Credo proprio che di fronte alla tragedia di Londra e al modo in cui media e governi la stanno dando in pasto all’opinione pubblica, appaia ormai evidente al di là di ogni ragionevole dubbio che questo ennesimo attentato terroristico abbia la stessa matrice e segua lo stesso filo conduttore della catena di eventi che hanno trovato il proprio culmine l’11 settembre 2001, con tutte le conseguenze che questo comporta. È davvero sconcertante il fatto che tutti, indistintamente, si siano uniti al coro dei mantra che indicavano la fantomatica al-Qaeda quale mandante, organizzatore ed esecutore della catena di attentati, associandoli automaticamente a quelli avvenuti a Madrid e soprattutto a New York e Washington, e sollecitavano un impegno comune di tutte le nazioni “civili” nella lotta al terrorismo internazionale. Pure, anche stavolta non mancano curiose “anomalie” che meriterebbero ben altra attenzione da parte dei media: mi riferisco in particolare alla notizia lanciata inizialmente da Londra dall’agenzia di stampa Adnkronos, che recitava:

Scotland Yard aveva allertato questa mattina l'ambasciata israeliana a Londra sulla minaccia di possibili attacchi terroristici nella capitale. È quanto riferiscono fonti ufficiali israeliane. Secondo quanto aggiunto nel sito "Debka File", la sede diplomatica dello stato ebraico è stata chiusa subito dopo le esplosioni, così come altre ambasciate.”

Da Gerusalemme poco dopo la locale agenzia lanciava il seguente comunicato:

“Il governo israeliano non era stato avvertito di possibili attacchi a Londra, ha annunciato il ministro degli Esteri israeliano Silva Shalom. La dichiarazione arriva dopo l'allerta lanciata questa mattina da Scotland Yard all'ambasciata israeliana che aveva portato alla chiusura della sede diplomatica dello stato ebraico.”

Questa vicenda viene magnificamente approfondita nell’articolo “Attentati a Londra: alcune impressioni” al quale vi rimando; il punto è che, lo si voglia o meno, anche in occasione degli attentati dell’11 settembre 2001 emergevano strani collegamenti con lo stato di Israele. Se ne parlò il meno possibile, nondimeno allora furono arrestati ed espulsi circa 120 cittadini israeliani coinvolti in azioni di spionaggio, alcuni dei quali vivevano praticamente in prossimità delle abitazioni dei presunti dirottatori arabi dal taglierino facile…

Sia quel che sia, ormai contro la versione ufficiale degli eventi dell’11 settembre si è accumulata una quantità di prove talmente schiacciante che è assolutamente impossibile che media e governi non ne siano almeno parzialmente a conoscenza. Se tutti, indistintamente, continuano a sposarla malgrado sia assolutamente indifendibile, questo significa soltanto una cosa: che in qualche misura vanno ritenuti corresponsabili di quelle atrocità, delle quali si stanno servendo politicamente per manipolare l’opinione pubblica con la compiacenza degli organi di informazione. Alla luce delle voci relative a speciali reparti di polizia e leggi antiterrorismo attualmente all’esame del nostro governo, evidentemente determinato a scimmiottare il Patrioct Act statunitense sulla scia degli eventi britannici (qualcuno invoca addirittura lo “stato di guerra”…), le considerazioni di cui sopra valgono anche per il nostro paese.

Un altro strano parallelismo tra i fatti dell’11 settembre e quelli londinesi è che anche in questo caso proprio quel giorno (guardacaso il 7/7 dell’anno 2005, 2+0+0+5=7; 7-7-7: i numerologi e gli esperti in simbolismo si stanno già sbizzarrendo…), negli stessi orari e località coinvolte dagli attentati, erano in corso nella rete della metropolitana di Londra delle esercitazioni condotte dalla Visor Consultants, un’agenzia di consulenza collegata al governo e alla polizia, e che vedevano coinvolte un migliaio di persone. Il fatto è stato divulgato ai microfoni di Radio 5 della BBC da Peter Power, ex ufficiale di Scotland Yard che operava anche nell’antiterrorismo e attualmente direttore di detta agenzia, che fornisce consulenze relative alla ‘gestione delle crisi’.

