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Moongate: una bomba pronta ad esplodere? Di Simone Colzani

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“ROMANCE” (1986)

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Ciclicamente la conquista della Luna da parte dell’Uomo (USA, 20-21
Luglio 1969) (1) viene messa in discussione da parte di alcuni
personaggi, scettici su quello che videro trasmesso dalle emittenti
televisive di tutto il Mondo.


Nell’anno corrente (2002) lo scetticismo ha raggiunto punte così alte
nella popolazione statunitense (2) che la NASA (ossia l’ente
responsabile delle missioni spaziali USA e che ufficialmente ci ha
portato sulla Luna nel 1969) ha deciso di controbattere le affermazioni
negativiste, assoldando a tal fine il debunker James Oberg, ingegnere
famoso per le sue stroncature sugli UFO. Successivamente la NASA ha
ritirato il suo progetto, ma Oberg è rimasto fermo nell’intento di
scrivere un libro contro Bill Kaysing, capostipite di una generazione di
"moonskeptics" (scettici lunari).


Fin
qui tutto bene, o quasi.

Infatti, chi studia gli UFO, sa che tutte le missioni americane hanno
rilevato la presenza di UFO, pure sulla superficie lunare. Come
conciliare le 2 tesi, apparentemente contrapposte, ed accomunate solo
dalla "stima" verso l’ing. Oberg?


Uno studio più approfondito mi ha portato a considerare le esperienze
di scettici e studiosi di UFO due facce della medesima medaglia, avendo
trovato molti punti di contatto.

Lo
spunto per condurre uno studio sugli strani fenomeni lunari mi è stato
offerto dall’esperienza (unica) vissuta dall’ ing. Vito Saccheri
(3) (il quale, a dispetto del
nome, è cittadino statunitense): costui, impegnato nel campo
petrolifero, non era assolutamente interessato a UFO e affini;
l’incontro, nel 1979, con il suo collega Lester Howard lo portò a
cambiare idea. Howard, in visita d’affari a Houston (dove Saccheri
operava), portò con sé una copia del libro "Somebody Is Else On The
Moon" dell’ex dipendente NASA H.George Leonard (4), che parlava
delle foto censurate delle missioni lunari, in cui furono rilevati UFO
di probabile origine aliena.


Vista la possibilità di visitare la sede NASA di Houston, dove si
trovava il centro di controllo delle missioni Apollo, Howard convinse
Saccheri a recarsi con lui sul "luogo del misfatto". Dopo diverse
peripezie, narrate con dovizia di particolari in diverse pubblicazioni (5),
gli ingegneri approdarono ad un edificio isolato nel quartiere generale
NASA, dove, con mille precauzioni poterono vedere le fotografie
originali scattate dalle varie missioni americane, e citate nel libro di
Leonard (ch’essi sfoggiarono nella loro avventura).


Fu incredibile: scattate ad altissima risoluzione (molto maggiore a
quella dichiarata ufficialmente), le fotografie mostravano attività
lunari, fra cui UFO veri e propri, macchinari sulla superficie, segni di
lavorazioni sulle rocce e molto altro ancora (6). Chiaramente chi
operava sul nostro satellite aveva una tecnologia al di là di quella
umana degli anni ’60, e quelle fotografie rappresentavano la prova di
una probabile intelligenza aliena molto vicina a noi!


In realtà sin dal 1920 almeno, come riporta il compianto Peter Kolosimo
(7), vengono rilevate ufficialmente luci sulla Luna. Il primo a
catalogare quelli che poi vennero chiamati Fenomeni Lunari Transienti (TLP
– Transient Lunar Phenomena) fu il selenografo austriaco Karl Muller,
nel 1927. Mancava la conferma sull’origine di tali luci, ma
probabilmente la NASA ha raggiunto una ragionevole certezza in
proposito.


