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Falluja si continua a morire, da una parte e dall’altra, tra
l’indifferenza di
un’opinione pubblica ormai anestetizzata dall’incessante conteggio dei
morti e
dei feriti. È notizia recente che uno studio ha stabilito come
sinora nel
conflitto iracheno siano stati uccisi qualcosa come 100.000 civili.
Morti di
serie B, per i quali non vi saranno commemorazioni come quelle che ogni
11
settembre vengono dedicate alle vittime americane dei tragici fatti del
2001.

Come da più fonti
riportato, comunque,
ora l’attenzione degli USA (e di Israele) si sta spostando verso un
nuovo
“nemico”
:
l’Iran. Il fatto è che, secondo un’eccellente analisi di Mark
Gaffney, gli
Stati Uniti si stanno cacciando in una trappola mortale.

Ricorderete
quella gigantesca esercitazione navale
condotta dalla flotta statunitense durante il luglio scorso
prevalentemente nel
Pacifico, Summer Pulse, la quale
aveva scatenato una ridda di speculazioni (dall’arrivo di meteoriti
alla
dimostrazione di forza verso la Cina). Per la prima volta nella storia,
la US
Navy dispiegò addirittura sette portaerei contemporaneamente,
ognuna con la
relativa scorta di 7-8 navi e una settantina di aerei. Ma qual era il
vero
scopo di questa esibizione di strapotenza navale? Sembra che tale
esercitazione
riflettesse una decisione ad alto livello del Pentagono, secondo la
quale era
necessaria una dimostrazione di forza mai vista prima onde contrastare
quella
che viene percepita come una crescente minaccia, ovvero la Cina, in
virtù del
suo recente acquisto dalla Russia di un certo numero di nuovissime
cacciatorpediniere lanciamissili di classe Sovremenny.

Verrebbe
da pensare che questa sia una solenne
sciocchezza: come può una manciata di insignificanti
cacciatorpediniere essere
una minaccia nei confronti della flotta statunitense del Pacifico?

Il
fatto è che Summer
Pulse
ha costituito una sorta di tacito riconoscimento del
fatto che gli
Stati Uniti sono stati letteralmente surclassati in un importante ramo
della
tecnologia militare, la cui avanguardia qualitativa ora è
detenuta da altri
paesi, tra cui la Cina. Queste cacciatorpediniere, infatti, sono
piattaforme di
lancio per il missile antinave 3M-82 Moskit
(designazione NATO: SS-N-22
Sunburn
), un’arma per la quale
attualmente la marina statunitense non possiede alcuna difesa.

Ancor
prima del crollo dell’Unione Sovietica, dovuto
ad un’impossibile corsa all’equilibrio militare con gli Stati Uniti,
nave per
nave, cannone per cannone, dollaro per dollaro, i russi adottarono
un’alternativa basata sulla difesa strategica: indagarono sui punti
deboli del
nemico e cercarono modi economici per avvantaggiarsene. Ebbero
successo, sviluppando
tra le altre cose svariati tipi di missili antinave supersonici, uno
dei quali,
l’SS-N-22 Sunburn,
è stato definito
“il più letale missile esistente al mondo”. Naturalmente adesso
la Russia sta
traendo economicamente profitto dalla vendita di questa tecnologia,
nella quale
si trova in vantaggio di dieci anni rispetto agli USA, a paesi come
India,
Cina, Vietnam, Cuba e anche Iran.

Il
fatto che il Sunburn
non sia mai stato utilizzato in combattimento non deve trarre in
inganno: è
proprio per questo che le sue terrificanti capacità offensive
non sono
ampiamente riconosciute. Ma l’efficacia dei missili antinave è
comunque stata
dimostrata sin dalla guerra delle Falkland, quando gli argentini
riuscirono ad
affondare la HMS Sheffield e un’altra
nave britannica coi letali Exocet
francesi, dei quali peraltro possedevano soltanto cinque esemplari.
Pensate
cosa sarebbe accaduto se ne avessero avute alcune decine…

Il
Sunburn
è in grado di trasportare, entro un raggio di 100 miglia, una
testata nucleare
da 200 kilotoni, o in alternativa una testata convenzionale da 750
libbre,
volando a 2,1 Mach (più di due volte la velocità del
suono) e manovrando in
modo tale da eludere le difese nemiche (è stato specificamente
progettato per
sconfiggere il sistema radar di difesa AEGIS statunitense). Oltretutto,
la
combinazione tra la sua velocità supersonica e il suo carico
bellico producono
un tremendo rilascio di energia cinetica al momento dell’impatto, con
conseguenze devastanti per nave ed equipaggio: uno solo di questi
missili
potrebbe affondare una grossa nave, forse persino una portaerei, e il
suo costo
è considerevolmente inferiore a quello di un aereo da caccia. La
sua
strabiliante precisione è stata dimostrata poco tempo fa durante
un collaudo in
mare da parte dei cinesi, quando centrò perfettamente la nave
bersaglio
trapassando l’incrocio della “X” dipinta sul ponte.

