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SIMULATO ATTACCO ATOMICO di Maurizio Blondet

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Dal 23 al 27 aprile, in USA e in Europa, le forze armate
di numerosi Paesi terranno un’esercitazione con lo scopo dichiarato di
contrastare un attacco terroristico nucleare. L’esercitazione, nome in
codice «Noble Resolve», comprende la simulata esplosione di una bomba
da 10 kiloton, contrabbandata da una «potenza straniera» in un porto
della Virginia. (1)
Come si ricorderà, almeno cinque esercitazioni si tennero l’11 settembre in USA (alcune simulavano appunto attacchi ad edifici con aerei dirottati) ed una esercitazione, che simulava quattro esplosioni simultanee nella metropolitana di Londra, era in corso il 7 luglio 2005, mentre avveniva l’attentato reale.
Il fatto inquietante è che una settimana fa Dick Cheney ha dichiarato di ritenere «molto reale» la minaccia di un attentato atomico su una città americana.
Le entità militari che prenderanno parte a «Noble Resolve» sono il Joint Task Force Command (JFTCOM), il Nortern command (NORTHCOM), il Directorate for Joint Innovation and Experimentation, la protezione civile americana (FEMA) e il dipartimento dell’Homeland Security, tuttora capeggiato dall’israelo-americano Chertoff. (2)
Contemporaneamente e anch’essi in Virginia, i Marines tengono un’esercitazione chiamata «Emerald Express 07», che è parte di una serie di giochi di guerra dal nome inquietante: «Urban Warrior 07», dediti evidentemente alla guerriglia urbana all’interno degli Stati Uniti.
Infatti il comando di «Noble Resolve» è affidato a NORTHCOM, che è il gruppo politico-militare (collegato alla Homelamd Security) con base in Colorado che provvede, in caso di emergenza, all’applicazione della legge marziale sul suolo americano.
Lo stesso comando sta integrando le forze armate di USA, Canada e Messico.
Il Direttorato «For Joint Innovation» ha il compito di formulare vari scenari terroristici, specie attraverso modelli computerizzati, in cui cerca di prevedere «le reazioni umane» di «milioni di persone» sotto attacco.
Più specificamente, l’esercitazione comincerà come «una minaccia che ha origine in Europa e viaggia verso gli Stati Uniti» e coinvolgerà tutti, dai «partner internazionali» fino ai «comuni» e alle polizie locali.
Infatti il gioco prevede che la bomba, trasportata da un aereo, giunga a destinazione in Virginia ed esploda.

Va ricordato che secondo l’ex agente della CIA Philip Giraldi, Dick Cheney aveva dato nel 2005 istruzioni a STRATCOM «di preparare un piano da impiegare in risposta a un altro attentato tipo 11 settembre negli USA, fra cui un attacco aereo su vasta scala da parte dell’Iran con bombe sia convenzionali sia nucleari tattiche… senza la condizione che l’Iran sia effettivamente coinvolto nell’atto di terrorismo».
Nello stesso 2005 un generale a cinque stelle, Kevin Byrnes, fu dimissionato per aver reso di pubblico dominio un’esercitazione che simulava l’esplosione di una bomba da dieci kiloton in South Carolina.
Coincidenza: il 21 aprile un documento segreto dei servizi inglesi, ma «soffiato» al Sunday Times, sostiene che «Al Qaeda in Iraq» prepara il primo attentato «su larga scala» in Gran Betagna ed «altri bersagli occidentali».
L’attentato dovrà essere «alla pari di Hiroshima e Nagasaki».
Ovviamente il rapporto assicura che la sunnita Al Qaeda «è attiva in Iran», sciita.
Aggiunge che almeno 150 britannici d’origine musulmana sono andai in Iraq per battersi nelle fila di Al Qaeda, e alcuni sarebbero tornati in Inghilterra dopo essere stati addestrati a formare «cellule dormienti».
Il rapporto è quello, quadrimestrale, stilato da un organo dell’MI5, il Joint Terrorism Analysis Centre (un altro centro «joint», ossia non solo interforze, ma politico-militare e multinazionale).
La rivelazione «soffiata» coincide con i giorni in cui Tony Blair dovrebbe lasciare il governo. (3)
Intanto le ambasciate di Australia e Stati Uniti (anch’esse «joint») hanno avvertito i loro cittadini di un «attentato altamente probabile» nelle Filippine, specificamente a Mindanao.
A compiere il «probabile» attentato sarebbero… avete indovinato? «militanti islamici collegati ad Al Qaeda».
Nelle Filippine operano due gruppi terroristi, la Jemaa Islamyia e il Moro National Liberation Front; al primo è stato attribuito il recente attentato, con la decapitazione di sette lavoratori cristiani. (4)
Insomma la strategia della tensione è in pieno atto, con «Al Qaeda» in febbrila attività globale.

Ciò non deve indurre al panico né a fare predizioni – è proprio ciò a cui mirano questi annunci, esercitazioni e soffiate – ma deve indurre piuttosto a diffondere queste informazioni a giornali, giornalisti e politici.
Più è ampia la conoscenza di sospette esercitazioni e soffiate, meno diventa probabile che abbia luogo l’evento previsto.

Note
1) DL Abrahamson, «Noble Resolve 07: Four days of ‘simulated’ nuclear terrorist scenarios in the US & Europe», False Flag News, 19 aprile 2007.
2) Per le funzioni degli organi corrispondenti alle suddette sigle, si consulti Wikipedia.
3) Dipesh Gader, «Al Qaeda planning big british attack», Times on line, 22 aprile 2007.
4) «Terroristic attack expected in Philippines», Sunday Herald Sun, 21 aprile 2007.

(Tratto da www.effedieffe.com)

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