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Stato in default – priorità TAV

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STATO IN DEFAULT MA L'UNICA PRIORITÁ È IL TAV

Lo Stato è in default, il governo è in ferie ma l’unica priorità è la Torino-Lione.
Evidentemente il governo non si comporta da buon padre di famiglia. Ma facciamoci una domanda: la Torino-Lione si farà?  O meglio, ci sono certezze che si riesca a bucare?
Avere certezze è prerogativa di pochi, ed in questo caso nessuno può rispondere alle due domande nemmeno se si cominciasse a scavare la famosa galleria geognostica di Maddalena. Qualcosa di certo però  è già scritto nei progetti. Ad esempio nelle carte progettuali si legge che questa è un’opera di enorme complessità tecnica sia nella realizzazione che nell’eventuale utilizzo. Si ammette peraltro che nelle eventuali gallerie una volta terminate, non sarebbe comunque possibile abbassare la temperatura al di sotto dei 32 – 33 gradi centigradi, in barba alle normative che ne consentono al massimo 30.
Che l’opera sia di straordinaria complessità d’altronde stava scritto già nel dossier di candidatura portato alla UE nel 2008 da Di Pietro, a quel tempo ministro delle infrastrutture.
Chiamparino, Fassino, Napoli e Maroni, destra e sinistra dicono che “quest’opera è irrinunciabile”. Sarà proprio così? La linea attuale è utilizzata al 30% della sua capacità. La galleria del Frejus è stata ribassata recentemente ad uso dei vagoni ingombranti, ma le merci non ci sono. Le gallerie tanto agognate dai si TAV vengono definite una priorità ma potrebbero (forse) essere pronte solo tra 35 anni. Tempi di realizzazione della grande opera combinati con l’utilizzo attuale ci danno di fatto una prima risposta: almeno per 30 35 la linea nuova non c’è e non serve. Sono tanti 35 anni… Sergio Chiamparino, “ultras del TAV”, se ne rende conto? Merci, non persone e le merci trasportate diminuiscono, mentre i convogli merci devono solo arrivare in tempo, non correre. Ok, si dirà negli ambienti favorevoli al TAV… noi pensiamo al futuro!  Serve a creare occupazione! Va bene, ma a quale costo per ogni occupato? E poi è lavoro sicuro? Stabile? Utile? Porterà valore aggiunto? Di sicuro non è una priorità, lo dice perfino Don Ciotti  in un video ma lo dicono anche gli industriali .