Comunque sia, tanto per cambiare la tragica sceneggiata è stata attribuita alla solita al-Qaeda e al solito Al Zarqawi: peccato che un documentario dal titolo “The Terror Myth”, prodotto dalla BBC, abbia dimostrato come tale organizzazione non esista nemmeno (il nome significa letteralmente “database”, e proprio di questo si trattava: di un database in possesso della CIA, contenente migliaia di nomi di mujahideen assoldati e addestrati da quest’ultima per combattere l’invasione sovietica in Afghanistan…). Giusto questa settimana poi, il giornalista Dahr Jamail ha scritto del suo viaggio alla città di Zarqa, dove si era recato sulle tracce del mitico Al Zarqawi. La sua famiglia ritiene che sia morto anni fa, e non esistono sue foto recenti. Fatto sta che il suo nome salta fuori in concomitanza di ogni grosso attentato, mentre le sue basi operative si trovano sempre laddove le forze armate statunitensi organizzano attacchi in grande stile, come a Fallujah o Samarra.

E che dire poi di tutte queste più o meno credibili rivendicazioni su Internet?
La CNN ha collegato gli attentati di Londra ad un sito “terrorista islamico” chiamato alneda.com. Un intraprendente navigatore ha effettuato un’attenta ricerca, ed ecco cosa ha scoperto del sito alneda.com:

Servizio di Registrazione fornito da: DIRECTI
Contatto: +91.2256797500
Sito web: http://www.directi.com
Nome Dominio: ALNEDA.COM
Depositario:
SFP, Inc
Jon David (jondavid@4jon.com)
Po 312 Berlin, Maryland 21811
USA
Tel. +011.4107237089

Jon David, un nome tipicamente islamico, probabilmente appartenuto a qualche profeta o martire, e dislocato in quella fornace del terrorismo che è la cittadina di Berlin, nel Maryland, USA… accidenti! I migliori e più attrezzati servizi segreti occidentali non ci erano arrivati.

A questo punto, resta solo da vedere se qualcuno avrà la faccia tosta di collegare questi “attentati” ad una fantomatica pista iraniana. Certo è che se l’opinione pubblica nel suo complesso non prenderà coscienza del reale disegno e degli autentici mandanti di questi atti efferati, in futuro possiamo aspettarci davvero di tutto.

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Non so se questo contribuirà a sollevarvi il morale o ad aggiungervi preoccupazioni, ma in Messico il fenomeno delle “flottillas” sta raggiungendo dimensioni clamorose. Il 3 luglio sopra Città del Messico è comparsa una squadriglia composta da una quarantina di oggetti volanti non identificati, osservata con evidente commozione da un gran numero di cittadini e filmata dai “vigilantes” di Jaime Maussan, che ha divulgato l’avvenimento in diretta televisiva proprio mentre stava commentando gli straordinari avvenimenti del 10 giugno, quando il cielo di Guadalajara è stato letteralmente oscurato dalla comparsa di centinaia di UFO sferici in mezzo ai quali veniva osservato e filmato un oggetto a forma di disco, assai più grosso e probabilmente al comando dell’insolita “armada”.

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(Per scaricare i servizi mandati in onda dalla televisione messicana, cliccate i link qui sotto.)

Come se non bastasse, ultimamente in Messico, USA, Giappone e persino in Italia (in Sardegna) sono state segnalate sempre più spesso strane “entità volanti”, un fenomeno che si sta ritagliando uno spazio tutto suo nell’ambito della classica ricerca ufologia, e del quale sono certo sentiremo parlare sempre più spesso in futuro…

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