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NON C’È PIÙ RELIGIONE di Massimo Mazzucco

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Un ex-agente della CIA di alto livello, Art Keller, ha dato ieri un'intervista alla CNN, in occasione dell'attentato suicida di Kabul durante la visita del vicepresidente Cheney.

Naturalmente si è trattato di un "attentato a Cheney" tanto quanto sparare un petardo ai giardini pubblici rappresenta un "attentato al presidente della repubblica": Cheney era a debita distanza, nel comfort dello spazio di sicurezza a cui provvedono i suoi efficientissimi servizi segreti, e probabilmente l'esplosione non l'ha nemmeno sentita. Ma è comunque un'ottima occasione per ricordare al mondo quanto fetenti siano questi maledetti islamici.
Nell'intervista Keller parla di una "nuova ondata di video" di Al-Queda, mentre sullo sfondo scorrono, per tutto l'arco della trasmissione, immagini a bassa definizione di guerriglieri islamici con il mitra, appollaiati sui carri armati, oppure intenti a sparare con i lancia-razzi a spalla, mentre una inquadratura ogni cinque è dedicata a una (diversa) automobile di passaggio che esplode in mille frammenti, puntualmente ripresa da qualche mujaheddin che commenta tutto eccitato "Allah akbar! Allah akbar!"
Keller era uno spy-master, cioè un maestro di spie, e di Al-Queda in particolare se ne intende di sicuro, visto che fino al 2006 andava su e giù lungo il confine fra il Pakistan e l'Afghanistan per cercare di acchiappare i suoi membri più pericolosi.
Secondo Keller si sta verificando in questi ultimi tempi "una pericolosa congiuntura fra i Talebani e Al-Queda, che avrebbero appreso le loro più sofisticate tecniche vincenti addirittura in Iraq".
Se io fossi appena arrivato da Marte, dopo questa intervista della CNN avrei riportato un'immagine assolutamente capovolta di tutto quello che mi risultava essere vero fino a ieri.
Ricordo infatti che già nel lontano 2001 i Talebani e Al-Queda – sempre secondo la CIA, intendo dire – fossero pappa e ciccia, al punto di essersi rifiutati, i primi, di consegnare nelle mani degli americani il capo dei secondi, ovvero Osama bin Laden. (Pensate se invece glielo avessero dato, fra l'altro! Dopo come facevano a fare la guerra?) E ricordo anche che fino a ieri i famosi "campi di addestramento del terrorismo mondiale" (tanto per intenderci, quelle specie di palestre all'aperto dove si fa ginnastica tutti insieme, vestiti di lunghi stracci e passamontagna), si trovassero proprio in Afghanistan.
Ma ora evidentemente è tutto cambiato: siccome l'Afghanistan gli sta sfuggendo di mano – o meglio, non è mai stato messo veramente sotto controllo – bisogna giustificare in qualche modo una nuova richiesta di uomini e mezzi al parlamento. E siccome l'Iraq è ormai una battaglia persa, tanto vale dire che i cattivi vengono tutti da lì, tanto nessuno va più a controllare.
Ma la cosa più bella, in questo nauseante gioco delle tre carte, è che pur di giustificare questi "curiosi" attentati suicida, il nostro Keller è arrivato addirittura a dire: "They didn't believe in suicide. They believed that was a sin against Islam. And now, there are waves and waves of suicide bombers being dispatched. So a very strong cultural prohibition has been eroded." "Erano contrari al suicidio, pensavano che fosse un peccato contro l'Islam. E ora ci sono ondate su ondate di attentatori suicida. È stato quindi eroso un divieto culturale molto forte".
Pensate: questo terrorismo mondiale sta facendo talmente tanti disastri che rischia addirittura di cambiare i principi fondamentali di una religione millenaria come quella islamica.

(PS: Antico proverbio, arabo fra l'altro: "Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per adeguarlo alla realtà dei fatti. Disonesto è colui che cambia la realtà dei fatti per adeguarla al proprio pensiero".)

(Tratto da www.luogocomune.net)

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