Anche qui i dirigenti dei partiti (PD in testa) quelli che qualcuno ha definito “teste cotonate” (ripensando probabilmente ai tempi del Re Sole), sembrano veramente parlare al di fuori di ogni contesto di realtà vissuta, quella realtà che si pone ogni giorno di fronte ai pendolari, agli operai,  agli impiegati, ai commercianti, agli artigiani, agli industriali seri (quelli che hanno a cuore le sorti dei loro dipendenti e delle loro famiglie).  
I politici di rango nobile vivono un mondo diverso dal nostro? Magari preferiscono sognare (facci sognare! Vi ricordate?), ma noi comuni mortali, moderni servi della gleba in questo regno dai mille sovrani continuiamo a farci una domanda: chi paga? La risposta è ormai più che chiara. Paga Pantalone, cioè i contribuenti. Infatti anche il piccolo contributo europeo alla Torino Lyon deriva dalle nostre tasse non dobbiamo dimenticarlo!
Dunque per avviare quello che Virano ha definito “il più grande cantiere europeo” si dovranno caricare più tasse sui lavoratori dipendenti, i pensionati, i commercianti onesti. Se i soldi non basteranno subiremo altri tagli alle Pubbliche Amministrazioni, alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici… difficile capire cosa si potrebbe ancora tagliare, ma anche le “teste cotonate” del Re Sole applicavano lo stesso ragionamento, anche loro vivevano avulsi da ogni realtà, gabellando i sudditi per mangiare bignè e comprare la cipria.
Le malelingue, i reazionari, per dirla alla Chiamparino, affermano che l’unico buco sicuro che si riuscirebbe a fare è quello nei bilanci statali. Sarà vero? Per capirlo basta fare una semplice sottrazione: Ci sono le risorse per l’opera? NO. L’opera potrà essere ammortizzata? NO. Quando comincerebbe a funzionare se tutto andasse per il verso giusto come suppongono Chiamparino e Co? Ci vorrebbero 35 anni, durante i quali si spenderebbero miliardi senza incassare assolutamente nulla. Anzi, si fanno debiti con le banche, visto che i soldi non ci sono. Debiti che i nostri figli e nipoti saranno tenuti a rimborsare con gli interessi. Lasciamo perdere altri particolari non secondari della storia, è già abbastanza chiaro così il panorama futuro, senza fare alcuna moltiplicazione o divisione, congettura. Stiamo sui dati certi!
Chiamparino ed i si TAV questi calcoli semplicissimi non li sanno fare? Non può essere. Neppure al più rimbambito dei politici può sfuggire tutto ciò. Dunque ci deve essere dell’altro. Infatti la Torino-Lyon non serve ma la vogliono lo stesso! Dunque c’è il rischio concreto che la nuova linea sia solo uno strumento economico-politico-affaristico, che ha i trasporti come alibi ma non come scopo finale.
Ci potrebbe essere anche di peggio. Leggendo i progetti lo si intuisce e dopo la militarizzazione e la distruzione del sito archeologico di importanza nazionale aumentano i “cattivi pensieri”… Questo non può essere “solo” un fortino per il TAV (lo chiamano già “Fort Virano”), ci deve essere qualcos’atro, un qualche altro “interesse nazionale” da difendere lassù… troppa polizia, troppi carabinieri, finanzieri, forestali, mezzi militari degni dell’Iraq!     
Ma allora a cosa serve? Il vero scopo di questo fortino lo scopriremo presto, ma per adesso tutto questo serve a far girare tanti soldi. In ogni caso a far girare più soldi che treni, più appalti che merci, più affari che viaggiatori, e sopratutto più debito a carico degli italiani, debito che come sempre sarebbe nelle mani delle grandi banche (che intanto da pubbliche sono diventate private). Si potrebbe continuare con l’analisi ma ci fermiamo qui, chi ha gli elementi giusti può continuare da solo, non è un rebus difficile da risolvere.
A questo punto una piccola divagazione, che divagazione non è: Roma Tiburtina, incendio. Danni enormi per RFI e per il Paese, qualcuno ha cercato di mettere in mezzo i NO TAV anche qui. Colpevoli di tutte le disgrazie d’Italia? Tutti antagonisti, Black Block, ex terroristi, commercianti abusivi di maschere antigas? Nessuno che si sia posto la domanda: come mai ci sono sempre tanti bambini ad accompagnare i NO TAV? Ah già, per farne degli scudi umani! Fin qui arriva la fantasia allucinata dei giornalisti di regime! Oppure più semplicemente non sarà che chi è contro il TAV è un buon padre di famiglia e non vuole che il futuro dei propri figli sia rubato? Chiamparino ed i suoi amici farebbero bene a domandarselo!  Ma gli conviene? In un paese normale la risposta sarebbe si, ma questo Paese è ancora “normale”? Giudicate Voi: 29 luglio -"Credo che non ci sia nessuna ragione per contestare quest'opera. Mi auguro che la ragione prevalga"-, e' il commento del sindaco di Torino Piero Fassino a proposito delle proteste in Val di Susa. "Il corridoio 5 – ha spiegato – e' una grande vena di mobilita', di sviluppo e di investimenti e noi non possiamo perdere questa occasione".
Intanto un’occasione l’ha già persa l’ITALCOGE  che dopo essersi accaparrata quasi tutti i lavori pubblici in valle compresi i cantieri della Maddalena, è riuscita a fallire lasciando anche altri lavori importanti  per la valle incompiuti e gli operai in cassa integrazione. È questo il futuro immaginato da Chiamparino & Co per la valle di Susa? È questo il loro nuovo sogno? Noi ne abbiamo un altro e la maggioranza degli italiani anche.
Non basta controllare tutti i giornali, la gente comincia a svegliarsi.
 
La redazione: Ambiente Valsusa

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