza di essa un corpo può comunque continuare a sopravvivere, seppur in modo meccanico… è la coerenza della natura di mantenimento. È così che diventiamo inconsapevoli, per carenza di carica, per scarsa quantità di energia vitale. Nel post “Matrix suggerisce al tuo cervello cosa fare” avevo a suo tempo evidenziato come l’attuale sistema cognitivo o condizionamento inducesse nell’uomo un comportamento tendente all’immobilismo, allo spreco, alla miseria interiore e all’inconsapevolezza, determinando per lui cosa dire o fare o pensare, assorbendolo totalmente in inutili incombenze quotidiane ed allontanandolo dalle vere domande sulla propria esistenza. In una parola, l’anima è stata ingannata a credere di essere qualcos’altro e a comportarsi conseguentemente. 

Questo brucia molte delle nostre risorse, e per questa ragione non solo siamo nella condizione di “esseri” coltivati o allevati come animali, ma anche di essere tosati per bene e lasciati sempre senza energie. Tutta l’azione del sistema è quella di appropriarsi delle nostre risorse, operando sul nostro livello energetico generale con l’intento di costringere il cervello a disattivare alcuni dispositivi o funzioni intellettive e del ragionamento per sopravvivere, dato che la sua prima direttiva è la sopravvivenza della macchina biologica. Procedendo di questo passo, spegnendo un sistema alla volta, va da sé che alla fine il dispositivo inevitabilmente si spegne.

“Allora ascoltando il battito profondo del suo cuore, l’uomo pensa con un brivido che quel pulsare ritmico può cessare di colpo e per sempre, ed il suo corpo irrigidito nel freddo della morte si scomporrà in atomi, polvere che ritorna tra la materia del Creato. Che cosa sopravvive a quel corpo? Ecco la domanda torturante che incombe segretamente nel cuore umano, di fronte all’implacabile e spaventoso finire di ogni vita.

“Nulla si crea e nulla si distrugge”, ma disteso immobile e rigido sul tavolo anatomico, il gelido cadavere umano nulla ha rivelato sinora del mistero che animava la sua meravigliosa intima struttura ed il divino congegno del suo cervello dal quale l’intelligente psiche tutto lo vivificava e dirigeva. […] ma è forse possibile trovare anatomicamente l’anima e prenderla con le pinze se è incorporea ed invisibile? No. Ed allora perché meravigliarsi se gli scienziati nella materia bianca e grigia del cervello hanno potuto trovare solamente un groviglio di reti nervose che è apparso loro inesplicabile, delle cellule e degli organi strani dei quali ignorano il congegno ed il funzionamento e la causa che li aziona? Invero l’uomo trova l’ignoto anche in sé stesso oltre che nell’universo, e sconosciute gli sono le relazioni che legano i fenomeni fisici a quelli biologici e psichici e l’arcana loro intima essenza”. (Tratto da Psicobiofisica (p. 4) di M. Todeschini)

Ecco chi è Todeschini! Purtroppo le sue idee sono state devastate dalla dabbenaggine di pseudo-spiritualisti ignoranti che non hanno fatto altro che alterare il suo lavoro, spostando tutto il discorso sulle loro “pensate” spiritualiste, proprio come sta facendo da tempo la New Age con la fisica dei quanti, usata per giustificare altre scemenze sulla natura dell’uomo e la sua relazione con le forze che influenzano l’Universo, fisica quantistica che lo stesso Todeschini ha dimostrato essere parziale dato che le discontinuità quantistiche che questi scienziati osservano altro non sono che increspature di un continuum fluidodinamico centro mosso. Todeschini stesso metteva in guardia dalla ricerca fenomenica e spiritualista, suggerendo la vera origine (osservabile da chiunque) dello spirito, la sede e la natura della sua sostanza; eccone un estratto sempre da Psicobiofisica: “Sinora in genere si sono cercate le prove scientifiche del mondo spirituale fuori dal corpo umano, in apparizioni dirette o medianiche di spiriti, e così ci siamo quasi dimenticati che lo spirito più evidente di tutti è il nostro e che le sue manifestazioni (pensiero, movimenti volontari, sensazioni, ecc.) sono controllabili da chiunque e costituiscono le prove della sua esistenza.” Ma niente da fare: né la scienza, né la filosofia moderna, né la mistica e la spiritualità hanno saputo guardare nella direzione da lui indicata. 

