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Un tranquillo week-end di paura

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il giorno 17 nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, è precipitato un meteorite delle dimensioni apparenti di una casa; il sito space.com annuncia una possibile pioggia di meteoriti in giugno, probabilmente verso il 23, quando la Terra attraverserà la scia di detriti lasciata dalla cometa Pons-Winnecke; e poi c’è la storia di Snowball Net, una misteriosa rete di comunicazioni collegata via radio con altre stazioni, una cui trasmissione sarebbe stata intercettata il 26 gennaio da vari radioamatori che hanno ascoltato un operatore di nome Burrow sulla frequenza di 11.176 mhz. Eccone la trascrizione:

SNOWBALL NET: Verifica comunicazioni Snowball Net. A tutte le stazioni, controllo orario.

(pausa)

Impatto a meno 146 giorni, 5 ore UTC. Rimanete in attesa per collegamento ACC.

(registrata la scarica di dati digitali)

BURROW: Snowball, qui è Burrow. Non siete protetti, ripeto, non siete protetti, passate a verde, passate a verde.

Per circa tre minuti seguirono scariche di rumore bianco. In base a certe fonti, Snowball Net sarebbe una rete di monitoraggio e scambio di dati classificati che riporta i movimenti degli oggetti vicini alla Terra, e si parla di almeno tre di tali oggetti che rischiano di colpire il pianeta nel mese di giugno. Staremo a vedere…

Tornando coi piedi per terra, com’era prevedibile cominciano a emergere le incongruenze presenti nel famoso video della "liberazione" degli ostaggi. Ad esempio, esaminando la prima immagine pubblicata dal Corriere della Sera, che si afferma sia stata scattata subito dopo la liberazione, Salvatore Steffio ha le maniche della maglietta bianca lunghe.

Però nell’immagine successiva, quella tratta dal video, improvvisamente le maniche diventano corte: non presentano segni di lacerazione, è proprio una maglietta a maniche corte.


Anche il polacco, in questa immagine, ha una maglietta completamente diversa da quella che indossa dopo la liberazione nell’ultima fotografia in cui viene ritratto insieme agli italiani: con scollatura, riga nera e a maniche corte, mentre qui è a maniche lunghe, senza scollatura nè righe nere. Si noti inoltre come le maglie sono pulite nelle immagini in bianco e nero e sporche invece in quella a colori.

Sembra inoltre esserci una differenza nella barba e nella capigliatura dei prigionieri tra l’ultima immagine e quelle precedenti, il che farebbe supporre che si riferisca realmente al momento della liberazione, mentre il video sarebbe stato girato in seguito, in un’altra località, per scopi propagandistici. E per carità di patria mi fermo qui, senza riportare le incongruenze tra le dichiarazioni rilasciate alla stampa dagli ostaggi e quanto si vede (o meglio, non si vede: come i carcerieri, ad esempio…) nel famoso (ma ormai possiamo chiamarlo famigerato) filmato della "liberazione". Una cosa è certa: la cialtroneria di questi "professionisti" dell’immagine è a dir poco sconcertante. Evidentemente pensano, ammesso che pensino, che il pubblico sia talmente narcotizzato da non accorgersi di nulla. A soccorrerli se ne occupano gli organi di (dis)informazione che si sono già "dimenticati" della faccenda, tutti intenti a magnificare la costituzione europea (un’altra emerita buffonata: dopo la scarsissima affluenza alle urne per le elezioni europee, c’è stato il panico e la corsa all’approvazione in fretta e furia di questo documento, prima che crollasse definitivamente la baracca… con tutti i burattini!) o a palpitare per le vicende calcistiche della nostra nazionale.

Sempre meglio che in Svizzera, dove due tizi mentre si facevano una "canna" sono stati avvistati da un drone volante dell’esercito, il quale li ha ripresi con la telecamera all’infrarosso e ha chiamato la polizia, che li ha tratti in arresto. Alla faccia dei paranoici della cospirazione…

Per finire, grazie alla segnalazione degli amici del Centro Ricerche Leonardo da Vinci, vi propongo il bis delle strane nuvole della scorsa settimana, questa volta fotografate in Nebraska. Tutto normale, dunque… o no?

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