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Norma antiblogger nel ddl sicurezza

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Blogger e internauti sono avvertiti. Se il cosiddetto pacchetto sicurezza, appena approvato in Senato, diventerà legge dovranno fare molta attenzione a ciò che scriveranno sulle loro pagine web. Nel ddl 733 è contenuto, infatti, un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis, che riguarda la “repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”. In base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog o un sito internet a disobbedire o criticare una legge che ritiene ingiusta, i providers, ovvero i fornitori degli spazi sulla rete, dovranno bloccare le pagine incriminate. L'azione del provvedimento non sarà limitata dai confini nazionali: l'autorità potrà far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all'estero. Sarà il ministro dell'Interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, a poter disporre con un decreto, l'interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La norma prevede sanzioni pesanti sia per i provider che non oscureranno i siti incriminati, sia per i blogger e gli internauti colpevoli del nuovo reato. Per i primi la violazione dell'obbligo di filtraggio comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l'apologia di reato oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Ora il testo, con l'emendamento su internet, passerà alla Camera per l'approvazione definitiva.
 

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