L’essenza delle cose è concepibile solo nel pensiero (spirito), un pensiero autentico, purificato dalle strutture del condizionamento. Un travaglio incessante, con lampi d’intuito e pazienti ragionamenti, solo così possiamo giungere a rivelare i misteri del mondo. La scienza moderna si è dimenticata, per questo dorme, che il mondo fisico viene osservato e descritto solamente dall’anima umana, che è l’unico interprete degli stimoli che arrivano dagli organi di senso, e che è sul cambiamento del paradigma o “sistema cognitivo” che è importante basarsi per iniziare un percorso di crescita ed ulteriore sviluppo umano.

Abbiamo bisogno di scientificità mentre parliamo di mondo “spirituale”, perché questo ci libera dalle superstizioni e manipolazioni di pseudo guru, maestri e profeti forieri di sventure che si sono appropriati indebitamente di questa branca di studi, trasformando tutto in una farsa per creduloni. Se solo riuscissimo a vedere l’immensità di questa visione, capiremmo che la scoperta di Dio è ancora da venire e che è realmente possibile; questo dà tanta speranza o intensità all’essere che siamo; perché c’è ancora molto da fare e da scoprire, molto da mettere ancora in discussione, e le nostre possibilità, che adesso abbiamo racchiuso in quattro atti fenomenici che altro non sono che esperienze più profonde ma ancora limitate alla manifestazione della materia e per questo ulteriori “apparenze” che confondiamo con lo Spirito, hanno ancora ampio margine di sviluppo. Se pensassi di essere Dio nell’attuale stato mentale ed esistenziale, dovrei averla fatta proprio grossa per ridurmi così.

Il gioco è proprio iniziare ad esplorare questo ordine di mondo, e non può essere fatto con le attuali idee, scuole, corsi, superstizioni, guru o altro, bensì richiede la stessa scientificità dei filosofi di un tempo, uomini come Aristotele, Democrito, Platone e tanti altri che lo stesso Todeschini fa riemergere dalle profondità della storia. Il vuoto lasciato intenzionalmente dalla scienza degli ultimi secoli ha impedito che potessimo guardare a questa cosa e cercassimo con cognizione di causa e di studio questo ambito, lasciandolo invece in mano a prestigiatori dello spiritismo e operatori spirituali incompetenti, privi di qualsiasi vera conoscenza profonda e scientificità. 

Serve un’impostazione accademica, non quattro cose raffazzonate tanto per fare due corsi e prendersi due soldi e tirare a campare sguazzando nel mare di ignoranza generale. Servono persone normali, soprattutto normali, comuni; ferventi e voraci ricercatori che lo fanno per autentica passione e interesse verso la conoscenza e non per bisogno di riconoscimenti, considerazione o per difendere chissà quale “prestigio”. L’unità dell’uomo con “l’universo”, all’attuale livello di consapevolezza generale, è vera solo nel momento in cui guardiamo alla materia, dato che tutto è immerso in un fluido dinamico, tutto è fatto della stessa materia e quindi necessariamente interconnesso ed unitario. Ma affermare di avere la stessa consapevolezza di Dio o di un Dio o di un Logos o di un cosmocreatore, che è il vero assunto al quale aspirare, è ben lontano da arrivare con queste teste qui! Non si può tentare di insegnare ad altri una “via” se non si è prodotto un cambiamento nelle proprie “concezioni” ed abitudini, “è come mettere vino nuovo in otri vecchi”, non funzionerà, verrà tutto sempre riportato alla condizione mentale attuale. 

