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notizie, voci, comunicati, smentite e via dicendo sulla sorte delle “due Simone”,
dall’Iraq giungono notizie talmente raccapriccianti e incredibili da
mostrare,
una volta di più e se ancora ce ne fosse bisogno, il vero volto
di questa
guerra, quello di tutte le guerre: un orrore senza fine.






Sono
curioso di vedere se questa storia diventerà di dominio
pubblico, se ci sarà
un‘inchiesta e, qualora fosse così, quale sarà la
reazione del popolo
americano. In breve, sembra che a Falluja sia stata trovata una fossa
comune
con sedici cadaveri apparentemente appartenenti alle forze di
occupazione,
probabilmente soldati americani

(http://www.albasrah.net/images/3loj/mass-grave-us-soldiers.htm).

La fossa si trova nel
settore nord-occidentale della città, e contiene i resti di
sedici individui di
aspetto straniero (notate tra l’altro il tatuaggio nella foto sopra,
l’unica
che mi sono sentito di riportare: se avete stomaco, le altre andate a
vedervele
da voi…), con un taglio di capelli tipicamente militare.

Una storia simile
sembra accaduta anche a Ramadi, dove sarebbero stati trovati seppelliti
i resti
di numerosi soldati, senza uniformi o piastrine di riconoscimento,
rinchiusi
nei famigerati “body
bags
”, quei sacchi neri tristemente famosi sin dalla
guerra del Vietnam. All’apparenza erano sepolti lì da mesi.

I corpi sono stati
rimossi dai membri dell’Esercito Islamico dell’Iraq e verranno appena
possibile
consegnati alla Croce Rossa, che
cercherà di restituirli alle rispettive
famiglie.

Fra
le altre cose, questo video che documenta la scoperta dichiara che
questi
soldati sarebbero stati seppelliti per nascondere le reali cifre delle
perdite
statunitensi in Iraq, domandando se è questo il modo in cui
l’amministrazione
americana tratta i suoi uomini e puntando il dito ad un altro scandalo,
un
nuovo crimine di guerra perpetrato dai governi statunitense e
britannico.
Suggerisce alle famiglie in cerca di notizie dei propri cari di
rivolgersi alla Croce Rossa o altre
organizzazioni, piuttosto che alle amministrazioni militari
delle truppe di occupazione.

Staremo
a vedere quali sviluppi avrà, se ne avrà, questa storia
allucinante (ma anche
illuminante). Vi lascio con un poster particolarmente appropriato,
dice:
“Arruolati nell’esercito – posti disponibili”.

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