Ma
cosa c’entra tutto questo con l’Iran? Be’, se
dovesse verificarsi un attacco, magari da parte degli israeliani (che
hanno da
poco acquistato 25 nuovi F-15
e alcune migliaia di bombe da penetrazione,
presumibilmente proprio nell’eventualità di un attacco agli
impianti nucleari
iraniani), immaginate cosa potrebbe succedere alla flotta statunitense
nel
Golfo Persico, percepita dall’Iran come una forza ostile (dato che gli
aerei
israeliani dovrebbero giocoforza attraversare lo spazio aereo
dell’Iraq,
attualmente controllato dagli americani). Essa si troverebbe nel raggio
d’azione dei Sunburn iraniani,
disseminati e nascosti lungo la costa settentrionale, oltre che degli
ancor più
avanzati SS-NX-26 Yakhonts (sempre
russi, velocità 2,9 Mach, portata 180 miglia), nonché
delle centinaia di Exocet già da tempo in possesso della
repubblica islamica. Il risultato sarebbe un’autentica mattanza.

E
dopo la mattanza, l’Iran con tali missili potrebbe
controllare l’unico accesso al Golfo Persico, ovvero lo stretto di
Hormuz,
tagliando fuori da possibili soccorsi quanto resterebbe
dell’agonizzante flotta
statunitense, e impedendo di fatto l’apporto di consistenti appoggi
logistici
alle truppe stanziate in Iraq, che in breve tempo da forze di
occupazione si
trasformerebbero in forze assediate.

Per
non parlare del fatto che, controllando lo
stretto di Hormuz, gli iraniani potrebbero bloccare il traffico navale
delle
petroliere, riducendo gli approvvigionamenti petroliferi
internazionali,
facendo schizzare il prezzo del petrolio alle stelle e provocando un
collasso
dell’economia mondiale. Insomma, c’è da sperare di non assistere
ad altre
azioni militari “preventive”, perché stavolta gli esiti
potrebbero essere
ancora più drammatici, per tutti noi.

Ma
in fondo, perché preoccuparsi? In aree
precedentemente turbolente, grazie alla sacrosanta guerra al
terrorismo, ora
l’ordine regna sovrano e tutto va come deve andare, come nel caso delle
piantagioni di oppio in Afghanistan…

A
volte verrebbe proprio voglia di cambiare pianeta.
A proposito, su Marte come butta? Per essere un pianeta virtualmente
privo di
atmosfera, che ci dicono sia quanto mai rarefatta, queste nuvolette
sono piuttosto singolari, non credete?

Ma
parliamo d’altro. In queste ultime settimane, vi è
stato un aumento esponenziale di avvistamenti UFO, da tutte le parti
del mondo
e in tutte le salse. In particolare, numerosi casi riguardano strani
oggetti
volanti triangolari, con tutta probabilità prototipi militari
del tipo TR3-B o
similari, che in particolari occasioni sono stati fotografati, come
documentano
queste immagini davvero singolari (le foto sono state scattate tramite
telescopio!).

Io
stesso devo dire di aver avuto recentemente la
possibilità di visionare un documento mozzafiato,
in assoluto il migliore filmato UFO che abbia
mai visto. Si
tratta di un classico “disco volante”, ripreso presumibilmente
quest’anno
(anche se la fonte anonima afferma che risalga a due anni fa) in
Italia, lungo
il fiume Cellina (a due passi da Aviano). Le prime analisi fanno
ritenere che
si tratti, anche in questo caso, di un prototipo militare. Il filmato
lo mostra
mentre arriva, si ferma davanti alla telecamera per esibirsi in volo
stazionario (e nel farlo estende delle appendici non meglio
identificate, che
qualcuno ha ipotizzato possano essere dispositivi di propulsione MHD,
ovvero
magnetoidrodinamica) e poi, dopo alcuni istanti, schizza via ad una
velocità da
paura!!!

Con
tutta probabilità, l’autore del filmato non si
trovava in loco per caso: molti elementi fanno ritenere che sapesse
perfettamente cosa andava a riprendere, e come. Purtroppo questo
incredibile
documento è oggetto di una contesa a carattere legale, e per il
momento non è
stato divulgato. Non appena possibile (ma non so proprio dirvi quando),
entrerò
in possesso di una copia, che naturalmente metterò in rete.

Visto
che siamo in periodo di elezioni presidenziali
USA, vi suggerisco di andarvi a vedere questa divertentissima parodia
del
“Rocky Horror Picture Show”:

http://davechase.net/presidential_horror_show.swf

Se non altro,
qualunque sia il risultato elettorale, con qualche
sana risata vi risolleverete lo spirito…

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