Ritornando all’origine di questo articolo, ossia conciliare le due
tesi, degli scettici e degli ufologi, ora appare chiaro perché siano
state spacciate foto false, come quelle delle missioni Apollo: bisognava
coprire eventuali incontri ravvicinati. Chiaramente, se per 3 giorni gli
astronauti avevano avvistato e ripreso attività anomale, non avrebbero
potuto rivelare la verità: sarebbe stato molto più comodo
prefabbricare le foto e le riprese video in modo tale da avere una
comoda copertura per condurre in pace la missione. Un vero e proprio
"doppio canale" a protezione di interessi molto particolari. Questo
poteva avvenire (e può anche adesso), perché la NASA percepiva una
consistente parte del proprio budget dal Pentagono: gli astronauti erano
(e sono) militari vincolati agli ordini (e quindi anche al silenzio).


Una conferma alla mia teoria viene ancora da Vito Saccheri, il quale nel
corso della sua visita alla NASA, riuscì a leggere le trascrizioni
delle missioni Apollo. Poté constatare de visu la procedura con cui gli
astronauti, in caso di contatti anomali, cambiavano frequenza di
trasmissione. In seguito si incontrò con il ricercatore Marvin Czarnik,
che gli spiegò che non solo la NASA aveva la tecnologia del replay già
nel 1969, ma che le
commutazioni del canale di trasmissione facevano passare la
comunicazione ad alcune basi militari USA nel Nord Ovest del Paese. Nel
frattempo, agli ascoltatori e agli spettatori venivano propinate
audio/videoregistrazioni preconfezionate in cui si dava l’impressione
che tutto andasse bene.


Se tutto questo non vi sembra già abbastanza, sappiate, cari lettori,
che dal 1985 almeno il Pentagono dispone di uno Shuttle ad uso
"privato" (8), che fa partire dalla base militare di Vandenburg in
California. Casualmente nel serial televisivo Dark Skies si fa vedere
proprio questa base come sede del programma spaziale ombra condotto dal
Majestic 12 (9). Un caso?


Concludendo, si può dire che, anche sulla Luna ci siamo andati
veramente, noi comuni mortali non conosciamo le effettive modalità con
cui tale traguardo è stato raggiunto: probabilmente è stata questa
consapevolezza che ha offerto l’arma dello scetticismo ad
un’opinione pubblica (in primis quella americana) sempre più
informata consapevole ed agguerrita. Per G.W.Bush e soci questi sono
proprio tempi duri.

Note
Bibliografiche

(1)
Apollo 11 – Edwin Aldrin, Neil Armstrong, Michael Collins

(2)
Nel sondaggio del 1994 sul Washington Post il 30% degli
intervistati non credeva alla NASA e alle missioni lunari. Nel sondaggio
del 2002, riportato sul Corriere della Sera del 4 Novembre 2002, il 68%
della popolazione di colore americana non crede alla NASA.
(3)
Vito Saccheri – Le Foto Segrete Della NASA da Nexus Edizione
Italiana n°3 – Gennaio Febbraio 1996 già pubblicato su Houston Sky
(n°5-1995), bollettino bimestrale del MUFON di Houston, di cui Saccheri
è membro. Da leggere assolutamente.
(4)
H.George Leonard – Somebody Is Else On The Moon in italiano
Qualcun altro E’ Sulla Luna – Armenia Edizioni (1976)
(5)
Vito Saccheri – Le Foto Segrete Della NASA da Nexus Edizione
Italiana n°3 – Gennaio Febbraio 1996 già pubblicato su Houston Sky
(n°5-1995).
(6)
Vito Saccheri – Le Foto Segrete Della NASA da Nexus Edizione
Italiana n°3 – Gennaio Febbraio 1996 già pubblicato su Houston Sky
(n°5-1995).
(7)
Peter e Caterina Kolosimo – I Misteri Dell’Universo – Oscar
Mondatori 1986, vedi Capitolo VII – Preludio Lunare
(8)
Peter e Caterina Kolosimo – I Misteri Dell’Universo – Oscar
Mondatori 1986, vedi Capitolo XII – Suspence Cosmica
(9)
Dark Skies – Regressione Ipnotica (Mercury Rising)

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