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“Snowden potrebbe mettere in ginocchio gli Usa”

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«Edward Snowden ha informazioni sufficienti a causare più danni al governo USA in un minuto di chiunque altro nella storia», ha rivelato Glenn Greenwald.

Glenn Greenwald

L’ex collaboratore della NSA, oggi informatore-dissidente, Edward Snowden, possiede informazioni pericolose che potrebbero portare all’«incubo peggiore» dell’America, qualora fossero rivelate, secondo il giornalista che per primo ha pubblicato i documenti fatti trapelare da Snowden.

«Snowden ha informazioni sufficienti per causare più danni al governo degli Stati Uniti in un solo minuto di chiunque altro ne abbia mai fatti nella storia degli Stati Uniti»,

ha rivelato Glenn Greenwald – il giornalista del Guardian responsabile della pubblicazione di alcune delle prime indiscrezioni di Snowden – rivolgendosi al quotidiano argentino La Nación.

«Ma questo non è il suo obiettivo. Il suo obiettivo è quello di esporre il software che la gente di tutto il mondo usa senza sapere a cosa si sta esponendo, senza cedere consapevolmente i propri diritti alla privacy. Dispone di un enorme numero di documenti che sarebbero dannosissimi per il governo USA se fossero resi pubblici»,

ha affermato Greenwald.

Ha aggiunto che Washington dovrebbe usare cautela nel trattare con Snowden perché questi ha in mano il potenziale per causare ulteriori danni agli USA.

«I governanti USA dovrebbero stare ogni giorno in ginocchio implorando che nulla accada a Snowden, perché se gli dovesse accadere qualcosa, tutte le informazioni saranno rivelate e potrebbe essere il loro peggior incubo», ha sostenuto.

Greenwald ha affermato che «la cosa più importante [per Snowden] è di non finire in custodia degli Stati Uniti», descrivendo l’approccio del governo nei confronti delle persone che rivelano verità scomode come «vendicativo».

Quando gli è stato chiesto se credeva che qualcuno avrebbe tentato di ferire o uccidere l’informatore dissidente, ha ribadito che Snowden ha «già distribuito migliaia di documenti e fatto in modo che molte persone in tutto il mondo abbiano il loro intero file», affermando che ciò andrebbe a vantaggio di tutti coloro che tentassero la via dell’assassinio.

Ha aggiunto che gli USA dovrebbero pregare affinché nessuno attenti alla vita di Snowden.

«Se succede qualcosa, tutte le informazioni saranno rivelate, e questo sarebbe il peggior incubo [dell'America]», ha dichiarato.

Snowden è ricercato negli Stati Uniti con l’accusa di spionaggio dopo che ha rivelato i dettagli dei programmi segreti di sorveglianza del paese.

Si trova in un limbo all’aeroporto Sheremetyevo di Mosca, da quando è arrivato da Hong Kong il 23 giugno. L’informatore dissidente sta cercando di trovare una via di transito in tutta sicurezza per l’America Latina, dove ha presentato con successo diverse richieste di asilo. Greenwald ha dichiarato martedì a Reuters che era probabile che Snowden avrebbe accettato l’offerta del Venezuela.

Snowden ha interrotto un periodo di tre settimane in cui si era nascosto in aeroporto, venerdì, per parlare con gli attivisti dei diritti umani, menzionando che avrebbe immediatamente chiesto asilo alla Russia. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha dichiarato sabato: «Non siamo in contatto con Snowden», aggiungendo che egli dovrà contattare il servizio di migrazione russo per fare formale domanda di asilo.

Funzionari del servizio di migrazione sabato hanno affermato di non aver ricevuto richieste di asilo da parte di Snowden.

«Ad oggi, non abbiamo avuto alcuna domanda presentata da Edward Snowden,» ha dichiarato a Interfax Konstantin Romodanovskiy, capo del Servizio federale di migrazione della Russia. Ha aggiunto che la domanda sarà «esaminata in conformità con la legge russa» qualora venisse ricevuta.

Greenwald ha dichiarato a La Nación che, sebbene pochi paesi abbiano il potere o la volontà di sfidare gli Stati Uniti, «La Russia è uno di quei paesi».

Quel che Snowden ha fatto trapelare ha sconvolto sia Washington sia i suoi amici e nemici. I paesi latino-americani erano particolarmente preoccupati dall’estensione dell’attività di spionaggio condotta sul loro traffico internet.

«L’America Latina sente una naturale simpatia per gli Stati Uniti, eppure c’è un grande risentimento per specifiche scelte politiche storiche assunte da Washington nei confronti della regione. Quel che è accaduto in Europa all’aereo del [presidente boliviano] Evo Morales ha provocato una forte reazione. La Bolivia è stata trattata come una colonia e non come uno stato sovrano»,

ha ricordato Greenwald.

Greenwald ha fatto capire che ulteriori rivelazioni sono possibili, rilevanti per il Sud America, compresi i documenti che descrivono il modo in cui gli Stati Uniti raccolgono informazioni sul traffico, i programmi utilizzati, nonché il numero di intercettazioni fatte su base giornaliera.

È stato rivelato alla fine di giugno gli USA spiano decine di ambasciate e missioni straniere. Un documento trapelato, pubblicato sul Guardian, ha elencato 38 ambasciate e missioni straniere che sono state spiate negli Stati Uniti, descrivendole come “obiettivi” sotto sorveglianza.

La notizia che gli Stati membri dell’UE sono stati presi di mira dai servizi segreti americani ha scatenato indignazione tra gli alleati. La Francia ha anche espresso la volontà di ritardare l’avvio dei negoziati su un enorme accordo di libero scambio tra l’UE e gli Stati Uniti, chiedendo una spiegazione per le pratiche di spionaggio.

«Non possiamo accettare questo tipo di comportamento tra i partner e alleati», ha dichiarato Hollande ai giornalisti all’inizio di luglio. «Non ci possono essere negoziati o transazioni in tutte le aree fino a quando non avremo uttenuto queste garanzie», ha minacciato.

«Mettere microspie agli amici è inaccettabile», ha tuonato il portavoce della cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert: «Non siamo più nella Guerra Fredda.»

Fonte originale: rt.com – Fonte italiana: megachip.globalist.it

Traduzione per Megachip a cura di Anna Pisanu [revisione redazionale di nexusedizioni.it]

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