Todeschini contrappone ad una visione materialista (che si limita ad osservare le “apparenze” di un mondo che va oltre il piano ultrasensibile) ed una spiritualista (“tutti siamo Dio e il suo amore”, quando ancora c’è tanto odio e rancore nei nostri cuori), una visione che non solo le unifica, contestualizza ed estende entrambe, ma sveglia, proprio come facevano i veri filosofi di un tempo, una parte in noi vitale, “verace”, che vuole conoscere e conoscersi, che supera rapidamente i vincoli posti in essere dal sistema attuale, perché ha capito di essere in viaggio alla scoperta dell’Universo e delle ragioni della sua esistenza con onestà e con autentica legittima necessità come un normalissimo e comune abitante di questo piano. Neo, ovvero l’eletto, è uno qualunque, uno come tutti gli altri… ne più ne meno! Ma ha la domanda! È la domanda che ci muove, e tu la conosci? Che cos’è matrix, cosa significa? Significa conoscere la “materia”, i suoi movimenti e le cause, “matrix” è il tessuto, un fluido dinamico all’interno del quale si generano vortici rotanti centro mossi. Cosa muove questo fluido? Osservando la danza possiamo arrivare a vedere il ballerino? Forse sì, ma solo se entriamo nella mentalità del ballerino: oggi noi siamo solo le sue “apparenze”!

Alcuni riferimenti:

Circolo amici di Todeschini –  http://www.circolotodeschini.com/

Uniwave s.r.l. – http://www.uniwavesrl.it/  – https://www.facebook.com/UniwaveOntera

Articolo di Rocco Bruno– Fonte: matrixunaparabolamoderna.blogspot.it [revisione redazionale di Nexusedizioni.it]

_________________________________

[1] Per iniziativa del Presidente del Consiglio dei Ministri francese Bidault e del Ministro della P.I. Petit, tenne un ciclo di conferenze per diffondere la sua teoria in Parigi ed in altre città della Francia. Nominato Membro delle Accademie Scientifiche di S.Etienne, di Valence e di Parigi, e gli venne offerta la lampada da minatore, simbolizzante la luce che egli ha portato sui misteri del Cosmo cercando nel sottosuolo la radice dei fenomeni. Riconoscimenti della Psicobiofisica in vari congressi. In Europa ed in America sono sorte cattedre di Psicobiofisica, ed i suoi principi sono stati introdotti in alcuni testi in dotazione ad Università ed Istituti ed esposti da scienziati in migliaia di articoli su giornali, riviste, libri, ed in conferenze radio e televisive. Todeschini ha partecipato con importanti relazioni a vari Congressi Internazionali di Fisica e Medicina. Per ulteriori dettagli consultare la pagina web “Circolo Todeschini”. Fu Presidente dell’Accademia Internazionale di Psicobiofisica, Membro d’Onore del Consiglio Nazionale delle Ricerche Scientifiche di Haiti e di 25 Accademie italiane ed estere, ed è stato proposto, nel 1974, per il premio Nobel. 

La sua vita e le sue opere sono state citate in varie enciclopedie, tra i quali: “Who’s Who in Europe”, Dizionario delle personalità europee, Mayer Ed. Feniks 1966, Bruxelles, pag. 2642 – “Gran Dizionario enciclopedico” – Fedele, Ed. UTET 1961 Torino, vol XII, pag. 180. “Dizionario generale di Cultura” – Brunacci, ed. SEI 1938, Torino pag. 999, “ – e molto altro.

Le sue pubblicazioni principali sono:

“L’aberrazione cinetica dei raggi catodici”, Editrice Ambaglio, Pavia 1931

“La Teoria delle Apparenze – Spaziodinamica e psicobiofisica”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1949

“La Psicobiofisica”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1953

“Einstein o Todeschini? Qual’è la chiave dell’universo?”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1955

“L’unificazione qualitativa della materia e dei suoi campi di forze continui ed alterni”, Editrice Secomandi, Bergamo 1957

“Le vie che portano alla scienza cosmica unitaria”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1960

“Esperimenti decisivi per la fisica moderna”, Edizioni C.I.P., Bergamo 1961

“Scienza universale”, Editrice Secomandi, Bergamo 1969

“Psicobiofisica – Scienza unitaria del creato”, Casa Editrice MEB, Torino 1978

[2] È stato nominato Uff: e Comm. Dell’Ord. “Al Merito della Repubblica Italiana”; Cav. (quando questo titolo aveva ancora un significato e il riconoscimento di un integrità morale), Uff. e Gr. Uff. della Cr. D’Italia.

New Official WebSite – http://www.thematrixrw.webs.com/

il Blog – http://matrixunaparabolamoderna.blogspot.com/

Canale youtube – http://www.youtube.com/saxrevolution11 

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